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	<title>Comments on: Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 06:13:11 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17661</link>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 16:06:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17661</guid>
					<description>Scusate la rispresa del discorso:
la tecnologia va avneti anche per il nucleare. Tra poco meno di dieci anni avremo reattori che brucieranno le scorie (ADS) e quello che oggi è dipinto come il rifiuto più diabolico che esiste, tra un decennio lo stesso potrà essere un prezioso combustibile. Così come i reattorii III+ e IV generazione (diponiblie entro il 2012) miglior utilizzo del combustibile (quindi hai voglia te che scorte d'uranio!), meno scorie prodotte ed abbattimento dei costi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Scusate la rispresa del discorso:<br />
la tecnologia va avneti anche per il nucleare. Tra poco meno di dieci anni avremo reattori che brucieranno le scorie (ADS) e quello che oggi è dipinto come il rifiuto più diabolico che esiste, tra un decennio lo stesso potrà essere un prezioso combustibile. Così come i reattorii III+ e IV generazione (diponiblie entro il 2012) miglior utilizzo del combustibile (quindi hai voglia te che scorte d&#8217;uranio!), meno scorie prodotte ed abbattimento dei costi&#8230;
</p>
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	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17660</link>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 15:59:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17660</guid>
					<description>&lt;em&gt;i rischi a cui ci ptrebbero portare degli errori nella fissione nucleare che provocherebbero disastri di enormi dimensioni(es. Chernobyl) ed allora rimango della convizione che fino a quando la fissione nucleare non comicierà ad essere rimpiazzata da quella a fusione sarò quindi contro il nucleare in italia,per i problemi già elencati nell’altro commento.&lt;/em&gt;

Per carità rispetto la tua opinione ma mi permetto di sottolineare che paragonare la fissione nucleare e possibilie errori a quello che è successo a Chernobyl, è un insulto a tutta la tecnologia nucleare: 
ormai è arci noto che il reattore RMBK era un modello (acqua/grafite) molto instabile concepito principalmente per la produzione di plutonio. Tra l'altro era mal costruito perchè il reattore era sotto un capannone prefabbricato invece che in un box d'acciaio sotto due cupole di cemento armato schermato in piombo (come tutti gli impianti occidentali Italia compresa) D'altro canto il reattore era rozzamente enorme ed il contenimento occidentale, se fosse stato possibile costruirlo,  doveva essere molto più alto. Comunque. aldilà di tutto ciò il reattore funzionava senza noie.
Purtroppo l'ottusa ambizione del direttore, che proveniva dalla gestione di centrali convenzionali e che fu messo lì per meriti di partito, impose al personale un assurdo esperimento che altri impianti sovietici avevano rifiutato. Più con più, oltre a forzare smisuratamente il reattore, si era criminalmente disattiva i sistemi di sicurezza.
Chernobyl è stato questo: pensa invece a TMI (Three Miles Island, 1978) lì l'impianto era ben costruito e il personale addestrato; nonostante si sia fuso il nocciolo (e non è avvenuta la sindrome cinese, di per sè una baggianata ciniematografica) non c'è stato fuoriuscita di radiazioni ed altro. Il reattore è stato fermato e l'intero satbile decontaminato senza vittime e rischi per la popolazione. La seconda unità è ancora, se non erro, funzionante ( o comunque a continuato a lavorare fino al 2003)</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><em>i rischi a cui ci ptrebbero portare degli errori nella fissione nucleare che provocherebbero disastri di enormi dimensioni(es. Chernobyl) ed allora rimango della convizione che fino a quando la fissione nucleare non comicierà ad essere rimpiazzata da quella a fusione sarò quindi contro il nucleare in italia,per i problemi già elencati nell’altro commento.</em></p>
	<p>Per carità rispetto la tua opinione ma mi permetto di sottolineare che paragonare la fissione nucleare e possibilie errori a quello che è successo a Chernobyl, è un insulto a tutta la tecnologia nucleare:<br />
ormai è arci noto che il reattore RMBK era un modello (acqua/grafite) molto instabile concepito principalmente per la produzione di plutonio. Tra l&#8217;altro era mal costruito perchè il reattore era sotto un capannone prefabbricato invece che in un box d&#8217;acciaio sotto due cupole di cemento armato schermato in piombo (come tutti gli impianti occidentali Italia compresa) D&#8217;altro canto il reattore era rozzamente enorme ed il contenimento occidentale, se fosse stato possibile costruirlo,  doveva essere molto più alto. Comunque. aldilà di tutto ciò il reattore funzionava senza noie.<br />
Purtroppo l&#8217;ottusa ambizione del direttore, che proveniva dalla gestione di centrali convenzionali e che fu messo lì per meriti di partito, impose al personale un assurdo esperimento che altri impianti sovietici avevano rifiutato. Più con più, oltre a forzare smisuratamente il reattore, si era criminalmente disattiva i sistemi di sicurezza.<br />
Chernobyl è stato questo: pensa invece a TMI (Three Miles Island, 1978) lì l&#8217;impianto era ben costruito e il personale addestrato; nonostante si sia fuso il nocciolo (e non è avvenuta la sindrome cinese, di per sè una baggianata ciniematografica) non c&#8217;è stato fuoriuscita di radiazioni ed altro. Il reattore è stato fermato e l&#8217;intero satbile decontaminato senza vittime e rischi per la popolazione. La seconda unità è ancora, se non erro, funzionante ( o comunque a continuato a lavorare fino al 2003)
</p>
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	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17635</link>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 20:47:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17635</guid>
					<description>Niko, Dio mio, torna in te.

Leggendo quella sequenza di assurdità non riesco veramente a stare zitto, anche se me lo ero proposto, perchè sto diventando noioso.

So di non poterti convincere. Non ti offendere ma... Fra una decina d'anni, dovessimo, come sembra probabile, scegliere la strada che indicano quelli che la pensano come te, ti chiedo solo di ricordare che te lo avevo detto: non hai idea di quanto ti abbiano preso in giro quelli che ti hanno raccontato le cose che credi siano verità assolute.

Intanto, magari, prova a cercare dati oggettivi... Per esempio chiediti come mai all'epoca del referendum, vent'anni fa, si facevano gli stessi discorsi di oggi (le rinnovabili, il risparmio energetico, che è la prima delle fonti ecc...) e, poi, guarda invece, cosa è successo. Il consumo di energia invece che diminuire è aumentato (da 150 a 200 Mtep =&amp;#62; +33%) e anche quello dell'energia elettrica (da 210 a 350 TWh =&amp;#62; +67%). Eppure allora si usavano i giradischi e i mangia- cassette, molto più energivori! Un sacco di elettrodomestici consumavano di più. Allora, secondo te, come mai i consumi, invece di diminuire, sono aumentati?

La produzione da fonti rinnovabili, da allora, è rimasta stabile o poco più, perchè il grosso delle rinnovabili è l'idroelettrico (già sfruttato) e le biomasse (già sfruttate) (in totale, oggi, 16 Mtep).

Un tal Rubbia promise allora la fusione nucleare (per uso pacifico) in 5 anni. Lo disse in TV, davanti a milioni di italiani, e chi non era del mestiere ci ha creduto. Era il 1987! Sono passati 21 anni ed è ancora da dimostrare che sia possibile farlo!

Questi sono solo esempi... e potrei continuare per pagine e pagine…

Come puoi vedere, se ti informi per bene, tutto quello che dici è già successo, ed è già successo il contrario di quello che credi: è come se uno che sta affondando sul Titanic proponesse al capitano di andare a sbattere su un altro iceberg: tanto non succede niente!</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Niko, Dio mio, torna in te.</p>
	<p>Leggendo quella sequenza di assurdità non riesco veramente a stare zitto, anche se me lo ero proposto, perchè sto diventando noioso.</p>
	<p>So di non poterti convincere. Non ti offendere ma&#8230; Fra una decina d&#8217;anni, dovessimo, come sembra probabile, scegliere la strada che indicano quelli che la pensano come te, ti chiedo solo di ricordare che te lo avevo detto: non hai idea di quanto ti abbiano preso in giro quelli che ti hanno raccontato le cose che credi siano verità assolute.</p>
	<p>Intanto, magari, prova a cercare dati oggettivi&#8230; Per esempio chiediti come mai all&#8217;epoca del referendum, vent&#8217;anni fa, si facevano gli stessi discorsi di oggi (le rinnovabili, il risparmio energetico, che è la prima delle fonti ecc&#8230;) e, poi, guarda invece, cosa è successo. Il consumo di energia invece che diminuire è aumentato (da 150 a 200 Mtep =&gt; +33%) e anche quello dell&#8217;energia elettrica (da 210 a 350 TWh =&gt; +67%). Eppure allora si usavano i giradischi e i mangia- cassette, molto più energivori! Un sacco di elettrodomestici consumavano di più. Allora, secondo te, come mai i consumi, invece di diminuire, sono aumentati?</p>
	<p>La produzione da fonti rinnovabili, da allora, è rimasta stabile o poco più, perchè il grosso delle rinnovabili è l&#8217;idroelettrico (già sfruttato) e le biomasse (già sfruttate) (in totale, oggi, 16 Mtep).</p>
	<p>Un tal Rubbia promise allora la fusione nucleare (per uso pacifico) in 5 anni. Lo disse in TV, davanti a milioni di italiani, e chi non era del mestiere ci ha creduto. Era il 1987! Sono passati 21 anni ed è ancora da dimostrare che sia possibile farlo!</p>
	<p>Questi sono solo esempi&#8230; e potrei continuare per pagine e pagine…</p>
	<p>Come puoi vedere, se ti informi per bene, tutto quello che dici è già successo, ed è già successo il contrario di quello che credi: è come se uno che sta affondando sul Titanic proponesse al capitano di andare a sbattere su un altro iceberg: tanto non succede niente!
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: niko</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17627</link>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 16:49:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17627</guid>
					<description>caro edoardo,
certamente io sono convinto della mia tesi, ma nonostante questo sono molto attirato dallo studio del nucleare e quindi conosco benissimo i rischi a cui ci ptrebbero portare degli errori nella fissione nucleare che provocherebbero  disastri di enormi dimensioni(es. Chernobyl) ed allora  rimango della convizione che fino a quando la fissione nucleare non comicierà ad essere rimpiazzata da quella a fusione sarò quindi contro il nucleare in italia,per i problemi già  elencati nell'altro commento.
Per quanto riguarda le risorse rimmovabili è vero che non sarebbero capaci di soddisfarre la nostra riciesta energetica, ma sappiamo benissimo che la tecnologa va sempre più avanti per migliorare le nostre condizioni di vita, facendo un esempio: se prima un ragazzo doveva usare un lettore cd per ascoltare la musica e quindi masterizzare il cd e tenendo il pc acceso molto a lungo rispetto ad ora che invece con i lettori mp3 o mp4 abbiamo bisogno invece di pochissimo tempo abbiamo sicuramente risparmiato moltissima energia utile;
ma le domande che ci dobbiamo porre sono molte per esempio:
perchè solo una casa costruttrice di atomobili produce una macchina ibrida(che inoltre non viene neanche pubblicizzata) che va  elettricamente fino ai 50/60 km/h dopo di che fa entrare la benzina nel motore che carica la batteria elettrica e che sarebbe la soluzione migiore nelle nostre città inquinatissime, e poi mi chiedo perche un cittadino che risiede vicino alla centrale siderurgica più grande di europa ,a taranto, per riuscire a vedere le prime città con le illuminazioni pubbliche a pannelli fotovoltaici si debba spingere di centinaia di chilometri fuori dalla sua città??
Ecco la politca energetca che secondo me dovrebbe continuare ad andare avanti sia quella basata sul risparmio energetico, che sull'avanzare della tecnolgia che ci soddisferà di più consumando meno, e soprattutto sulle fonti di energia rinnovabili che dovrebbero intanto nel frattempo  affiancare le principali fonti di energia per poi diventarne le pricipali...
ma personalmente spero che in un prossimo futuro la nostra energia venga prodotta dalla tanto attesa fusione nucleare che, ripeto, è sicurissima, non prodce scorie o robe varie e produrrebbe l'energia necessaria al nostro fabbisogno..........</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>caro edoardo,<br />
certamente io sono convinto della mia tesi, ma nonostante questo sono molto attirato dallo studio del nucleare e quindi conosco benissimo i rischi a cui ci ptrebbero portare degli errori nella fissione nucleare che provocherebbero  disastri di enormi dimensioni(es. Chernobyl) ed allora  rimango della convizione che fino a quando la fissione nucleare non comicierà ad essere rimpiazzata da quella a fusione sarò quindi contro il nucleare in italia,per i problemi già  elencati nell&#8217;altro commento.<br />
Per quanto riguarda le risorse rimmovabili è vero che non sarebbero capaci di soddisfarre la nostra riciesta energetica, ma sappiamo benissimo che la tecnologa va sempre più avanti per migliorare le nostre condizioni di vita, facendo un esempio: se prima un ragazzo doveva usare un lettore cd per ascoltare la musica e quindi masterizzare il cd e tenendo il pc acceso molto a lungo rispetto ad ora che invece con i lettori mp3 o mp4 abbiamo bisogno invece di pochissimo tempo abbiamo sicuramente risparmiato moltissima energia utile;<br />
ma le domande che ci dobbiamo porre sono molte per esempio:<br />
perchè solo una casa costruttrice di atomobili produce una macchina ibrida(che inoltre non viene neanche pubblicizzata) che va  elettricamente fino ai 50/60 km/h dopo di che fa entrare la benzina nel motore che carica la batteria elettrica e che sarebbe la soluzione migiore nelle nostre città inquinatissime, e poi mi chiedo perche un cittadino che risiede vicino alla centrale siderurgica più grande di europa ,a taranto, per riuscire a vedere le prime città con le illuminazioni pubbliche a pannelli fotovoltaici si debba spingere di centinaia di chilometri fuori dalla sua città??<br />
Ecco la politca energetca che secondo me dovrebbe continuare ad andare avanti sia quella basata sul risparmio energetico, che sull&#8217;avanzare della tecnolgia che ci soddisferà di più consumando meno, e soprattutto sulle fonti di energia rinnovabili che dovrebbero intanto nel frattempo  affiancare le principali fonti di energia per poi diventarne le pricipali&#8230;<br />
ma personalmente spero che in un prossimo futuro la nostra energia venga prodotta dalla tanto attesa fusione nucleare che, ripeto, è sicurissima, non prodce scorie o robe varie e produrrebbe l&#8217;energia necessaria al nostro fabbisogno&#8230;&#8230;&#8230;.
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17619</link>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 14:36:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17619</guid>
					<description>Caro Niko,
ti consiglio, se hai tempo e voglia, di leggere i testi sullo stoccaggio delle scorie, sui, costi e sicurezza del nucleare e sulle riserve di uranio. I temi partono da testi universitari scritti da igegneri e fisici nucleari (Ing. Romanello, Cerullo, Spezia, Ambrosini alcuni nomi) o da fonti Iaea. Detti testi sono poi stati ampiamente discussi sia da nuclearisti che da antinuclaeristi come te. Ebbene, personalmente, di fronte a numeri, dati scientifici ed esperienze tecniche provate dei primi vengono sempre contrapposti i progetti, le ideologie, i sogni ed ii rinvii dei secondi.

Il Prof. Antonio Zichichi diceva che quand'era giovane (anni '50) nelle università di fisica si parlava che, forse, nei primi anni 2000 sarebbe stato possibile lo sfruttamento della fusione nucleare. Ad oggi, 2008, il primo modello SPERIMENTALE ci sarà fra 30/40 anni: nel frattempo che facciamo, oltre al risparmio energetico importante ma non sufficiente ad evitare una crisi energetica? Pensi davvero che sole e vento possano soddisfare (anche in maniera continua) i nostri fabbisogni energetici? Pensi che sole e vento possano dare energia continua ad industrie (magari molto energivore come quelle che producono carta, acciaio, cemento) centri commerciali, metropoli, ecc.?...Mah, convinto tu....</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Caro Niko,<br />
ti consiglio, se hai tempo e voglia, di leggere i testi sullo stoccaggio delle scorie, sui, costi e sicurezza del nucleare e sulle riserve di uranio. I temi partono da testi universitari scritti da igegneri e fisici nucleari (Ing. Romanello, Cerullo, Spezia, Ambrosini alcuni nomi) o da fonti Iaea. Detti testi sono poi stati ampiamente discussi sia da nuclearisti che da antinuclaeristi come te. Ebbene, personalmente, di fronte a numeri, dati scientifici ed esperienze tecniche provate dei primi vengono sempre contrapposti i progetti, le ideologie, i sogni ed ii rinvii dei secondi.</p>
	<p>Il Prof. Antonio Zichichi diceva che quand&#8217;era giovane (anni &#8216;50) nelle università di fisica si parlava che, forse, nei primi anni 2000 sarebbe stato possibile lo sfruttamento della fusione nucleare. Ad oggi, 2008, il primo modello SPERIMENTALE ci sarà fra 30/40 anni: nel frattempo che facciamo, oltre al risparmio energetico importante ma non sufficiente ad evitare una crisi energetica? Pensi davvero che sole e vento possano soddisfare (anche in maniera continua) i nostri fabbisogni energetici? Pensi che sole e vento possano dare energia continua ad industrie (magari molto energivore come quelle che producono carta, acciaio, cemento) centri commerciali, metropoli, ecc.?&#8230;Mah, convinto tu&#8230;.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: niko</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17496</link>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 13:09:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-17496</guid>
					<description>se voi pensate ke mettere il nucleare in italia sia la cosa migliore...vi sbagliate,nonostante sia in parte pulita(per colpa delle scorie radioattive)come energia,è meglio contare sulle risorse di energia alternative che sono tra l'altro ''molto più sicure'' per la nostra salute e piu tecnologiche finchè non verranno completati gli studi e gli esperimenti sul nucleare a fusione e fino aquando verrà messo al posto del nucleare a fissione..</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>se voi pensate ke mettere il nucleare in italia sia la cosa migliore&#8230;vi sbagliate,nonostante sia in parte pulita(per colpa delle scorie radioattive)come energia,è meglio contare sulle risorse di energia alternative che sono tra l&#8217;altro &#8216;&#8217;molto più sicure'&#8217; per la nostra salute e piu tecnologiche finchè non verranno completati gli studi e gli esperimenti sul nucleare a fusione e fino aquando verrà messo al posto del nucleare a fissione..
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-13636</link>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 22:10:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-13636</guid>
					<description>Ovviamente non posso che essere d’accordo. Ci sono questioni di sostanza (l'acqua non prende fuoco) che ci garantiscono molto meglio di coefficienti astratti su dati aleatori.

Un'altro aspetto che a mio parere è importante per garantirci nei confronti degli eventi non previsti e non prevedibili è anche rappresentato dalla versatilità dell'impianto, dalle possibilità, cioè, di intervenire in più modi e con sistemi diversi in caso di imprevisti. Anche questo aspetto è difficilmente quantificabile.

Come dicevo prima i numeri, in generale, vanno interpretati: il fatto che ci sia un fattore 10000 nella sicurezza interna dei reattori di nuovo tipo sta semplicemente ad indicare una maggiore razionalità nella disposizione delle ridondanze e nella scelta delle caratteristiche dei singoli elementi dell'impianto. Si tratta, in pratica, di un indice sulla bontà dell'impianto sotto l'aspetto della sicurezza.

Tuttavia anche la probabilità legata ad eventi casuali ha un senso. Per apprezzare la &quot;regolarità&quot; di tale comportamento invito a lanciare contemporaneamente 11 dadi: se fate 6 con tutti e 11 i dadi (senza imbrogliare) ditemelo, perchè a me risulta che ci sia una possibilità su 360 milioni circa il che, in pratica, significa che non succede. Provate! Non vi succede proprio.

Viceversa, se andate a vedere la vita media sui bollettini ISTAT vedrete che non cambia sensibilmente da un anno all'altro e cambiamenti medi su tempi lunghi sono dovuti a cause ben precise che intervengono sull'intera società. Voglio dire che quando i numeri diventano grandi, anche se ogni singolo elemento si comporta a modo suo e non &quot;sa&quot; cosa fanno gli altri, i dati medi difficilmente si scostano dai valori previsti dalle variabili aleatorie come cita (a spanne) la &quot;Legge dei grandi numeri&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ovviamente non posso che essere d’accordo. Ci sono questioni di sostanza (l&#8217;acqua non prende fuoco) che ci garantiscono molto meglio di coefficienti astratti su dati aleatori.</p>
	<p>Un&#8217;altro aspetto che a mio parere è importante per garantirci nei confronti degli eventi non previsti e non prevedibili è anche rappresentato dalla versatilità dell&#8217;impianto, dalle possibilità, cioè, di intervenire in più modi e con sistemi diversi in caso di imprevisti. Anche questo aspetto è difficilmente quantificabile.</p>
	<p>Come dicevo prima i numeri, in generale, vanno interpretati: il fatto che ci sia un fattore 10000 nella sicurezza interna dei reattori di nuovo tipo sta semplicemente ad indicare una maggiore razionalità nella disposizione delle ridondanze e nella scelta delle caratteristiche dei singoli elementi dell&#8217;impianto. Si tratta, in pratica, di un indice sulla bontà dell&#8217;impianto sotto l&#8217;aspetto della sicurezza.</p>
	<p>Tuttavia anche la probabilità legata ad eventi casuali ha un senso. Per apprezzare la &#8220;regolarità&#8221; di tale comportamento invito a lanciare contemporaneamente 11 dadi: se fate 6 con tutti e 11 i dadi (senza imbrogliare) ditemelo, perchè a me risulta che ci sia una possibilità su 360 milioni circa il che, in pratica, significa che non succede. Provate! Non vi succede proprio.</p>
	<p>Viceversa, se andate a vedere la vita media sui bollettini ISTAT vedrete che non cambia sensibilmente da un anno all&#8217;altro e cambiamenti medi su tempi lunghi sono dovuti a cause ben precise che intervengono sull&#8217;intera società. Voglio dire che quando i numeri diventano grandi, anche se ogni singolo elemento si comporta a modo suo e non &#8220;sa&#8221; cosa fanno gli altri, i dati medi difficilmente si scostano dai valori previsti dalle variabili aleatorie come cita (a spanne) la &#8220;Legge dei grandi numeri&#8221;.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: Giampaolo Bottoni</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-13610</link>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 12:52:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-13610</guid>
					<description>Due osservazioni: quando si parla di sicurezza è relativamente facile ottenere, in certi casi, fattori 10000 di incremento. Un esempio : mettiamo che la probabilità di un incidente grave come quello di Chernobyl per un reattore ad acqua della seconda generazione ( Caorso), sia, annualmente, di una parte su un milione ossia che, in via teorica, possa avvenire una volta ogni milione di anni. La cosa è seria perchè se ci fossero in funzione mille impianti simili la probabilità sarebbe di un disastro ogni mille anni ossia la probabilità che, per dire, il Vesuvio si esibisca presto come fece con Ercolano e Pompei 2000 anni fa. Se, con appositi accorgimenti e ridondanze di meccanismi, aumento la sicurezza di un fattore mille i tempi teorici si dilatano di mille volte e dunque, con mille EPR avrò una Pompei ogni milione di anni. Rassicurante. Resta il fatto che questi ragionamenti sono comunque stime teoriche di probabilità tutte infinitesime e certo c'è sempre l'imponderabile, il totalmente imprevisto e dunque non considerato nelle stime. D'altra parte c'è anche l'impossibile ( a parte i miracoli che però dovrebbe essere il diavolo a fare ). Né un Caorso né un EPR potrà fare quello che fece il reattore di Chernobyl perchè quello era una montagna di grafite ossia carbone purissimo mentre nei reattori ad acqua la grafite incendiabile non c'è proprio. Che probabilità c'è che l'acqua prenda fuoco ? E' comunque indubitabile che i reattori più moderni siano anche più sicuri. Anche per accorgimenti macroscopicamente evidenti. Il fatto che l'EPR abbia una potenza tanto gigantesca, 1600 MWe, rende economicamente fattibile un doppio contenitore di sicurezza visto che i costi aggiuntivi sono meglio spalmabili sul costo del MWh prodotto. Il doppio contenitore ( stile matrioska ) mi tranquillizza un po' sul fatto che, se la trattativa andrà in porto, la Francia venderà almeno un paio di EPR agli arabi degli emirati. Vista la turbolenza della regione non sarebbe improbabile ( che probilità si potrebbe dare ad eventi del genere ? )  che gli amici di Bin Laden li vogliano usare nei loro tiri al bersagno con missili o con aerei dirottati e dunque sapere che i contenitori sono due e non uno... lo trovo più tranquillizzante del sapere che l'EPR è stato ben progettato e migliorato anche dal punto di vista della sicurezza intrinseca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Due osservazioni: quando si parla di sicurezza è relativamente facile ottenere, in certi casi, fattori 10000 di incremento. Un esempio : mettiamo che la probabilità di un incidente grave come quello di Chernobyl per un reattore ad acqua della seconda generazione ( Caorso), sia, annualmente, di una parte su un milione ossia che, in via teorica, possa avvenire una volta ogni milione di anni. La cosa è seria perchè se ci fossero in funzione mille impianti simili la probabilità sarebbe di un disastro ogni mille anni ossia la probabilità che, per dire, il Vesuvio si esibisca presto come fece con Ercolano e Pompei 2000 anni fa. Se, con appositi accorgimenti e ridondanze di meccanismi, aumento la sicurezza di un fattore mille i tempi teorici si dilatano di mille volte e dunque, con mille EPR avrò una Pompei ogni milione di anni. Rassicurante. Resta il fatto che questi ragionamenti sono comunque stime teoriche di probabilità tutte infinitesime e certo c&#8217;è sempre l&#8217;imponderabile, il totalmente imprevisto e dunque non considerato nelle stime. D&#8217;altra parte c&#8217;è anche l&#8217;impossibile ( a parte i miracoli che però dovrebbe essere il diavolo a fare ). Né un Caorso né un EPR potrà fare quello che fece il reattore di Chernobyl perchè quello era una montagna di grafite ossia carbone purissimo mentre nei reattori ad acqua la grafite incendiabile non c&#8217;è proprio. Che probabilità c&#8217;è che l&#8217;acqua prenda fuoco ? E&#8217; comunque indubitabile che i reattori più moderni siano anche più sicuri. Anche per accorgimenti macroscopicamente evidenti. Il fatto che l&#8217;EPR abbia una potenza tanto gigantesca, 1600 MWe, rende economicamente fattibile un doppio contenitore di sicurezza visto che i costi aggiuntivi sono meglio spalmabili sul costo del MWh prodotto. Il doppio contenitore ( stile matrioska ) mi tranquillizza un po&#8217; sul fatto che, se la trattativa andrà in porto, la Francia venderà almeno un paio di EPR agli arabi degli emirati. Vista la turbolenza della regione non sarebbe improbabile ( che probilità si potrebbe dare ad eventi del genere ? )  che gli amici di Bin Laden li vogliano usare nei loro tiri al bersagno con missili o con aerei dirottati e dunque sapere che i contenitori sono due e non uno&#8230; lo trovo più tranquillizzante del sapere che l&#8217;EPR è stato ben progettato e migliorato anche dal punto di vista della sicurezza intrinseca.
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-13475</link>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 20:41:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-13475</guid>
					<description>Non conosco il livello di automazione di una centrale EPR ma credo che sia elevato visto i tempi che corrono (computer, microprocessori e microcontrollori dappertutto), del resto un grosso impulso all’informatica è venuto proprio dagli investimenti sulla tecnologia nucleare.

La sicurezza credo però che sia altra cosa rispetto al livello di automazione, almeno questo mi dice l'esperienza che ho fatto in altri campi. L’affidabilità di un sistema dipende da quella dei singoli componenti e dal grado di ridondanza dei dispositivi nonché dalla versatilità delle modalità d’intervento in caso di incidente, e sopratutto, nel caso dei reattori atomici, nella possibilità di affidarsi anche a dispositivi di tipo passivo per eventi critici. Naturalmente molto dipende anche da una corretta conduzione di tutto il sistema visto che la carenza di quest’ultima è stata proprio la causa degli incidenti più importanti (Chernobyl e Three Mile Island).

Un'altra cosa che ho imparato è che nella tecnica bisogna dare ai numeri un significato relativo sopratutto se si parla di sicurezza e di probabilità: discorso molto molto difficile da spiegare in modo &quot;divulgativo&quot; che può dare origine a un'infinità di interpretazioni sbagliate. Su queste cose non riesco a farmi capire neppure dalla mia signora che è di cultura umanistica né da mio cognato che è di cultura scientifica.

La sicurezza è volatile ben più del software e i calcoli che si fanno sono puramente indicativi ma bassissime probabilità di guasto e soprattutto possibilità alternative di intervento in caso di malfunzionamenti indicano che &quot;si può stare tranquilli&quot; se vogliamo dare il giusto senso delle cose secondo le regole del linguaggio comune. Questo era il target per i reattori della II generazione tipo Caorso che, per intenderci, era progettato su standard elevatissimi e non paragonabili con niente di ciò con cui abbiamo a che fare tutti i giorni: chi di voi quando sale in macchina sa che freni, cuscinetti, ruote, alberi, ecc... potrebbero smettere di funzionare in un momento qualsiasi con probabilità di guasto per l'auto nel suo complesso infinitamente superiore a quelle del rischio derivante da una centrale nucleare di II generazione (cosa succederebbe se si fermasse improvvisamente il motore mentre sorpassate una corriera?).

L'EPR di oggi ha coefficienti di sicurezza globali (cioè riferiti all'intero reattore inteso come sistema) che sono addirittura 10000 volte maggiori di quelli dei reattori di II generazione il che indica in modo assai eloquente come l'esperienza passata abbia portato a intervenire in modo efficace per migliorarne le caratteristiche, soprattutto riguardo al fatto che in quei reattori “non si bada a spese” rispetto agli aspetti di sicurezza. La lettura giusta di questi numeri, tradotta nel linguaggio comune, è che si progettano questi reattori secondo livelli di sicurezza talmente alti da essere senza senso sprecando risorse in modo irragionevole: chi di voi spenderebbe un milione di euro per avere un’automobile con quattro motori, 10 sistemi di frenata, doppi alberi, doppie ruote ecc... il tutto automatizzato. Se un rappresentante provasse a proporvela lo prendereste per matto, ma un uguale livello di sicurezza su una centrale nucleare viene considerato sostanzialmente insufficiente dalla popolazione: basta pensare alla frase che ripetono spesso gli antinucleari quando mi chiedono se vorrei un reattore vicino a casa mia. Certo che lo vorrei! Rischio infinitamente di più ad attraversare il piazzale sopratutto quando guidano certi vicini...

Credo che una riapertura di Trino e Caorso non trasformerebbe comunque quei reattori in qualcosa di simile ad un EPR anche se mettendo a frutto la notevole esperienza di questi anni si potrebbero adottare sicuramente migliorie su sistemi che sono in ogni caso “esageratamente” sicuri (come un’auto con due motori, tre sistemi di frenata indipendenti ecc... per intenderci).

I problemi del nucleare non consistono certo nell’automazione, nella sicurezza né tanto meno nella bufala delle scorie. I problemi stanno nella possibilità di dare un’informazione corretta e a 360 gradi a tutti. Il problema sta nel garantire la totale trasparenza nella gestione e negli episodi che riguardano gli impianti: tutti quei discorsi che sono venuti fuori dopo il terremoto in Giappone sulla centrale di  Kashiwazaki-Kariva non fanno certo onore a questa tecnologia perchè quelle potenze, con quel livello di concentrazione, non possono essere gestite in autonomia da una compagnia di affari che per definizione, e giustamente, ubbidisce solo a criteri economici. Il problema sta nel combustibile (Uranio e Torio) che, anche se ce n’è tanto, ed è distribuito un po’ dappertutto, cosa che contribuirebbe sostanzialmente ad evitare in modo naturale i gravi problemi geopolitici che si stanno creando col petrolio, è poco concentrato il che richiede notevoli sforzi nella sua raccolta e rende di fatto obbligatoria la migrazione (speriamo veloce) ai reattori di IV generazione, i soli che, data la capacità di bruciare praticamente tutto combustibile, svincolerebbero veramente l’umanità dal rischio di un esaurimento delle risorse su tempi dell’ordine del centinaio o del migliaio di anni che sono i soli che permetterebbero una transizione alle fonti rinnovabili senza un’ecatombe.

Il termine non è esagerato: a questo proposito inviterei tutti a tener presente quello che si dice nel numero di novembre delle scienze dal titolo “il paradosso alimentare” dove si dice che secondo la FAO sono 12 milioni i bambini sotto i 5 anni che muoiono per cause legate alla denutrizione: ogni 5 anni l’equivalente, compresi gli adulti, di quello che è successo nella seconda guerra mondiale che invece è durata 6 anni! Se poi si considera che il tutto succede in un periodo di abbondanza come questo, con problemi di sovrapproduzione alimentare a livello mondiale, si capisce che il grosso delle nostre difficoltà, come umanità, non è di tipo tecnico ma risiede nella capacità di organizzarci e di far fronte alla necessità di avere un sistema di produzione e distribuzione che sia almeno ragionevole. Non ci vuole molto, allora, a immaginare cosa succederebbe in un mondo troppo affollato come questo, se la macchina dell’economia si fermasse anche nei nostri paesi che bene o male muovono un po’ l’economia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Non conosco il livello di automazione di una centrale EPR ma credo che sia elevato visto i tempi che corrono (computer, microprocessori e microcontrollori dappertutto), del resto un grosso impulso all’informatica è venuto proprio dagli investimenti sulla tecnologia nucleare.</p>
	<p>La sicurezza credo però che sia altra cosa rispetto al livello di automazione, almeno questo mi dice l&#8217;esperienza che ho fatto in altri campi. L’affidabilità di un sistema dipende da quella dei singoli componenti e dal grado di ridondanza dei dispositivi nonché dalla versatilità delle modalità d’intervento in caso di incidente, e sopratutto, nel caso dei reattori atomici, nella possibilità di affidarsi anche a dispositivi di tipo passivo per eventi critici. Naturalmente molto dipende anche da una corretta conduzione di tutto il sistema visto che la carenza di quest’ultima è stata proprio la causa degli incidenti più importanti (Chernobyl e Three Mile Island).</p>
	<p>Un&#8217;altra cosa che ho imparato è che nella tecnica bisogna dare ai numeri un significato relativo sopratutto se si parla di sicurezza e di probabilità: discorso molto molto difficile da spiegare in modo &#8220;divulgativo&#8221; che può dare origine a un&#8217;infinità di interpretazioni sbagliate. Su queste cose non riesco a farmi capire neppure dalla mia signora che è di cultura umanistica né da mio cognato che è di cultura scientifica.</p>
	<p>La sicurezza è volatile ben più del software e i calcoli che si fanno sono puramente indicativi ma bassissime probabilità di guasto e soprattutto possibilità alternative di intervento in caso di malfunzionamenti indicano che &#8220;si può stare tranquilli&#8221; se vogliamo dare il giusto senso delle cose secondo le regole del linguaggio comune. Questo era il target per i reattori della II generazione tipo Caorso che, per intenderci, era progettato su standard elevatissimi e non paragonabili con niente di ciò con cui abbiamo a che fare tutti i giorni: chi di voi quando sale in macchina sa che freni, cuscinetti, ruote, alberi, ecc&#8230; potrebbero smettere di funzionare in un momento qualsiasi con probabilità di guasto per l&#8217;auto nel suo complesso infinitamente superiore a quelle del rischio derivante da una centrale nucleare di II generazione (cosa succederebbe se si fermasse improvvisamente il motore mentre sorpassate una corriera?).</p>
	<p>L&#8217;EPR di oggi ha coefficienti di sicurezza globali (cioè riferiti all&#8217;intero reattore inteso come sistema) che sono addirittura 10000 volte maggiori di quelli dei reattori di II generazione il che indica in modo assai eloquente come l&#8217;esperienza passata abbia portato a intervenire in modo efficace per migliorarne le caratteristiche, soprattutto riguardo al fatto che in quei reattori “non si bada a spese” rispetto agli aspetti di sicurezza. La lettura giusta di questi numeri, tradotta nel linguaggio comune, è che si progettano questi reattori secondo livelli di sicurezza talmente alti da essere senza senso sprecando risorse in modo irragionevole: chi di voi spenderebbe un milione di euro per avere un’automobile con quattro motori, 10 sistemi di frenata, doppi alberi, doppie ruote ecc&#8230; il tutto automatizzato. Se un rappresentante provasse a proporvela lo prendereste per matto, ma un uguale livello di sicurezza su una centrale nucleare viene considerato sostanzialmente insufficiente dalla popolazione: basta pensare alla frase che ripetono spesso gli antinucleari quando mi chiedono se vorrei un reattore vicino a casa mia. Certo che lo vorrei! Rischio infinitamente di più ad attraversare il piazzale sopratutto quando guidano certi vicini&#8230;</p>
	<p>Credo che una riapertura di Trino e Caorso non trasformerebbe comunque quei reattori in qualcosa di simile ad un EPR anche se mettendo a frutto la notevole esperienza di questi anni si potrebbero adottare sicuramente migliorie su sistemi che sono in ogni caso “esageratamente” sicuri (come un’auto con due motori, tre sistemi di frenata indipendenti ecc&#8230; per intenderci).</p>
	<p>I problemi del nucleare non consistono certo nell’automazione, nella sicurezza né tanto meno nella bufala delle scorie. I problemi stanno nella possibilità di dare un’informazione corretta e a 360 gradi a tutti. Il problema sta nel garantire la totale trasparenza nella gestione e negli episodi che riguardano gli impianti: tutti quei discorsi che sono venuti fuori dopo il terremoto in Giappone sulla centrale di  Kashiwazaki-Kariva non fanno certo onore a questa tecnologia perchè quelle potenze, con quel livello di concentrazione, non possono essere gestite in autonomia da una compagnia di affari che per definizione, e giustamente, ubbidisce solo a criteri economici. Il problema sta nel combustibile (Uranio e Torio) che, anche se ce n’è tanto, ed è distribuito un po’ dappertutto, cosa che contribuirebbe sostanzialmente ad evitare in modo naturale i gravi problemi geopolitici che si stanno creando col petrolio, è poco concentrato il che richiede notevoli sforzi nella sua raccolta e rende di fatto obbligatoria la migrazione (speriamo veloce) ai reattori di IV generazione, i soli che, data la capacità di bruciare praticamente tutto combustibile, svincolerebbero veramente l’umanità dal rischio di un esaurimento delle risorse su tempi dell’ordine del centinaio o del migliaio di anni che sono i soli che permetterebbero una transizione alle fonti rinnovabili senza un’ecatombe.</p>
	<p>Il termine non è esagerato: a questo proposito inviterei tutti a tener presente quello che si dice nel numero di novembre delle scienze dal titolo “il paradosso alimentare” dove si dice che secondo la FAO sono 12 milioni i bambini sotto i 5 anni che muoiono per cause legate alla denutrizione: ogni 5 anni l’equivalente, compresi gli adulti, di quello che è successo nella seconda guerra mondiale che invece è durata 6 anni! Se poi si considera che il tutto succede in un periodo di abbondanza come questo, con problemi di sovrapproduzione alimentare a livello mondiale, si capisce che il grosso delle nostre difficoltà, come umanità, non è di tipo tecnico ma risiede nella capacità di organizzarci e di far fronte alla necessità di avere un sistema di produzione e distribuzione che sia almeno ragionevole. Non ci vuole molto, allora, a immaginare cosa succederebbe in un mondo troppo affollato come questo, se la macchina dell’economia si fermasse anche nei nostri paesi che bene o male muovono un po’ l’economia.
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	<item>
 		<title>Comment on Le Scienze - articoli sul nucleare sotto diversi aspetti by: Giampaolo Bottoni</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-13453</link>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 13:48:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/01/04/le-scienze-nucleare/#comment-13453</guid>
					<description>Reso forse troppo baldanzoso dalle lodi tento io una risposta qualitativa alla domanda di Loris Groppo. Non so dare numeri precisi ma ragiono per analogia. Controllatemi i calcoli che faccio, anche se sono elementari. Un errorino... la virgola spostata di una cifra e addio! La matematica non è fumosa come la filosofia o la politica ed è difficile nascondere gli errori. Andiamo a considerare qualche BWR americano più vecchio di Caorso ed ancora in funzione: Dresden-2 cominciò ad operare commercialmente nel giugno del 1970 seguita da Dresden-3 nel novembre 1971.Sono due reattori leggermente più potenti di Caorso dato che sfiorano i 900 MWe di potenza. Oppure la centrale di Fitzpatrick, a regime dal luglio 1975 ed anche essa simile per tipo e dimensioni di Caorso. Indubbiamente, in oltre 30 anni di funzionamento i gestori avranno apportato modifiche e aggiornamenti alle apparecchiature di controllo  e al software. A quel tempo l'informatica era enormemente più arretrata e dunque i computer di allora saranno stati sostituiti chissà quante volte... Se nulla fosse cambiato vorrebbe dire che le autorità americane hanno ritenuto che non ci fosse bisogno di aggiornamenti e che le centrali siano sicure già così, con componenti vecchi più di 30 anni ma non credo che questo sia ragionevole. Le sostituzioni ci saranno sicuramente state e... tutt'ora quelle centrali sono pienamente operative ovvero gli americani le ritengono sicure. Dunque la riattivazione di Caorso dovrà sicuramente avere un costo per aggiornamenti vari (anche se il pentolone è praticamente nuovo, con soli otto anni di funzionamento a potenza ). Si tratta di valutare l'entità di questo costo di ammodernamento e del tempo necessario per recuperare le somme investite. Tento di farlo a spanne ma cercando di esagerare su questi costi in modo da essere prudente al massimo. Se assumiamo che un kg di petrolio equivalente valga 10000 kcal ossia 11.6 kWh allora proviamo a calcolare cosa costa un kWh elettrico di solo combustibile fossile ipotizzando che la centrale termica abbia il bellissimo rendimento del 50% (una centrale modernissima; più realistico sarebbe parlare di un rendimento del 40% ). Dunque un kg di petrolio consente di ottere, ottimisticamente, 5.8 kWh di energia elettrica. Un barile di petrolio corrisponde a 159 litri e se il petrolio ha densità relativa 0.9 ( sovrastima ottimistica) i kg sono 143.1. Dunque da un barile di petrolio si possono ottenere, ottimisticamente 143.1*5.8 = 830 kWh = 0.83 MWh elettrici. Se dunque un barile di petrolio costa 100 dollari un MWh elettrico non può costare meno di 120.5 dollari ossia, se un euro vale 1.4 dollari, un MWh non può costare meno di 85.7 euro. La Centrale di Caorso attualmente è considerata un rottame non solo senza valore ma addirittura costosa perché la si vuole demolire subito, invece che fra 400 anni, e demolirla ancora radioattiva costa. Supponiamo che invece la si riattivi al costo spropositato di 800 milioni di dollari ossia un milione di dollari al MW ( Caorso ha la potenza di circa 800 MW ) Facendo  andare Caorso risparmio 120*800 = 96000 dollari all'ora di petrolio ossia 2.3 milioni di dollari al giorno. Dunque per risparmiare 800 milioni di dollari mi occorrono 345 giorni... arrotondiamo: un anno. Se il combustibile nucleare con cui fare andare per un anno Caorso costasse 400 milioni di dollari la spesa della rimessa in funzione si recupererebbe in due anni e non in uno. Poi tutto il resto sarebbe guadagno netto ossia dollari risparmiati ed enormi quantità di gas serra non prodotto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Reso forse troppo baldanzoso dalle lodi tento io una risposta qualitativa alla domanda di Loris Groppo. Non so dare numeri precisi ma ragiono per analogia. Controllatemi i calcoli che faccio, anche se sono elementari. Un errorino&#8230; la virgola spostata di una cifra e addio! La matematica non è fumosa come la filosofia o la politica ed è difficile nascondere gli errori. Andiamo a considerare qualche BWR americano più vecchio di Caorso ed ancora in funzione: Dresden-2 cominciò ad operare commercialmente nel giugno del 1970 seguita da Dresden-3 nel novembre 1971.Sono due reattori leggermente più potenti di Caorso dato che sfiorano i 900 MWe di potenza. Oppure la centrale di Fitzpatrick, a regime dal luglio 1975 ed anche essa simile per tipo e dimensioni di Caorso. Indubbiamente, in oltre 30 anni di funzionamento i gestori avranno apportato modifiche e aggiornamenti alle apparecchiature di controllo  e al software. A quel tempo l&#8217;informatica era enormemente più arretrata e dunque i computer di allora saranno stati sostituiti chissà quante volte&#8230; Se nulla fosse cambiato vorrebbe dire che le autorità americane hanno ritenuto che non ci fosse bisogno di aggiornamenti e che le centrali siano sicure già così, con componenti vecchi più di 30 anni ma non credo che questo sia ragionevole. Le sostituzioni ci saranno sicuramente state e&#8230; tutt&#8217;ora quelle centrali sono pienamente operative ovvero gli americani le ritengono sicure. Dunque la riattivazione di Caorso dovrà sicuramente avere un costo per aggiornamenti vari (anche se il pentolone è praticamente nuovo, con soli otto anni di funzionamento a potenza ). Si tratta di valutare l&#8217;entità di questo costo di ammodernamento e del tempo necessario per recuperare le somme investite. Tento di farlo a spanne ma cercando di esagerare su questi costi in modo da essere prudente al massimo. Se assumiamo che un kg di petrolio equivalente valga 10000 kcal ossia 11.6 kWh allora proviamo a calcolare cosa costa un kWh elettrico di solo combustibile fossile ipotizzando che la centrale termica abbia il bellissimo rendimento del 50% (una centrale modernissima; più realistico sarebbe parlare di un rendimento del 40% ). Dunque un kg di petrolio consente di ottere, ottimisticamente, 5.8 kWh di energia elettrica. Un barile di petrolio corrisponde a 159 litri e se il petrolio ha densità relativa 0.9 ( sovrastima ottimistica) i kg sono 143.1. Dunque da un barile di petrolio si possono ottenere, ottimisticamente 143.1*5.8 = 830 kWh = 0.83 MWh elettrici. Se dunque un barile di petrolio costa 100 dollari un MWh elettrico non può costare meno di 120.5 dollari ossia, se un euro vale 1.4 dollari, un MWh non può costare meno di 85.7 euro. La Centrale di Caorso attualmente è considerata un rottame non solo senza valore ma addirittura costosa perché la si vuole demolire subito, invece che fra 400 anni, e demolirla ancora radioattiva costa. Supponiamo che invece la si riattivi al costo spropositato di 800 milioni di dollari ossia un milione di dollari al MW ( Caorso ha la potenza di circa 800 MW ) Facendo  andare Caorso risparmio 120*800 = 96000 dollari all&#8217;ora di petrolio ossia 2.3 milioni di dollari al giorno. Dunque per risparmiare 800 milioni di dollari mi occorrono 345 giorni&#8230; arrotondiamo: un anno. Se il combustibile nucleare con cui fare andare per un anno Caorso costasse 400 milioni di dollari la spesa della rimessa in funzione si recupererebbe in due anni e non in uno. Poi tutto il resto sarebbe guadagno netto ossia dollari risparmiati ed enormi quantità di gas serra non prodotto.
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