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Ferdinando Beccalli (General Electric) - è in atto una seconda ondata di nuove centrali nucleari

20 Novembre 2006 di Amministratore

Su “CorrierEconomia” (Corriere della Sera) di oggi c’è un’ intervista di Elena Comelli a Ferdinando Beccalli (numero due della General Elettric) sul mercato dell’ energia e con riferimenti mirati al nucleare.

La General Electric è impegnata in modo attivo in tutti i diversi settori dell’ energia: eolico, carbone, petrolio, gas, solare, idrogeno, biomasse, nucleare…

Ferdinando Beccalli ritiene che sia in atto ormai una seconda ondata di nuove centrali nucleari che andranno a sostituire le centrali di vecchia generazione degli anni sessanta.
E in questo sviluppo del nucleare anche la General Electric (che ha ben 2.500 dipendenti impegnati nel settore nucleare) non sta rimanendo ferma, ma anzi si sta muovendo: è infatti di qualche giorno fa la notizia di una “joint venture” tra General Electric e Hitachi nel settore nucleare.
Ma la General Electric punta molto in un suo nuovo reattore di tipo “Bwr” (Boiling Water Reactor) che dovrebbe abbattere i costi. L’ idea è quella di avere mini-impianti da 400-500 megawatt dalle dimensioni quindi ridotte e caratterizzato da sistemi di sicurezza passiva che vanno a semplificare le tecnologie di sicurezza.



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  • 22 Commenti a “ Ferdinando Beccalli (General Electric) - è in atto una seconda ondata di nuove centrali nucleari”

    1. daniele scrive:

      Ancora non sappiamo come smaltire il combustibile nucleare esausto. Non sappiamo nemmeno come fare a smantellare le 400 centrali costruite tra gli anni 60 e 80. Non sappiamo nemeno dove potremo mettere i pezzi delle centrali decommissionate, se sapremo come fare. Non posso essere smantito se dico che molte “attrezzature” per realizzare il decommissioning, per esempio il taglio del vasel del reattore, SONO ANCORA A LIVELLO DI PROGETTO SU CARTA.
      Eppure pensiamo già ad una nuova era nucleare. Possibile che gli sbagli del passato non insegnino niente?

    2. Vittorio scrive:

      Brava General Electric! Sono contento che questo colosso si sia rimesso in movimento. Dopo il periodo di pausa, questo clima di ripresa dell’industria nucleare porterà , come già avvenuto in passato, la GE e le altre ad investire molto in questa tecnologia a vantaggio della tecnologia, dell’economia d’esercizio e della sicurezza.

    3. Vittorio scrive:

      Per Daniele,
      Il recipiente in pressione si chiama vessel e non vasel come hai scritto.

      Saluti.

    4. edoardo scrive:

      Anch’io plaudo all’annuncio della General Electric. Riguardo allo smaltimento delle scorie, tutti i paesi che utilizzano il nucleare civile hanno trovato il modo di metterle in sicurezza. Sia in depositi removibili sia in formazioni geologiche sicure. Le scorie a media/altà intesità (quelle pericolose e a lungo periodo di decadenza) per esser smaltite non devono venire a contatto con l’acqua (unico mezzo per cui elementi radioattivi possono “ritornare” a contatto con l’ambiente esterno) Mi sono molto documentato con scritti, libri sul tema e con documentari girati in Francia ed in Svezia. Le scorie pericolose, circa il 3% del totale estratto dal reattore, vengono compattate e “vetrizzate” ovvero rese inerti perchè contornate da un globo di spesso vetro; questo viene cementificato in cask (recipienti) in acciaio schermato in piombo senza saldature (le saldature possono corrodersi)le scorie diventano così “pietre” da sistemare in mezzo ad altre pietre” ovvero cavità geologiche stabili (in Italia circa 150 siti idonei) oppure in depositi prefabbricati sotterranei a prova di impatto missilistico, aereo (tutta l’impiantistica nucleare è sempre stata progettata così anche prima dell’11/9) terremoti ed infiltazioni varie. La costruzione di tutto ciò, non si basa su deduzioni empiriche, bensì su indagini e calcoli chimici, fisici e geologici. Molto illuminanti sono documenti a tale proposito dall’Aiea, dell’EDf.
      Tutto questo per sottolineare che quando si afferma che “non si sa come gestire le scorie” non è vero. Inoltre i nuovi reattori UHT quasi in fase di realizzazione potranno funzionare utilizzando scorie di altri reattori (ancor meglio del combustibile MOx). Così come i progetti per sviluppare il cosidetto reattore “bruciascorie” sono molto avanzati. Ma poi, scusate, se davvero il nucleare fosse costoso, l’uranio non bastasse e le scorie fossero veramente ingestibili chi glielo farebbe fare a Francia, Svezia, Finalandia Usa e Gb il rilancio dell’energia nucleare? Sono allora tutti dei suicidi e pazzi?
      Concludo dicendo che ciò lo riporto per non convincere nessuno (neanche Daniele, che saluto) ma semplicemente per affermare che il problema per smaltire le scorie è più politco che tecnico.
      Grazie per l’attenzione

    5. daniele scrive:

      PER VITTORIO

      Se queste sono le tue risposte, scusa tante, pardon tanto.

      PER EDOARDO

      “Riguardo allo smaltimento delle scorie, tutti i paesi che utilizzano il nucleare civile hanno trovato il modo di metterle in sicurezza. Sia in depositi removibili sia in formazioni geologiche sicure. ”

      Edoardo non c’é ancora nessun deposito geologico attivo. L’unico che entrerà , forse, in attività é lo Yucca Mountin in USA ma solo perché sorge in quella famosa base dove sarebbero attrrati gli ufo. Una base militare dove si sono svolti test nucleari chiusa alle persone. Virginio Bettini, un professore veneto ed esperto di Valutazioni di Impatto Ambientale ha visistao quel sito nel 2004 e ha visto come le berriere siano ingegneristiche e che il sito è stato scelto politicamente, tanto che alcuni geologi hanno ammesso di aver falsificato documenti per promuoverlo. Il libro, edito da Utet, “Scorie: l’irrisolto nucleare” descrive questo deposito.

      “Le scorie pericolose, circa il 3% del totale estratto dal reattore, vengono compattate e “vetrizzate” ovvero rese inerti perchè contornate da un globo di spesso vetro; questo viene cementificato in cask (recipienti) in acciaio schermato in piombo senza saldature (le saldature possono corrodersi)le scorie diventano così “pietre” da sistemare in mezzo ad altre …”
      Edoardo tu confondi lo stoccaggio a secco con il riporcessamento. E, purtroppo i rifiuti radioattivi nondiventano “pietre”. Comunque le scorie da riprocessamento vengono vetrificate perché il vetro è l’elemento più stabile che si conosca. E’ l’unico materiale che riesce a contenere l’emissione di gas radioattivo. Devi sapere però che il vetro a 300 c° cristallizza e che le scorie vetrificate producono calore. C’é quindi un problema di disperdre il calore. Ecco perché non sono “pietre”. Devi anche sapere che i cask hanno delle valvole di sicurezza perché anche con la vetrificazione non si riesce a bloccare del tutto l’emissione di gas. Anche se in maniera più lenta che non nel prodotto cementificato anche nel rifiuto vetrificato avviene una reazione chimica di elettrolisi, l’acqua contenuta nella scoria si scompone nei suoi elementi principali (ossigeno e idrogeno). Se pensi che a essere vetrificate sono le scorie da riprocessamento (acqua e resine, cioè scorie liquide) capisci che non si parla di “pietre” ma di elementi attivi. Si parla di 24 secoli solo per il primo dimezzamento. Se pensi che ci vogliono 10 dimezzamenti perché si ritorni a livelli radioattivi naturali puoi immaginare che dire ere geologiche o dire “per sempre” non è sbagliato. Ecco allora che i cask devono poter “buttar fuori” l’idrogeno e l’ossigeno prodotto dal processo di decadimento, se no in qualche centinaio di anni il cask si deforma e spacca. Pensa che l’idrogeno se sottoposto a notevole pressione qualche problema esplodivo può darlo. Fatti raccontare quale è stato il problema finale da risolvere Quindi il cask è si ermeticamente sigillato ma un contatto con la biosfera ce là , attraverso le valvole di sicurezza. A questo punto si ha la necessità di areare molto bene il deposito geologico (anche se a 700 metri di profondità ) sennò il calore prodotto da tutti i rifiuti vetrificati in poche centinaia di anni farebbe fondere tutta la struttura, spaccare i cask e cristallizzare il vetro disperdendo la radioattività .
      Non ti hanno detto che quando le barre esauste vengono sostituite sono talmente calde e radioattive che devono essere tenute minimo due anni affogate in piscine all’interno delle centrali chiamate “piscine di decadimento”,

      PER VITTORIO O PER L’ING. ROMANELLO

      Per favore smentitemi così che Edoardo non si senta tradito dal suo sogno.

    6. domenico scrive:

      scorie

      vecchia diatriba e cavallo di battaglia ecologistica, le scorie sono una risorsa, pensate al plutonio recuperato può essee ribucuato nei reattori MOX Mixtura di ossidi di uranio e plutonio ( si potrebbe usare il plutonio delle testate nucleare che andranno smaltellate).

      ma noi facciamo il carbone pulito ma…. buona pace di kyoto e il gas anch’esso emette gas serra e costano niente bo bo bo.

      non cerco nemmeno di convincere Daniele lui ci crede e va bene così ma il nucleare si sta riprendendo in tutto il mondo forse in Italia non lo faremo ma all’estero si e noi resteremo al palo e i nostri verdi non possonaofarci nulla, per fortuna.

      distintamente

    7. Luca M scrive:

      una percisazione: gli ecologisti non sono pro-carbone pulito (ke non esiste).

      attualmente non mi sembra ke “le scorie” vengano recuperate.

      attualmente mi sembra ke la tecnologia non possa essere così sicura x le scorie: i terremoti non possono essere predetti, quindi un qualsivoglia sito è insicuro! Inoltre se ci spostiamo nel tempo capiamo bene ke previsioni così a lungo periodo sono assolutamente incapaci di consentire la sicurezza del caso. Basta pensare alla tecnologia di 50 anni fa ke è obsoleta, fra 50 anni il problema sarà il medesimo.

      Ma quanta energia viene prodotta con il nucleare rispetto al totale?Rimane il problema energetico: è impensabile utilizzare l’uranio (notiamo ke non è rinnovabile e notiamo ke il prezzo è quadruplicato dal 2000 al 2004)x incrementare la produzione di energia a livelli significativi, xkè altrimenti avremmo un’esaurimento rapido, nonostante ke si utilizzino anke altri elementi radioattivi.

      C’è ki sostiene ke il nucleare sia non economico considerando tutti i processi e lo smantellamento degli impianti, e ke senza incentivi statali non ci sarebbero centrali nucleari; questo sarebbe “dimostrato” dagli incentivi statunitensi x i nuovi stabilimenti (avete capito bene: gli stati uniti, il paese più liberale ke incentiva!!).

      Vorrei avere altri punti di vista in merito, soprattutto su quest’ultimo punto.
      Spero di non essere stato polemico, non voglio cominciare a litigare (come spesso accade con questi tipi di discorsi), ma aumentare le mie conoscenze in materia..e siccome mi sembrate preparati, un confronto civile mi stuzzica =)

      saluti

    8. edoardo scrive:

      Per Luca:
      per quel che riguarda la disponibilità di uranio, nel sito, alla discussione sulle miniere di uranio vicino bergamo, troverai dati che potranno rispondere ai tuoi dubbi.
      I terremoti sono il primo problema a cui un deposito, provvisorio e non, deve rispondere. Le strutture sotterranee adottano costruzioni particolari “a blocchi” capaci di resistere a fenomeni sismici di alta intensità .
      le scorie possono venir recuperate; il plutonio recuperato può essere riusato nei reattori MOX Mixtura di ossidi di uranio e plutonio .si potrebbe usare il plutonio delle testate nucleare che andranno smaltellate. Nell’ottobre 2005 ci fu un convegno molto importante intitolato “Megatons to Megawatt” ove si discuteva l’utilizzo civile delle testate atomiche militari.

    9. edoardo scrive:

      Per Daniele:
      So anch’io la differenza tra stoccaggio a secco e riprocessamento, ho soltanto sintetizzato altrimenti dovevo scrivere una mail enorme! Il termine “pietre” è tra virgolette ovvio che non saranno mai delle pietre vere e proprie; mi riferivo al modo in cui le scorie vengono stabilizzate ed iniertizzate. Le scorie poi, come ho scritto, vengono si vetrizzate ma poi inserite in questi cask schermati e anti corrosione proprio a contenere mantenere stabili il contenuto. Vetrizzarle e basta sarebbe insuffuciente.
      Per tua informazione la Finlandia ha trovato un altro modo per lo smaltimento definitivo presso Olkiluoto: il combustibile esausto viene incpsulato in cask di ferro, per la resistenza meccanica, e da uno spesso strato esterno di ra per resistere alla corrosione. I fusti saranno collocati i apposite cavità e circondati da argille per evitare infiltrazioni d’acqua. vedi Posiva (progetto finlandese deposito geologico scorie www.posiva.fi/englanti/
      E’ noto,inoltre, che ogni tipo di deposito per le scorie possiedono enormi impianti di ventilazione (es Gorleben in Germania) atti a disperdere il calore delle medesime.
      Per lo Yucca Montain solo ora si son accorti quelli della NCR (Nuclear Regulatory Commission) che contiene molta più acqua di quel che si pensasse. Molti altri siti più idonei di sono in America (sempre fonti NCR)
      …Quindi che Vittorio mi lasci sognare e che tu possa rimanere nelle tue illusioni di sole a di vento.
      Ciao

      I depositi ad oggi in uso (es. Gorleben in Germania) sono provvisti, come del resto le miniere di uranio, carbone, ecc. di impianti di areazione continua. Nei depositi di scorie

    10. edoardo scrive:

      pardon, gli ultimi tre righi non li ho conclusi. Erano solo aggiunte al mio commento.

      Grazie a tutti.

    11. daniele scrive:

      PER DOMENICO

      Saranno anche vecchi cavalli di battaglia ma mi sembra che dalle vostre parti giovani puledri che superino questi vecchi cavalli non ce ne siano. Però i vostri cavalli la corsa del “nucleare risorsa energetic a basso prezzo per l’umanità ” in questi 40 anni si è dimostrata sbagliata e appena il mercato dell’energia è stato provatizzato nessuna azienda si sogna di entrare in questo mondo passato. Certo se l’America, paese liberale per eccellenza, offre sussidi il discorso cambia. Ma cambia non perché il nucleare è il futuro, ma perché è questa politica ad essere vecchia.

      Comunque su quelo che ho detto delle scorie puoi ribattermi?

      PER EDOARDO
      Su Gorleben
      Gorleben in germania è un deposito per le scorie di I e II categoria; Il fatt oche sia all’interno di una miniera e non superficiale come in Francia o Spagna non fà differenza. Non è il deposito geologico profondo per le scorie di III cat. e per il combustibile irraggiato.

      Su Olkiluoto
      Su Olkiluoto ecco uno stralcio di un’articolo sul sito nucleare di Olkiluoto di SILVIA MARIA BUSETTI de La Repubblica del 20-11-06
      “Per quanto concerne uno degli aspetti più discussi del nucleare e cioè lo smaltimento delle scorie radioattive, la società Posiva Oy ( il cui 60% è detenuto dalla Tvo) nel 2020 terminerà la costruzione di un grande deposito che potrà ospitare fino a 6.500 tonnellate di residui, quantitativo sufficiente per ospitare le scorie di tutte le centrali nucleari finlandesi”.
      Come vedi si parla di scorie genericamente, ma per l’irraggiato? Si parla del 2020 come inizio dell’utilizzo, cioè tra 15 anni.

      Edoardo sono queste le sicurezza che ci dovrebbero far dire che le scorie non sono un problema? Per favore siamo seri. Diciamo alla gente che il combustibile esaurito non si sà come gestirlo e smettiamo di parlare di MOX FOR PEACE che stà alla pari di NUCLEARE PULITO.

      Su YM
      Qui lasciamo perdere. Quel sito è una base militare e per quello, non per le sue caratteristiche geologiche, è stato scelto.

      Ragazzi. Rispondetemi sulle cose non con gli slogan!

    12. Luca M scrive:

      Grazie, mo’ mi informo.

      Tuttavia sul piano dei terremoti, direi ke anke i fenomeni maggiori ke l’uomo tende a considrare, nulla possono contro la trasformazione geologica del pianeta. L’ultimo esempio è la spaccatura ke sta subendo l’africa: si sta formando un nuovo mare nel continente africano, cosa ke non è stata prevista. Se questo accadesse in un giacimento con scorie, sarebbe un bel caisino no? Per carità , il sito è soggetto a terremoti tuttavia, il fatto ke non si possano prevedere fenomeni del genere è preoccupante. Tantopiù se sotto o “vicino” ci sono depositi di materiale pericoloso

      http://urlin.it/1656

      Bando alle ciance..vado ad informarmi x benino..sta discussione è proprio bella..e faccio i complimenti a tutti, soprattutto a daniele..ma quante ne sà !!! =D

      Saluti

    13. Vittorio scrive:

      Per Daniele,
      se ti fà piacere ti perdono, ma non capisco per quale motivo me lo chiedi!
      Io non ti smentisco sulle scorie tanto tu sei convinto……………. . Un consiglio: documentati da fonti imparziali e non come hai fatto con la centrale Svedese che sul forum che hai consigliato era descritta come la seconda Chernobyl!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    14. daniele scrive:

      PER VITTORIO

      Che vuol dire che non mi smentisci sulle scorie. Se quello che dico è sbagliato o non del tutto giusto (più disponibile di così) ribattimelo, come io ho fatto su Gorleben.

      Ha ragione Luca. Si parla di dimezzamento in 24 secoli (dimezzamento, quindi ci vogliono 10 passaggi perché le radiazioni arrivino a livello naturale). Non possiamo nemmeno immaginare cosa sucederà tra 5 secoli, figurarsi tra 24. Certo i modelli matematici aiutano, le prove in scala pure ma…siamo onesti e diciamo al verità : IL COMBUSTIBILE NUCLEARE NON SAPPIAMO COME SMALTIRLO E L’UNICA SOLUZIONE E’ NASCONDERLO SOTTO IL TAPPETO, un tappeto profondo certo ma sempre un tappeto.

    15. edoardo scrive:

      Per Daniele:
      dici che parliamo di slogan e poi ti basi su un articolo di Repubblica? Mah…
      E poi questi sono “slogan” che gli addetti ai lavori non smentiscono nei loro scritti. Ti parlo di persone del calibro di Tullio Regge (fisico), Il porfessor Zichichi altri minori come Piero Resoluti dell’Enea, Franco Velonà , la dott.ssa Quercia geologa dell’Agenzia per la protezione dell’Ambiente. Putroppo però, in Italia, si preferisce ascoltare di più chi strilla al pericolo mentre i competenti vengono ignorati. Ricordo che ai tempi di Chernobyl, prima del referendum, non si faceva altro che incontri, tavole rotonde e dibattiti vari sul nucleare: venivano interpellati una marea di politici, presentatori, letterati, giornalisti e solo ogni tanto un ingegnere o tecnico nucleare partecipava in collegamento esterno.
      I risultati si son visti…
      Saluti

    16. edoardo scrive:

      Per Luca gli altri amici:

      In genere si afferma che “nessuno può prevedere cosa succederà fra 250.000 anni” e di conseguenza “è impossibile stoccare le scorie”. A tale proposito va detto che l’intera comunità scientifica mondiale, per prevedere quello che è avverrà fra millenni ha fatto e fa riferimento a quello che è già successo nei millenni passati. Ci sono alcuni “analoghi naturali” che ce lo spiegano; prendiamo i due più importanti: ad Oklo, nel Gabon (Africa) circa 2 miliardi di anni fa, a causa di particolari processi geologici, un giacimento di uranio ha generò nel corso del tempo ben 17 reattori nucleari naturali che hanno consumato 5 tonellate di U 235 sviluppando una potenza impressionante di circa 108 MWh per una durata di millenni (106 anni). Da questo processo sono state prodotte poco meno di 2,5 tonnellate plutonio (la scoria più pericolosa) il quale ha dimostrato una bassissima mobilità (circa tre metri) e una solubilità praticamente nulla. Questo ha dimostrato l’affidabilità dei depositi geologici;
      Altro esempio lo troviamo nel giacimento di Cigar Lake (Canada) ove l’uranio naturale ha una concentrazione tra il 55% ed il 60%: questo deposito (1 milione di tonnellate di Uranio) si è formato più di 1200 milioni di anni fa ed è situato a 500 metri di profondità ; ebbene l’argilla che lo contorna l’ha isolato perfettamente: in superficie non ci sono tracce (né gas, radiazioni, calore) Questo grazie all’argilla che resiste per milioni di anni ad alte temperature oltre a possedere eccelse capacità di conservare le cose che ricopre.
      E’ da evidenziare il processo di costruzione dei cask che dovranno contenere le scorie inertizzate nel vetro; non normale vetro ma particolari amalgame contenenti Silicio, Boro Allumino e Zirconio, tipo R7T7 francese (N.B. si deduce ragionevolmente che la sola vetrificazione possa garantire la tenuta per almeno 1 milione di anni). I cask sono sottoposti a dure prove di resistenza meccanica, resistenza alla corrosione, al calore di decadimento e all’auto irradiazione.
      Il rame puro (privo di ossigeno come senza ossigeno è l’acqua a profondità minerarie) dei cask è difficilmente attaccabile dalla corrosione e completamente impermeabile. Il rame puro, come appurato da studi archeologici e chimici, rimane stabile per circa 500 milioni di anni. Gli stessi archeologi hanno rinvenuto oggetti in rame ad 9000 anni fa ancora in buone condizioni. Metallo duttile anche a basse temperature e, di conseguenza, resistente anche in caso di una glaciazione.
      Inoltre a supporto viene usata la bentonite roccia vulcanica, costituita in prevalenza di minerali argillosi, impiegata in molte industrie (p.e. in quella della ceramica) per la sua proprietà assorbimento dell’acqua e del fino ad occupare un volume parecchie volte superiore a quello del materiale secco e di dar luogo alla formazione di impremebili capaci di mitigare la temperatura dei fusti, assorbire eventuali fuoriuscite di gas, ecc.
      Tutto ciò non lo dico io ma il vasto campo dell’ingegneria nucleare che, da anni,. Lavora e progredisce (anche in Italia) nonostante l’imperare di un ambientalismo becero ed ottuso.
      Alcuni testi e siti che vi consiglio: Uranium Informatium Centre Ltd www.wic.com; Nuclear Energy Instiute www.nei.org, progetto finlandese depositi scorie www.posiva.fi/englanti/ , “La tematica delle scorie nucleari” di V. Romanello, G. Lo monaco, N. Cerullo; “Glass packages guaranteed fo million years” www.ocrwm.doe.gov

      Saluti.

    17. domenico scrive:

      aggiungo le scorie non vengono solo vetrificate ma anche molto diluite per limitare il calore , non serve areare per raffreddare.

    18. Luca M scrive:

      ero a conoscenza di questi fenomeni..tuttavia se questi fossero 2 esempi “riusciti”, potrebbero anke essercene altri “non riusciti” ..mi spiego?

      non voglio sembrare ostinato e irremovibile sui “miei punti”, sono abbastanza ignorante in materia, non lo nego..sto ponendo domande alle quali voi molto gentilmente state rispondendo..quindi me ne approfitto :-P

      Saluti e grazie a tutti =)

    19. Edoardo scrive:

      per Luca:
      di analoghi “naturali” ve ne sono stati altri, magari meno eclatanti e molto più contenuti, ed hanno ribadito le analisi scientifiche fatte sui precedenti.
      Tieni presente che prima di dare un vero e proprio avvio avvio alla produzione commerciale di energia tramite il nucleare (anni ‘50/’60) furono fatte approfondite ricerche sia sulle disponibilità di uranio sia sul possibile contenimento delle scorie (in Italia, uno dei pionieri, fu certamente il compianto prof. Felice Ippolito)
      Io, da ex antinuclearista, rispetto le tue opinioni e certamente non voglio convincere nessuno: non sono solo d’accordo su delle affermazioni false ed ideologiche che si fanno sul nucleare. Essa, sembra strano, è l’unica fonte di energia che, già dal momento in cui viene prodotta, ci si preoccupa di mettere in sicurezza i residui.
      I residui delle altre fonti fossili largamente usate, invece, vengono smaltite direttamente nei nostri apparati respiratori con un “notevole abbattimento dei costi”!
      Concludo aggiungendo che da un’indagine sul Sole24Ore le rinnovabili negli anni ‘80 ricoprivano il 14,40% del fabbisogno mondiale. Dati aggiornati al 2006 evidenziano che questa percentuale è scesa al 13,60%… Allora tutti i discorsi che si fanno su sole, vento, biomasse, ecc.?
      Sono convinto che solo un mix energetico che comprende più fonti (tra cui il nucleare e, benissimo le rinnovabili) ci possa garantire un futuro più “energeticamente” sostenibile.
      Grazie per l’attenzione.

    20. Giovanni Basini scrive:

      Perdonatemi per l’intervento guastafeste.

      Daniele quando dici: - IL COMBUSTIBILE NUCLEARE NON SAPPIAMO COME SMALTIRLO E L’UNICA SOLUZIONE E’ NASCONDERLO SOTTO IL TAPPETO -

      Dici una cosa

      A) errata, sappiamo come smaltirlo, appunto buttandolo sotto terra o altrove.

      B) intellettualmente scorretta, NESSUNA scoria viene smaltita altro che buttandola da qualche parte in qualche forma. E ciò per le leggi di conservazione, non perchè siamo dei cattivoni.

      C) autolesionista, perchè dicendo una cosa simile dai corda a chi vuole buttare “sotto il tappeto”, pardon SOPRA, cioè in atmosfera, scorie ben più numerose, ed egualmente pericolose, di quelle nucleari. Non mi dire che le rinnovabili coprono il carico tolto al nucleare perchè altrimenti mi uccidi dal ridere!

      ——

      Detto questo mi pregio di sottolineare che buttando continuamente un grammo di scorie, anche non vetrificate, ogni tot. km3 di oceano non si verificherebbe alcun aumento rilevabile di alcuna patologia per alcunchè di vivente. Ci sono megatonnellate di uranio sparse nell’acqua (40% del totale stimato mondiale giusto?) eppure non stiamo morendo in massa da quando abbiam cominciato a mangiare pesce e bere acqua dissalata. L’ambiente ha contenuto l’energia sprigionata dal maglio nucleare dell’uomo, l’ha contenuta racchiusa nella materia, ce l’ha ridotta in secoli. Pensare che l’ambiente non possa reggere una così minima frazione dell’energia contenuta in esso [che peraltro nemmeno è mai uscita, perchè le centrali nucleari SONO parte dell’ambiente] è puerile. Se il problema è la radiotossicità verso l’uomo bene sia chiaro che essa è conseguenza della CONCENTRAZIONE delle scorie, non della loro semplice esistenza sulla superficie, limitiamoci a prenderle e diluirle di materiale inerte. Nessuna fiala di nitroglicerina puo’ esplodere se la si è diluita nel sangue di cento pazienti come medicina! [e succede sul serio] Viceversa puo’ fargli bene!

      Prendiamo atto dell’ormesi e cominciamo a comportarci da persone razionali, senza l’idiota tabù delle scorie pericolose.

      La Convenzione di Londra ha proibito lo smaltimento in mare, semplicemente perchè sarebbe stato un “disinnescare la mina” sgradito alle compagnie petrolifere, le vere “antinucleariste”. Per quanto mi riguarda io, a prescindere dal diritto internazionale e dal senso comune idiota prevalente, continuo a gridare l’esistenza di uno smaltimento SICURO ED ECONOMICO delle scorie, il quale passa per la semplice dispersione di esse nell’ambiente. Tramite siluri sul fondo o tramite diluizione poco cambia. l’importante è che quelle scorie stiano lù fuori SPARSE e non messe in un solo stupido punto , in cui se qualcuno tra duecentomila anni passa, c’è un terremoto e cade nel pozzo si fa male sul serio! [ma guarda le pippe mentali che dobbiamo farci per seguire le idee dei catastrofisti cmq…]

      Giovanni

    21. Marco scrive:

      E pensare che la GE avrebbe avuto pure uno stabilimento italiano (il Nuovo Pignone di Firenze). E pensare che nello stabilimento ci sono ancora le campate N (indovinate cosa stava a significare N). E pensare che all’ingresso di ingegneria a Firenze c’è una bellissima turbina per l’arricchimento dell’uranio.

      Al di là degli aspetti economici, la perdita di tutto questo know-how è secondo me l’aspetto più tragico.

    22. Edoardo scrive:

      Sono d’accordo col Sig. Basini e Marco.
      Proprio a Marco voglio sottolineare che il know - how c’è ancora anche se ha dobutto difendersi con i denti per non essere ghettizzato. La nascita nel 2005 dell’ANSALDO NUCLEARE (Finmeccanica) a Genova che sta partecipando alla costruzione della nuova centrale nucleare a Chernavoda in Romania (nuovo membro CEE) ci fa ben sperare.

      Grazie per l’attenzione

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