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	<title>Comments on: Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna?</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 20:40:54 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Francesco</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7506</link>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 21:03:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7506</guid>
					<description>Lo farÃ² senz'altro, segnalo subito il link. Credo che prima dell'inizio della prossima settimana non potranno seguire questo post ma lo faranno senz'altro appena possibile.
Intanto inviterei giÃ  gli altri a esprimere curiositÃ , dubbi e curiositÃ , cosÃ¬ come hanno giÃ  iniziato a fare. Io continuo a monitorare questo post intanto.

Saluti a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Lo farÃ² senz&#8217;altro, segnalo subito il link. Credo che prima dell&#8217;inizio della prossima settimana non potranno seguire questo post ma lo faranno senz&#8217;altro appena possibile.<br />
Intanto inviterei giÃ  gli altri a esprimere curiositÃ , dubbi e curiositÃ , cosÃ¬ come hanno giÃ  iniziato a fare. Io continuo a monitorare questo post intanto.</p>
	<p>Saluti a tutti
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Amministratore</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7505</link>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 20:45:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7505</guid>
					<description>ciao Francesco,
benvenuto sul sito archivionucleare.com

se hai la possibilitÃ  di contattare gli ideatori e invitarli a scrivere qui qualche precisazione in piÃ¹ sul loro progetto sarÃ  cosa gradita</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>ciao Francesco,<br />
benvenuto sul sito archivionucleare.com</p>
	<p>se hai la possibilitÃ  di contattare gli ideatori e invitarli a scrivere qui qualche precisazione in piÃ¹ sul loro progetto sarÃ  cosa gradita
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Francesco</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7504</link>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 18:13:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7504</guid>
					<description>SÃ¬ certamente, allora il sito che ho linkato non Ã¨ il mio sito Ã¨ il sito gestito dagli autori dei progetti presentati al suo interno.
Per questo le ricerche su google riportano tutte a quell'indirizzo, anzi sono stato io sorpreso dell'attenzione ottenuta anche grazie all'articolo di panorama su archivionucleare.com.
Ho pensato che fornire il link (che per ragioni un po' oscure era stato omesso proprio da Panorama) fosse una buona cosa per questo post e per voi che siete cosÃ¬ interessati all'argomento.
In ogni caso sono anche in contatto con gli ideatori quindi ove voleste qualche chiarimento o voleste girare qualche domanda posso portarli qui (altrimenti il form di contatti sul sito Ã¨ un ottimo modo per raggiungerli).
Come puoi immaginare il problema (cronico per l'italia) di questi progetti Ã¨ la mancanza di assoluta di fondi, anche solamente per fare lo studio di fattibilitÃ  di almeno uno di quei progetti. E' difficile trovare un investitore con un po' di fegato a quanto pare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>SÃ¬ certamente, allora il sito che ho linkato non Ã¨ il mio sito Ã¨ il sito gestito dagli autori dei progetti presentati al suo interno.<br />
Per questo le ricerche su google riportano tutte a quell&#8217;indirizzo, anzi sono stato io sorpreso dell&#8217;attenzione ottenuta anche grazie all&#8217;articolo di panorama su archivionucleare.com.<br />
Ho pensato che fornire il link (che per ragioni un po&#8217; oscure era stato omesso proprio da Panorama) fosse una buona cosa per questo post e per voi che siete cosÃ¬ interessati all&#8217;argomento.<br />
In ogni caso sono anche in contatto con gli ideatori quindi ove voleste qualche chiarimento o voleste girare qualche domanda posso portarli qui (altrimenti il form di contatti sul sito Ã¨ un ottimo modo per raggiungerli).<br />
Come puoi immaginare il problema (cronico per l&#8217;italia) di questi progetti Ã¨ la mancanza di assoluta di fondi, anche solamente per fare lo studio di fattibilitÃ  di almeno uno di quei progetti. E&#8217; difficile trovare un investitore con un po&#8217; di fegato a quanto pare&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Ivan Petrovic</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7497</link>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 17:12:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7497</guid>
					<description>Caro Francesco,

ho dato una veloce scorsa al tuo sito ed in particolare al progetto al quale penso tu ti riferisca: quello che chiami &quot;SUSE-NPP&quot;.

Trovo singolare il fatto che facendo una ricerca su google risulti parlarne solamente il tuo sito, sapresti darci ulteriori chiarimenti in materia?

Grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Caro Francesco,</p>
	<p>ho dato una veloce scorsa al tuo sito ed in particolare al progetto al quale penso tu ti riferisca: quello che chiami &#8220;SUSE-NPP&#8221;.</p>
	<p>Trovo singolare il fatto che facendo una ricerca su google risulti parlarne solamente il tuo sito, sapresti darci ulteriori chiarimenti in materia?</p>
	<p>Grazie.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Francesco</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7496</link>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 16:14:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7496</guid>
					<description>Segnalo il sito sul quale Ã¨ possibile trovare il progetto (e alcuni altri forse ancora piÃ¹ interessanti) e altre informazioni: &lt;code&gt;&lt;a href=&quot;http://www.alternativenergy.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Energie Alternative&lt;/a&gt;&lt;/code&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Segnalo il sito sul quale Ã¨ possibile trovare il progetto (e alcuni altri forse ancora piÃ¹ interessanti) e altre informazioni: <code><a href="http://www.alternativenergy.it" rel="nofollow" rel="nofollow" target="_blank">Energie Alternative</a></code>
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Vittorio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7424</link>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2007 10:25:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7424</guid>
					<description>In Svizzera la centrale di Lucens fu costruita in una grotta e nel 1969 dopo un breve periodo di funzionamento ci fu un problema di raffreddamento, che causÃ² una fusione parziale del nocciolo con forte contaminazione della grotta in cui era alloggiata.                                                                                                                   

Ho cercato piu volte di documentarmi su questa centrale ma non ho trovato granchÃ¨.  Qualcuno di voi sa dove posso trovare del materiale?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>In Svizzera la centrale di Lucens fu costruita in una grotta e nel 1969 dopo un breve periodo di funzionamento ci fu un problema di raffreddamento, che causÃ² una fusione parziale del nocciolo con forte contaminazione della grotta in cui era alloggiata.                                                                                                                   </p>
	<p>Ho cercato piu volte di documentarmi su questa centrale ma non ho trovato granchÃ¨.  Qualcuno di voi sa dove posso trovare del materiale?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Amministratore</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7313</link>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 20:40:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7313</guid>
					<description>Salve,
segnalo che a termine dell' articolo Ã¨ stato inserito un aggiornamento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Salve,<br />
segnalo che a termine dell&#8217; articolo Ã¨ stato inserito un aggiornamento.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Alessandro</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7304</link>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 10:09:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7304</guid>
					<description>Il malfunzionamento al THTR fu un semplice blocco del sistema di analisi delle sfere di combustibile: nei reattori &quot;pebble bed&quot; le sfere vengono ciclicamente analizzate e se hanno ancora un burn-up sufficiente vengono reinserite nel nocciolo (altrimenti esplulse), in quel caso alcune di esse si incepparono in questo sistema di analisi del combustibile, cmq con rilasci insignificanti di radioattivitÃ 
http://pebblebedreactor.blogspot.com/2007/04/germany-built-first-pebble-bed-reactor.html
http://en.wikipedia.org/wiki/THTR-300
Notare come questi tipi di reattore, oltre ad aver dimostrato la totale sicurezza &quot;passiva&quot;, permettevano di raggiungere una situazione di &quot;quasi&quot; autofertilizzazione con il ciclo uranio fortemente arricchito o 233/torio; oggi probabilmente il HEU potrebbe essere piÃ¹ utilmente sostituito con il plutonio o una qualsiasi miscela di transuranici provenienti dagli attuali LWR

Riguardo gli ADS, nulla in contrario a sostenere la ricerca, tuttavia Ã¨ di gran lunga piÃ¹ economica, sicura e assodata la strada dei reattori veloci refrigerati a metalli liquidi e il ritrattamento in situ per via secca (processi pirometallurgici) del combustibile come ampiamente sviluppato e dimostrato nel progetto americano dell'integral fast reactor
http://www.nuc.berkeley.edu/designs/ifr/wastes.html

Oltretutto questi reattori possono essere sviluppati da subito alle potenze necessarie per &quot;sbarazzarci&quot; velocemente delle scorie (i transuranici) e con peraltro enormi ritorni energetici, mentre non mi pare che esistano ancora acceleratori di centinaia o migliaia di MW, sono davvero a sicurezza passiva e non &quot;succhiano&quot; alcuna energia per il loro funzionamento; l'unica cosa a cui magari penserei Ã¨ di
sostuire il sodio liquido con un altro metallo liquido con le stesse caratteristiche di refrigerazione, ma meno problematico dal punto di vista della reattivitÃ  chimica (interazione con aria o acqua) o nucleare (attivazione neutronica)</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Il malfunzionamento al THTR fu un semplice blocco del sistema di analisi delle sfere di combustibile: nei reattori &#8220;pebble bed&#8221; le sfere vengono ciclicamente analizzate e se hanno ancora un burn-up sufficiente vengono reinserite nel nocciolo (altrimenti esplulse), in quel caso alcune di esse si incepparono in questo sistema di analisi del combustibile, cmq con rilasci insignificanti di radioattivitÃ<br />
<a href='http://pebblebedreactor.blogspot.com/2007/04/germany-built-first-pebble-bed-reactor.html' rel="nofollow" target="_blank">pebblebedreactor.blogspot.com/2007/04/germany-built-first-pe...</a><br />
<a href='http://en.wikipedia.org/wiki/THTR-300' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://en.wikipedia.org/wiki/THTR-300' rel="nofollow" target="_blank">http://en.wikipedia.org/wiki/THTR-300</a></a><br />
Notare come questi tipi di reattore, oltre ad aver dimostrato la totale sicurezza &#8220;passiva&#8221;, permettevano di raggiungere una situazione di &#8220;quasi&#8221; autofertilizzazione con il ciclo uranio fortemente arricchito o 233/torio; oggi probabilmente il HEU potrebbe essere piÃ¹ utilmente sostituito con il plutonio o una qualsiasi miscela di transuranici provenienti dagli attuali LWR</p>
	<p>Riguardo gli ADS, nulla in contrario a sostenere la ricerca, tuttavia Ã¨ di gran lunga piÃ¹ economica, sicura e assodata la strada dei reattori veloci refrigerati a metalli liquidi e il ritrattamento in situ per via secca (processi pirometallurgici) del combustibile come ampiamente sviluppato e dimostrato nel progetto americano dell&#8217;integral fast reactor<br />
<a href='http://www.nuc.berkeley.edu/designs/ifr/wastes.html' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.nuc.berkeley.edu/designs/ifr/wastes.html' rel="nofollow" target="_blank">http://www.nuc.berkeley.edu/designs/ifr/wastes.html</a></a></p>
	<p>Oltretutto questi reattori possono essere sviluppati da subito alle potenze necessarie per &#8220;sbarazzarci&#8221; velocemente delle scorie (i transuranici) e con peraltro enormi ritorni energetici, mentre non mi pare che esistano ancora acceleratori di centinaia o migliaia di MW, sono davvero a sicurezza passiva e non &#8220;succhiano&#8221; alcuna energia per il loro funzionamento; l&#8217;unica cosa a cui magari penserei Ã¨ di<br />
sostuire il sodio liquido con un altro metallo liquido con le stesse caratteristiche di refrigerazione, ma meno problematico dal punto di vista della reattivitÃ  chimica (interazione con aria o acqua) o nucleare (attivazione neutronica)
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7244</link>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 00:20:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7244</guid>
					<description>Ho letto lâ€™articolo di Panorama.

Premetto che non ho niente contro le centrali in caverna e, purchÃ© si facciano, mi andrebbero bene anche cosÃ¬. PerÃ² lâ€™idea, in linea di principio, non mi piace molto, cosÃ¬ come non mi piaceva quella che a un certo punto andava di moda qualche anno fa (forse 20?), di fare centrali off-shore.

In linea di principio non amo le idee strane e poi sono sostanzialmente convinto che le centrali, quelle di una volta (PWR e BWR) e, a maggior ragione, quelle di oggi (EPR), siano strasicure: converrebbe piuttosto spendere qualche lira in comunicazione (pubblicitÃ ) per tranquillizzare la gente e ridurre un poâ€™ le nevrosi e le paure sugli effetti della radioattivitÃ  che oggi sono ormai patologiche.

Ricordo che adesso le centrali hanno un doppio contenimento e quello esterno Ã¨ giÃ  adeguato per sopportare la caduta accidentale di un aereo. Fare una centrale dentro una montagna solo per evitare anche il possibile, e piÃ¹ devastante, attacco aereo volontario mi sembra veramente eccessivo e in ogni caso, se proprio si volesse esagerare, non mi sembra che un ulteriore rivestimento resiliente dello spessore di alcuni metri (prevalentemente vuoto, ovviamente) formato, ad esempio, da setti in acciaio e/o in calcestruzzo, possa spostare di molto costo di una centrale (qualche decina di milioni di euro in opere civili con incremento del costo al kWh si e no sulla terza cifra decimale). 

Non mi piace poi la filosofia che sta dietro ad una soluzione del tipo di quella proposta (cioÃ¨ centrale in caverna). Ha un che di parassitario nei confronti dellâ€™ambiente con lâ€™idea di fondo che â€œmal che vadaâ€ chiudiamo tutto come fosse una tomba: non Ã¨ il modo di lavorare pulito e responsabile che vorrei nella tecnologia nucleare.

Anche lâ€™insistenza sullâ€™aspetto economico, visto il servizio che offre una centrale nucleare, deve passare in secondo piano: oggi, in una societÃ  avanzata, lâ€™energia elettrica Ã¨ praticamente indispensabile per vivere, come lâ€™aria, lâ€™acqua, il cibo. Una centrale deve essere soprattutto sicura, se poi Ã¨ anche economica, tanto meglio, non si puÃ² ragionare in modo inverso. Ritengo che viviamo in un mondo in cui lâ€™economia abbia strabordato fin troppo dal suo alveo naturale e condizioni esageratamente la vita di tutti: una societÃ  funziona bene se ad ogni suo aspetto viene data la giusta importanza (libertÃ , sanitÃ , scuola, giustizia, industria, commercio, turismo, agricoltura, politica, eccâ€¦ devono convivere in modo armonico) se câ€™Ã¨ qualcuno che la fa da padrone (al giorno dâ€™oggi Ã¨ lâ€™economia), non funziona piÃ¹ niente: infatti, nonostante gli enormi progressi tecnologici, gli squilibri, e con essi la miseria, stanno aumentando nel mondo e anche in Italia.

Tornando allâ€™articolo, dopo che Carlo Bernardini esprime lâ€™auspicio di una ripresa del nucleare in Italia (come del resto tutte le persone informate con testa sulle spalle) il fisico Marco Rosa Clot cita il sistema ADS per lâ€™eleiminazione delle scorie: e qui devo dissentire energicamente da quello che dice. Naturalmente non perchÃ© io possa avere qualcosa in contrario a questo ottimo sistema, che spero sinceramente diventi operativo piÃ¹ presto possibile, ma per il modo in cui viene presentato. Non Ã¨ assolutamente vero che sia â€œpiÃ¹ sicuroâ€ solo perchÃ© si lavora con sistemi sottocritici: qualcuno puÃ² fare la cortesia di spiegarlo ai fisici! PerchÃ© me la prendo tanto per questa piccola furbaccionata dei sostenitori del sistema ADS? Ma perchÃ© provo a mettermi nei panni di chi non sa niente di queste questioni (gli ambientalisti in primis, soprattutto i piÃ¹ attivisti, ma anche i restanti 56 milioni di italiani) che sentendosi dire che quel sistema Ã¨ â€œpiÃ¹ sicuroâ€ perchÃ© â€œposso spegnerlo quando voglioâ€ capiscono che lâ€™altro sistema (i PWR, BWR, EPR) â€œnon Ã¨ sicuroâ€ perchÃ© â€œnon riesco a spegnerloâ€ e quindi fa bumâ€¦ : e tutto ciÃ² Ã¨ falso!

A proposito di ADS, il sistema non solo mi piace, ma dirÃ² che mi entusiasma, soprattutto se orientato alla conversione torio-232 in relazione allâ€™economia dei neutroni che, provenendo dalle fissioni, mi risulta (correggetemi se sbaglio) piuttosto magra e quindi la possibilitÃ  di disporre in futuro di una fonte di neutroni dallâ€™esterno dei cicli del combustibile mi risulta essere unâ€™ottima cosa. 

A proposito di reattori al torio ho trovato sul sito della 
http://www.poweron.ch
svizzera, un articolo interessante che cita un reattore omogeneo tedesco ad alta temperatura refrigerato ad elio e moderato a grafite in granuli, col combustibile uranio-235 e materiale fertile torio-232 cheâ€¦
â€œâ€¦Fino al primo guasto, nel 1986 nella localitÃ  tedesca di Hamm-Uentrop, il THTR era considerato il reattore piÃ¹ sicuro, dato che non reagiva alle perdite di refrigerante in modo cosÃ¬ sensibile come altri tipi di reattoreâ€¦â€ 
Qualcuno sa qualcosa di che guasto si tratti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ho letto lâ€™articolo di Panorama.</p>
	<p>Premetto che non ho niente contro le centrali in caverna e, purchÃ© si facciano, mi andrebbero bene anche cosÃ¬. PerÃ² lâ€™idea, in linea di principio, non mi piace molto, cosÃ¬ come non mi piaceva quella che a un certo punto andava di moda qualche anno fa (forse 20?), di fare centrali off-shore.</p>
	<p>In linea di principio non amo le idee strane e poi sono sostanzialmente convinto che le centrali, quelle di una volta (PWR e BWR) e, a maggior ragione, quelle di oggi (EPR), siano strasicure: converrebbe piuttosto spendere qualche lira in comunicazione (pubblicitÃ ) per tranquillizzare la gente e ridurre un poâ€™ le nevrosi e le paure sugli effetti della radioattivitÃ  che oggi sono ormai patologiche.</p>
	<p>Ricordo che adesso le centrali hanno un doppio contenimento e quello esterno Ã¨ giÃ  adeguato per sopportare la caduta accidentale di un aereo. Fare una centrale dentro una montagna solo per evitare anche il possibile, e piÃ¹ devastante, attacco aereo volontario mi sembra veramente eccessivo e in ogni caso, se proprio si volesse esagerare, non mi sembra che un ulteriore rivestimento resiliente dello spessore di alcuni metri (prevalentemente vuoto, ovviamente) formato, ad esempio, da setti in acciaio e/o in calcestruzzo, possa spostare di molto costo di una centrale (qualche decina di milioni di euro in opere civili con incremento del costo al kWh si e no sulla terza cifra decimale). </p>
	<p>Non mi piace poi la filosofia che sta dietro ad una soluzione del tipo di quella proposta (cioÃ¨ centrale in caverna). Ha un che di parassitario nei confronti dellâ€™ambiente con lâ€™idea di fondo che â€œmal che vadaâ€ chiudiamo tutto come fosse una tomba: non Ã¨ il modo di lavorare pulito e responsabile che vorrei nella tecnologia nucleare.</p>
	<p>Anche lâ€™insistenza sullâ€™aspetto economico, visto il servizio che offre una centrale nucleare, deve passare in secondo piano: oggi, in una societÃ  avanzata, lâ€™energia elettrica Ã¨ praticamente indispensabile per vivere, come lâ€™aria, lâ€™acqua, il cibo. Una centrale deve essere soprattutto sicura, se poi Ã¨ anche economica, tanto meglio, non si puÃ² ragionare in modo inverso. Ritengo che viviamo in un mondo in cui lâ€™economia abbia strabordato fin troppo dal suo alveo naturale e condizioni esageratamente la vita di tutti: una societÃ  funziona bene se ad ogni suo aspetto viene data la giusta importanza (libertÃ , sanitÃ , scuola, giustizia, industria, commercio, turismo, agricoltura, politica, eccâ€¦ devono convivere in modo armonico) se câ€™Ã¨ qualcuno che la fa da padrone (al giorno dâ€™oggi Ã¨ lâ€™economia), non funziona piÃ¹ niente: infatti, nonostante gli enormi progressi tecnologici, gli squilibri, e con essi la miseria, stanno aumentando nel mondo e anche in Italia.</p>
	<p>Tornando allâ€™articolo, dopo che Carlo Bernardini esprime lâ€™auspicio di una ripresa del nucleare in Italia (come del resto tutte le persone informate con testa sulle spalle) il fisico Marco Rosa Clot cita il sistema ADS per lâ€™eleiminazione delle scorie: e qui devo dissentire energicamente da quello che dice. Naturalmente non perchÃ© io possa avere qualcosa in contrario a questo ottimo sistema, che spero sinceramente diventi operativo piÃ¹ presto possibile, ma per il modo in cui viene presentato. Non Ã¨ assolutamente vero che sia â€œpiÃ¹ sicuroâ€ solo perchÃ© si lavora con sistemi sottocritici: qualcuno puÃ² fare la cortesia di spiegarlo ai fisici! PerchÃ© me la prendo tanto per questa piccola furbaccionata dei sostenitori del sistema ADS? Ma perchÃ© provo a mettermi nei panni di chi non sa niente di queste questioni (gli ambientalisti in primis, soprattutto i piÃ¹ attivisti, ma anche i restanti 56 milioni di italiani) che sentendosi dire che quel sistema Ã¨ â€œpiÃ¹ sicuroâ€ perchÃ© â€œposso spegnerlo quando voglioâ€ capiscono che lâ€™altro sistema (i PWR, BWR, EPR) â€œnon Ã¨ sicuroâ€ perchÃ© â€œnon riesco a spegnerloâ€ e quindi fa bumâ€¦ : e tutto ciÃ² Ã¨ falso!</p>
	<p>A proposito di ADS, il sistema non solo mi piace, ma dirÃ² che mi entusiasma, soprattutto se orientato alla conversione torio-232 in relazione allâ€™economia dei neutroni che, provenendo dalle fissioni, mi risulta (correggetemi se sbaglio) piuttosto magra e quindi la possibilitÃ  di disporre in futuro di una fonte di neutroni dallâ€™esterno dei cicli del combustibile mi risulta essere unâ€™ottima cosa. </p>
	<p>A proposito di reattori al torio ho trovato sul sito della<br />
<a href='http://www.poweron.ch' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.poweron.ch' rel="nofollow" target="_blank">http://www.poweron.ch</a></a><br />
svizzera, un articolo interessante che cita un reattore omogeneo tedesco ad alta temperatura refrigerato ad elio e moderato a grafite in granuli, col combustibile uranio-235 e materiale fertile torio-232 cheâ€¦<br />
â€œâ€¦Fino al primo guasto, nel 1986 nella localitÃ  tedesca di Hamm-Uentrop, il THTR era considerato il reattore piÃ¹ sicuro, dato che non reagiva alle perdite di refrigerante in modo cosÃ¬ sensibile come altri tipi di reattoreâ€¦â€<br />
Qualcuno sa qualcosa di che guasto si tratti?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Centrali nucleari all&#8217; interno di una caverna in una montagna? by: Marco Calviani</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7181</link>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 12:34:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/06/18/centrali-nucleari-caverna-montagna/#comment-7181</guid>
					<description>..... diciamo che non e' proprio una &quot;novita'&quot;: gia' l'ex-Unione Sovietica realizzo' negli anni '50 tre reattori per la produzione del plutonio (AD, ADE-1, and ADE-2) a Zheleznogorsk (nota anche come Krasnoyarsk-26), 200 metri all'interno di una montagna. Due dei reattori moderati a grafite e raffreddati ad acqua leggera (il ciclo era aperto.... l'acqua veniva presa dal fiume Yenisey e dopo il passaggio nel reattore immessa nuovamente nel fiume...) sono stati disattivati nel 1992 mentre ancora uno e' in funzione (per la generazione di elettricita' per le comunita' circostanti, ma purtroppo genera ancora plutonio).

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