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	<title>Comments on: Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 08:32:36 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9737</link>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 09:33:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9737</guid>
					<description>&quot;Ci vorrÃ  del tempo, probabilmente anni ma questo non Ã¨ certo un motivo per escludere che questa risorsa sia sfruttabile.&quot;

Certo che no, infatti bisogna seguire tutte le strade: 'non si butta niente'. Tuttavia non si puÃ² certo sostenere che 'abbiamo' il KiteGen e quindi il nucleare non serve (questo si che sarebbe un delitto 'energetico'!)

&quot;I francesi davvero costruirebbero centrali in collaborazione con noi?
Penso piuttosto che preferiscano continuare solo a venderci lâ€™energia elettrica.&quot;

Ma non diciamo amenitÃ . Se i francesi si rifiutassero ci rivolgeremmo tranquillamente a altri, e quindi credo proprio che questa possibilitÃ  proprio non sussista...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>&#8220;Ci vorrÃ  del tempo, probabilmente anni ma questo non Ã¨ certo un motivo per escludere che questa risorsa sia sfruttabile.&#8221;</p>
	<p>Certo che no, infatti bisogna seguire tutte le strade: &#8216;non si butta niente&#8217;. Tuttavia non si puÃ² certo sostenere che &#8216;abbiamo&#8217; il KiteGen e quindi il nucleare non serve (questo si che sarebbe un delitto &#8216;energetico&#8217;!)</p>
	<p>&#8220;I francesi davvero costruirebbero centrali in collaborazione con noi?<br />
Penso piuttosto che preferiscano continuare solo a venderci lâ€™energia elettrica.&#8221;</p>
	<p>Ma non diciamo amenitÃ . Se i francesi si rifiutassero ci rivolgeremmo tranquillamente a altri, e quindi credo proprio che questa possibilitÃ  proprio non sussista&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9734</link>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 09:05:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9734</guid>
					<description>Se i francesi hanno fatto un contratto con la Libia per la costruzione di una centrale nucleare perchÃ¨ non dovrebbero collaborare con gli italiani se chiedessimo di farlo? Lo hanno giÃ  fatto con il Superphoenix (i lavori cominciarono nel 1976, l'impianto entrÃ² in funzione nel 1981 fu arrestato per problemi alle strutture degli uffici, non al reattore, e fu chiuso, se ben ricordo nel 1997 dal primo ministro Jospin per mere ragioni politiche)

Per i tempi lunghi, purtroppo, la colpa non Ã¨ della tecnica ma della burocrazia e della politica... come per le scorie: il problema non Ã¨ tecnico ma politico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Se i francesi hanno fatto un contratto con la Libia per la costruzione di una centrale nucleare perchÃ¨ non dovrebbero collaborare con gli italiani se chiedessimo di farlo? Lo hanno giÃ  fatto con il Superphoenix (i lavori cominciarono nel 1976, l&#8217;impianto entrÃ² in funzione nel 1981 fu arrestato per problemi alle strutture degli uffici, non al reattore, e fu chiuso, se ben ricordo nel 1997 dal primo ministro Jospin per mere ragioni politiche)</p>
	<p>Per i tempi lunghi, purtroppo, la colpa non Ã¨ della tecnica ma della burocrazia e della politica&#8230; come per le scorie: il problema non Ã¨ tecnico ma politico.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: raimondo barbera</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9698</link>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 14:35:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9698</guid>
					<description>&lt;em&gt;Il download di radio radicale non Ã¨ raggiungibile&lt;/em&gt;
Posso mandare un'email con il file mp3 che ho scaricato
a chi me lo chiede (la mia email Ã¨ raimondo.barbera@gmail.com)

&lt;em&gt;tra il dire e il fare&lt;/em&gt;
Sono convinto anch'io che tra la ricerca, la sperimentazione e la industraializzazione ci siamo una certa quantitÃ  di problemi da risolvere.
Ci vorrÃ  del tempo, probabilmente anni ma questo non Ã¨ certo un motivo per escludere che questa risorsa sia sfruttabile.

Domanda per Umbero Foli: 
quanto puÃ² durare il processo del V.I.A. per una centrale in Italia?
L'Enel ha piÃ¹ volte escluso che in Italia si possano costruire centrali nucleari in tempi inferiori ai 10 - 15 anni (soprattutto con questo Governo e soprattutto con questo Ministro dell'ambiente).
I francesi davvero costruirebbero centrali in collaborazione con noi?
Penso piuttosto che preferiscano continuare solo a venderci l'energia elettrica.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p><em>Il download di radio radicale non Ã¨ raggiungibile</em><br />
Posso mandare un&#8217;email con il file mp3 che ho scaricato<br />
a chi me lo chiede (la mia email Ã¨ <a href="mailto:raimondo.barbera@gmail.com)" rel="nofollow" target="_blank">raimondo.barbera@gmail.com)</a></p>
	<p><em>tra il dire e il fare</em><br />
Sono convinto anch&#8217;io che tra la ricerca, la sperimentazione e la industraializzazione ci siamo una certa quantitÃ  di problemi da risolvere.<br />
Ci vorrÃ  del tempo, probabilmente anni ma questo non Ã¨ certo un motivo per escludere che questa risorsa sia sfruttabile.</p>
	<p>Domanda per Umbero Foli:<br />
quanto puÃ² durare il processo del V.I.A. per una centrale in Italia?<br />
L&#8217;Enel ha piÃ¹ volte escluso che in Italia si possano costruire centrali nucleari in tempi inferiori ai 10 - 15 anni (soprattutto con questo Governo e soprattutto con questo Ministro dell&#8217;ambiente).<br />
I francesi davvero costruirebbero centrali in collaborazione con noi?<br />
Penso piuttosto che preferiscano continuare solo a venderci l&#8217;energia elettrica.<br />
Saluti
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9694</link>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 13:35:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9694</guid>
					<description>Kitegen

Vediamo se riusciamo a capirci

Il download di radio radicale non Ã¨ raggiungibile
Ho guardato gli altri articoli che indicano calcoli complessi sugli effetti del vento, le forze che si possono generare e i vari percorsi ecc... Ma su questo non dubito: se mi dicono che dei tecnici hanno messo a punto un sistema di controllo degli aquiloni ci credo. Il punto per me Ã¨ un'altro, ed Ã¨ quello che vedo trascurato: sono le strutture e le condizioni anomale che si possono generare in un'opera di questo genere. Non penserai mica di mettre un monumento di due km di diametro pieno di fili che tirano da tutte le parti su dei cuscinetti a sfere? E le vibrazioni come le controlli? E se lo devi fermare che succede?
Ho, appunto, l'impressione che il tutto sia visto solo dal punto di vista del controllo e dell'aereodinamica. Ma quando si dice che tra il dire e il fare... Ã¨ perchÃ¨ nel fare le cose per davvero vengono fuori milioni di imprevisti. 


Ad esempio leggo dall'articolo

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Introduzione al progetto Kite Wind Generator
Massimo Ippolito
R&amp;#38;D Direction, Sequoia automation di Chieri (TO)&lt;/strong&gt;
La dimensione massima raggiungibile da un Kite
Wind Generator Ã¨ oggetto di studio di questo
progetto, ma da delle prime stime sembra possibile
superare i 5.000MW senza incorrere in gravi
problemi di resistenza strutturale e con un diametro
complessivo di poco superiore ai 2.000 metri.
Eâ€™ opportuno considerare che 5.000MW sono
lâ€™equivalente tipico di 5 centrali nucleari, il cui costo&lt;/em&gt;

Le domande che faccio si riferiscono esattamente alla frase
&lt;em&gt;senza incorrere in gravi problemi di resistenza strutturale e con un diametro complessivo di poco superiore ai 2.000 metri&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Kitegen</p>
	<p>Vediamo se riusciamo a capirci</p>
	<p>Il download di radio radicale non Ã¨ raggiungibile<br />
Ho guardato gli altri articoli che indicano calcoli complessi sugli effetti del vento, le forze che si possono generare e i vari percorsi ecc&#8230; Ma su questo non dubito: se mi dicono che dei tecnici hanno messo a punto un sistema di controllo degli aquiloni ci credo. Il punto per me Ã¨ un&#8217;altro, ed Ã¨ quello che vedo trascurato: sono le strutture e le condizioni anomale che si possono generare in un&#8217;opera di questo genere. Non penserai mica di mettre un monumento di due km di diametro pieno di fili che tirano da tutte le parti su dei cuscinetti a sfere? E le vibrazioni come le controlli? E se lo devi fermare che succede?<br />
Ho, appunto, l&#8217;impressione che il tutto sia visto solo dal punto di vista del controllo e dell&#8217;aereodinamica. Ma quando si dice che tra il dire e il fare&#8230; Ã¨ perchÃ¨ nel fare le cose per davvero vengono fuori milioni di imprevisti. </p>
	<p>Ad esempio leggo dall&#8217;articolo</p>
	<p><em><strong>Introduzione al progetto Kite Wind Generator<br />
Massimo Ippolito<br />
R&amp;D Direction, Sequoia automation di Chieri (TO)</strong><br />
La dimensione massima raggiungibile da un Kite<br />
Wind Generator Ã¨ oggetto di studio di questo<br />
progetto, ma da delle prime stime sembra possibile<br />
superare i 5.000MW senza incorrere in gravi<br />
problemi di resistenza strutturale e con un diametro<br />
complessivo di poco superiore ai 2.000 metri.<br />
Eâ€™ opportuno considerare che 5.000MW sono<br />
lâ€™equivalente tipico di 5 centrali nucleari, il cui costo</em></p>
	<p>Le domande che faccio si riferiscono esattamente alla frase<br />
<em>senza incorrere in gravi problemi di resistenza strutturale e con un diametro complessivo di poco superiore ai 2.000 metri</em>
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: Umberto Foli</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9691</link>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 11:56:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9691</guid>
					<description>Rispondo a Raimondo Barbera.

In Italia esistono due centrali fermate: Caorso e Trino Vercellese, in piÃ¹, Montalto di Castro (2000 MWe) Ã¨ quasi completa. Le prime due possono essere rimensse in esercizio in due o tre anni, l'ultima puÃ² essere completata in 3-4 anni.

Se noi volessimo installare nuove centrali, non dobbiamo ripartire dal chiodo, ma utilizzare i progetti delle centrali nucleari di terza generazione disponibili. Si tratterebe di fare dei contratti con i francesi o gli americani e costruire le centrali su questi progetti. Con la loro collaborazione, In Italia potrebbero essere relizzati molti componenti. Non dobbiamo pensare di ricostruire una eperienza nel nucleare ormai persa. Ma possiamo, partecipando a queste realizzazioni, ripartire da un livello elevato. Sono dell'opinione che in questo modo, oltre a fare una buona esperienza, potremmo realizzare centrali nucleari nel nostro paese in tempi dell'ordine di 5-8 anni.
Se si vuole rispettare Kyoto non c'Ã¨ altra via del ritorno al nucleare, con almeno 10 centrali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Rispondo a Raimondo Barbera.</p>
	<p>In Italia esistono due centrali fermate: Caorso e Trino Vercellese, in piÃ¹, Montalto di Castro (2000 MWe) Ã¨ quasi completa. Le prime due possono essere rimensse in esercizio in due o tre anni, l&#8217;ultima puÃ² essere completata in 3-4 anni.</p>
	<p>Se noi volessimo installare nuove centrali, non dobbiamo ripartire dal chiodo, ma utilizzare i progetti delle centrali nucleari di terza generazione disponibili. Si tratterebe di fare dei contratti con i francesi o gli americani e costruire le centrali su questi progetti. Con la loro collaborazione, In Italia potrebbero essere relizzati molti componenti. Non dobbiamo pensare di ricostruire una eperienza nel nucleare ormai persa. Ma possiamo, partecipando a queste realizzazioni, ripartire da un livello elevato. Sono dell&#8217;opinione che in questo modo, oltre a fare una buona esperienza, potremmo realizzare centrali nucleari nel nostro paese in tempi dell&#8217;ordine di 5-8 anni.<br />
Se si vuole rispettare Kyoto non c&#8217;Ã¨ altra via del ritorno al nucleare, con almeno 10 centrali.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: raimondo barbera</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9676</link>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 06:30:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9676</guid>
					<description>Buongiorno
io sono un informatico, ma prossimamente prometto che chiederÃ² ad un esperto (ricercatore all'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima) l'opinione sul tipo di vento e le potenze sfruttabili in relazione all'altezza.
Una sua conferma sulla costanza e abbondanza di questo tipo di fonte rinnovabile dovrebbe essere sufficente per fugare i dubbi sull'opportunitÃ  di investire capitali, anche ingenti, in questo settore.
Il fattore tempi lunghi non mi sembra un buon argomento per sollevare obiezioni. Anche per una centrale nucleare i tempi in Italia sarebbero biblici, minimo 15 anni dal momento della decisone politca.
Per quanto riguarda il discorso Ricerca in qualunque campo mi trova completamente favorevole.
Per chi ha tempo c'Ã¨ anche un file audio sempre sul kitegen.
http://download.radioradicale.it/store-5/MP416197.mp3
Per ultimo, i dati, quelli sulle potenze del mobile-kitegen effettuate verso la fine di settembre non sono ancora in internet perÃ² ci sono gli articoli scientifici che spiegano con maggiore dettaglio gli &quot;ordini di grandezza&quot;.
E' sufficente leggere le pagine che partono da questo link: http://www.kitegen.com/tecnologia3.htm
PoichÃ¨ anche all'estero stanno facendo sperimentazioni analoghe, io sono dell'opinione che sarebbe un delitto per l'Italia perdere il treno, per mancanza di sostegno.
A presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Buongiorno<br />
io sono un informatico, ma prossimamente prometto che chiederÃ² ad un esperto (ricercatore all&#8217;Istituto di Scienze dell&#8217;Atmosfera e del Clima) l&#8217;opinione sul tipo di vento e le potenze sfruttabili in relazione all&#8217;altezza.<br />
Una sua conferma sulla costanza e abbondanza di questo tipo di fonte rinnovabile dovrebbe essere sufficente per fugare i dubbi sull&#8217;opportunitÃ  di investire capitali, anche ingenti, in questo settore.<br />
Il fattore tempi lunghi non mi sembra un buon argomento per sollevare obiezioni. Anche per una centrale nucleare i tempi in Italia sarebbero biblici, minimo 15 anni dal momento della decisone politca.<br />
Per quanto riguarda il discorso Ricerca in qualunque campo mi trova completamente favorevole.<br />
Per chi ha tempo c&#8217;Ã¨ anche un file audio sempre sul kitegen.<br />
<a href='http://download.radioradicale.it/store-5/MP416197.mp3' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://download.radioradicale.it/store-5/MP416197.mp3' rel="nofollow" target="_blank">http://download.radioradicale.it/store-5/MP416197.mp3</a></a><br />
Per ultimo, i dati, quelli sulle potenze del mobile-kitegen effettuate verso la fine di settembre non sono ancora in internet perÃ² ci sono gli articoli scientifici che spiegano con maggiore dettaglio gli &#8220;ordini di grandezza&#8221;.<br />
E&#8217; sufficente leggere le pagine che partono da questo link: <a href='http://www.kitegen.com/tecnologia3.htm' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.kitegen.com/tecnologia3.htm' rel="nofollow" target="_blank">http://www.kitegen.com/tecnologia3.htm</a></a><br />
PoichÃ¨ anche all&#8217;estero stanno facendo sperimentazioni analoghe, io sono dell&#8217;opinione che sarebbe un delitto per l&#8217;Italia perdere il treno, per mancanza di sostegno.<br />
A presto
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9654</link>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 21:39:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9654</guid>
					<description>Kitegen

Ho guardato i siti.

Sinceramente sono molto perplesso. LÃ¬ si parla di centrali con potenze dell'ordine del GW che non sono certo uno scherzo. Non mi pare proprio il caso di essere cosÃ¬ trionfali.

Per essere convincenti  dovreste come minimo dare dei dati di massima a livello non dico di studio di fattibilitÃ  ma almeno di ordini di grandezza: forze in gioco, velocitÃ  periferiche, momenti, bracci, dimensioni della struttura, precauzioni per la sicurezza in caso di fenomeni atmosferici violenti ecc...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Kitegen</p>
	<p>Ho guardato i siti.</p>
	<p>Sinceramente sono molto perplesso. LÃ¬ si parla di centrali con potenze dell&#8217;ordine del GW che non sono certo uno scherzo. Non mi pare proprio il caso di essere cosÃ¬ trionfali.</p>
	<p>Per essere convincenti  dovreste come minimo dare dei dati di massima a livello non dico di studio di fattibilitÃ  ma almeno di ordini di grandezza: forze in gioco, velocitÃ  periferiche, momenti, bracci, dimensioni della struttura, precauzioni per la sicurezza in caso di fenomeni atmosferici violenti ecc&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: Umberto Foli</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9637</link>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 15:11:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9637</guid>
					<description>Ho eseguito una serie di conti per verificare il costo dell'energia elettrica prodotta dai famosi 10.000 tetti fotovoltaici  della  potenza di 3 kW pciascuno, il costo Ã¨ di 200 milioni di euro. In un anno produrranno 33 GWh. L'energia Ã¨ poi pagata 0,40 Euro per 20 anni. Ogni singolo proprietario dell'impianto incasserÃ . al netto delle spese di manutenzione, 21.000 Euro.  In assenza di incentivi a fondo perduto si tratta di una rimessa di danaro con il rischio che una violenta grandinata distrugga i pannelli fotovoltaici che rappresentano il 90% del costo dell'impianto.
Il gestore della rete venderÃ  questa energia a 0,20 euro al kWh, rimettendoci 0,20 Euro a kWh venduto. questi maggiori costi saranno pagati degli utenti o con nuove tasse o con l'aumenteo del costo del kWh.A titolo informativo riporto i prezzi del kWh pagato da utenti industriali e da famiglie in tre stati:

PREZZI DELLâ€™ENERGIA ELETTRICA IN EUROPA
TASSE ESCLUSE (kWh)
Paese	Settore civile
	1996	2006
Francia	0,1022	0,0921
Germania	0,1320	0,1433
Italia	0,1508	0,1658
	Settore industriale
Francia	0,0650	0,0541
Germania	0,0906	0,0946
Italia	0,0638	0,1027

Invece si fa poco per incentivare il solare termico che in Italia Ã¨ poco utilizzato ed il cui costo Ã¨ conveniente. Un impianto monofamiliare per l'acqua calda sanitaria costa circa 3.500 Euro installato e lo si ammortizza in circa 3-4 anni.
Neella tabella successiva riporto i mq di pannelli termici installati in alcune nazioni, ogni commento Ã¨ inutile.

Solare termico installato in Europa
al 2005
Stato	m2 ogni 1000 abitanti
Austria	250
Grecia	250
Germania	70
Danimarca	30
Svizzera	45
Italia (compreso il 2006)	11</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ho eseguito una serie di conti per verificare il costo dell&#8217;energia elettrica prodotta dai famosi 10.000 tetti fotovoltaici  della  potenza di 3 kW pciascuno, il costo Ã¨ di 200 milioni di euro. In un anno produrranno 33 GWh. L&#8217;energia Ã¨ poi pagata 0,40 Euro per 20 anni. Ogni singolo proprietario dell&#8217;impianto incasserÃ . al netto delle spese di manutenzione, 21.000 Euro.  In assenza di incentivi a fondo perduto si tratta di una rimessa di danaro con il rischio che una violenta grandinata distrugga i pannelli fotovoltaici che rappresentano il 90% del costo dell&#8217;impianto.<br />
Il gestore della rete venderÃ  questa energia a 0,20 euro al kWh, rimettendoci 0,20 Euro a kWh venduto. questi maggiori costi saranno pagati degli utenti o con nuove tasse o con l&#8217;aumenteo del costo del kWh.A titolo informativo riporto i prezzi del kWh pagato da utenti industriali e da famiglie in tre stati:</p>
	<p>PREZZI DELLâ€™ENERGIA ELETTRICA IN EUROPA<br />
TASSE ESCLUSE (kWh)<br />
Paese	Settore civile<br />
	1996	2006<br />
Francia	0,1022	0,0921<br />
Germania	0,1320	0,1433<br />
Italia	0,1508	0,1658<br />
	Settore industriale<br />
Francia	0,0650	0,0541<br />
Germania	0,0906	0,0946<br />
Italia	0,0638	0,1027</p>
	<p>Invece si fa poco per incentivare il solare termico che in Italia Ã¨ poco utilizzato ed il cui costo Ã¨ conveniente. Un impianto monofamiliare per l&#8217;acqua calda sanitaria costa circa 3.500 Euro installato e lo si ammortizza in circa 3-4 anni.<br />
Neella tabella successiva riporto i mq di pannelli termici installati in alcune nazioni, ogni commento Ã¨ inutile.</p>
	<p>Solare termico installato in Europa<br />
al 2005<br />
Stato	m2 ogni 1000 abitanti<br />
Austria	250<br />
Grecia	250<br />
Germania	70<br />
Danimarca	30<br />
Svizzera	45<br />
Italia (compreso il 2006)	11
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9632</link>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 14:32:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9632</guid>
					<description>Ho dato uno sguardo ai link: interessanti sicuramente, ma dubito risolveranno il problema energetico nazionale a breve periodo. Ammesso possa mai farlo, ed Ã¨ ancora tutto da dimostrare, ci vorrÃ  ancora parecchio tempo affinchÃ¨ vengano costruiti impianti funzionanti che immettano elettricitÃ  in rete a prezzi economici (ho avuto l'impressione, per fare un paragone col nucleare, che abbiano appena scoperto 'la fissione nucleare': interessante, ma ci vorrÃ  tempo per le applicazioni).</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ho dato uno sguardo ai link: interessanti sicuramente, ma dubito risolveranno il problema energetico nazionale a breve periodo. Ammesso possa mai farlo, ed Ã¨ ancora tutto da dimostrare, ci vorrÃ  ancora parecchio tempo affinchÃ¨ vengano costruiti impianti funzionanti che immettano elettricitÃ  in rete a prezzi economici (ho avuto l&#8217;impressione, per fare un paragone col nucleare, che abbiano appena scoperto &#8216;la fissione nucleare&#8217;: interessante, ma ci vorrÃ  tempo per le applicazioni).
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Vademecum sul rilancio del nucleare in Italia by: Edoardo</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9616</link>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 09:10:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2007/04/26/vademecum-rilancio-nucleare-italia/#comment-9616</guid>
					<description>Per Raimondo

2 domande: 

1) io sapevo che a 500/800 il  vento Ã¨ sÃ¬ piÃ¹ forte ma perdura la discontinuitÃ . rimarrebbe quindi l'intermittenza di tale fonte.

2) Ma strutture cosÃ¬ enormi saranno veramente praticabili su scala commerciale?

CordialitÃ </description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per Raimondo</p>
	<p>2 domande: </p>
	<p>1) io sapevo che a 500/800 il  vento Ã¨ sÃ¬ piÃ¹ forte ma perdura la discontinuitÃ . rimarrebbe quindi l&#8217;intermittenza di tale fonte.</p>
	<p>2) Ma strutture cosÃ¬ enormi saranno veramente praticabili su scala commerciale?</p>
	<p>CordialitÃ
</p>
]]></content:encoded>
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