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Un asse Fini-Casini a favore nucleare?

29 Dicembre 2007 di Amministratore

Un breve articolo di Roberto Bagnoli sul “Corriere della Sera” del 21 dicembre parlava di un possibile “asse” Fini-Casini a favore dell’ energia nucleare.

In pratica sia Granfranco Fini sia Pierferdinando Casini individuerebbe nel nucleare una soluzione alla sete di energia dell’ Italia.



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  • 4 Commenti a “ Un asse Fini-Casini a favore nucleare?”

    1. Giampaolo Bottoni scrive:

      L’asse Fini-Casini pro nucleare si contrapporrebbe al patto rosso-verdebruno DiHliberto-Pecoraro-Stalinio antiuranio e per la spartizione e sparizione del Polonio ? ;-) Sono un po’ in vena di battute ma veramente mi chiedo perché debba esistere una contrapposizione così netta tra destra e sinistra su una questione sì a risvolti politici ma sostanzialmente tecnica. Il nucleare da fissione è tecnologia definitivamente defunta ed obsoleta come il franchismo ? Nei secoli dei secoli ? Se è così perchè Bertinotti non va in Russia e soprattutto nella più rossa Cina a togliere le fette di salame sugli occhi agli ingenui dirigenti dell’oriente rosso che, disinformati dalla CIA, ci stanno investendo su ? O è che Giordano teme di venir preso a colpi d’ascia da un emissario di Pecoraro Scanio emulo di Stalin ? Ma aspetti almeno che il nostro verde nazionale si sia fatto crescere i baffoni ! Sto esagerando ricamandoci su ma davvero mi consolerebbe l’appoggio al nucleare civile, in Italia, da parte di qualche esponente di rilievo della sinistra ! Sarebbe una prova di capacità di distinzione tra questioni politiche contingenti e interessi tecnologico-economici nazionali. Veramente le opinioni tecniche debbono essere sacrificate all’ opportunismo di schieramento ? Troppa paura che anche Pecoraro Scanio si metta a fare i capricci come Mastella, Dini, Giordano ?

    2. maurizio scrive:

      Perché l’energia dal nucleare rappresenti una quantità significativa (15%-
      20% del fabbisogno energetico) occorrono una trentina di centrali.
      Facciamo un po’ i conti: 2-300 mila miliardi delle vecchie lire.

      Se per una finanziaria da 30 mila miliardi si é messo a piangere il popolo intero, occorrerà chiamare all’appello ad ogni finanziaria, il popolo delle
      lacrime.
      Già, le scorie? Ad Arcore ma i Lumbard non le vogliono nel territorio
      degli ex Celti. Diamole alla Mafia.

      Il materiale nucleare é in via di esaurimento. Si dice che non ce ne sara’ piu’ sfruttabile quando le nostre centrali saranno costruite. Poco importa, intanto c’é chi ha guadagnato sopra.

      Il debito pubblico dove arriva? Ma ‘quello’ é pubblico, non mio.
      Basta con le fregnacce! Il nucleare non é per noi. Osservate la Germania:
      15% dall’economia di energia e il ‘’rinnovabile'’ a ritmi serrati.
      Ma quelli sono tedeschi, cioé seri. Fini e Casini sono seri? Direi di no,
      visto che erano antinuclearisti accesi. Si sono spenti per una manciata di voti e dicendo agli automobilisti che l’auto andrà ad uranio!

    3. Giampaolo Bottoni scrive:

      Dai, quando sostengo certe tesi cerco di fare capire che, almeno un po’, sto scherzando… e cerchiamo di usare gli euro. La vecchietta che va al mercato, poverina, non si è ancora abituata e del resto non va neppure a fare la spesa a New York e non ha in testa neppure il valore del dollaro… Per fare bilanci seri è meglio scordarsi i marenghi di Umberto I anche se quelle sì che erano lire serie…. Vede ? il mio guaio è che non riesco a prendere troppo sul serio certi interlocutori… anche se le loro opinioni possono avere notevole e devastante peso politico. Mea culpa…un po’ ci provo… Dal Calendario Atlante De Agostini 2008, pag 217, leggo che le entrate nel 2005 sono state di 428 miliardi di euro mentre le uscite sono state ahime’ di 462 miliardi. Questi sono i numeri su cui ragionare…. Da altre fonti ho letto che lo Stato incassa dai vari giochi di azzardo, all’anno, più di 6 miliardi di euro di tassa volontaria perché il gioco d’azzardo non è obbligatorio. L’Enel, da parte sua, ha racimolato recentemente ossia in tempi non rosei, qualche miliardo di euro in obbligazioni da chi la ritiene più affidabile della Argentina o della Parmalat. Dunque trovare i soldi per fare una centrale nucleare da tre miliardi all’anno investendo 600 milioni per cinque anni consecutivi, non dovrebbe essere una impresa possibile solo in Francia… Certo che se poi il governo italiano si trova di fronte delle vere ribellioni come a Pianura (non hanno tutti i torti ma…) o sabotatori come quelli anti_TAV che calpestano le decisioni di uno Stato che dovrebbe essere democratico e come tale dovrebbe far prevalere l’interesse della maggioranza degli italiani sui particolarismi locali…
      pagheremo tutti. Se non ce lo potessimo permettere veramente non ammetteremmo certe cose.

    4. Renato scrive:

      Scusa Maurizio ma se scarti il nucleare… cosa dovremmo fare quando il petrolio finirà?

      Nella lettera del progetto Galileo 2001 rivolta al presidente Napolitano è scritto così:

      Biocarburanti. Per sostituire il 50% del carburante per autotrazione con bioetanolo, tenendo conto dell’energia netta del suo processo di produzione, sarebbe necessario coltivare a mais 500.000 kmq di territorio, di cui ovviamente non disponiamo. Anche coltivando a mais tutta la superficie agricola attualmente non utilizzata (meno di 10.000 kmq), l’uso dei biocarburanti ci consentirebbe di raggiungere meno del 2% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

      Eolico. Sostituire con l’eolico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili significherebbe installare 80 GW di turbine eoliche, ovvero 80.000 turbine (una ogni 4 kmq del territorio nazionale). Appare evidente il carattere utopico di questa soluzione (che, ad ogni modo, richiederebbe un investimento non inferiore a 80 miliardi di euro). In Germania, il paese che più di tutti al mondo ha scommesso nell’eolico, i 18 GW eolici – oltre il 15% della potenza elettrica installata – producono meno del 5% del fabbisogno elettrico tedesco.

      Fotovoltaico. Per sostituire con il fotovoltaico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili sarebbe necessario installare 120 GW fotovoltaici (con un impegno economico non inferiore a 700 miliardi di euro), a fronte di una potenza fotovoltaica attualmente installata nel mondo inferiore a 5 GW. Installando in Italia una potenza fotovoltaica pari a quella installata in tutto il mondo, non conseguiremmo neanche il 4% degli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

      Nucleare. Per sostituire il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili basterebbe installare 10 reattori del tipo di quelli attualmente in costruzione in Francia o in Finlandia, con un investimento complessivo inferiore a 35 miliardi di euro. Avere 10 reattori nucleari ci metterebbe in linea con gli altri Paesi in Europa (la Svizzera ne ha 5, la Spagna 9, la Svezia 11, la Germania 17, la Gran Bretagna 27, la Francia 58) e consentirebbe all’Italia di produrre da fonte nucleare una quota del proprio fabbisogno elettrico pari alla media europea (circa 30%).

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