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	<title>Comments on: Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 20:15:32 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: Vittorio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-635</link>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2006 17:02:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-635</guid>
					<description>Grazie della risposta, comunque &quot;appunti di impianti nucleari&quot; che ho io deve essere un'estratto poichÃ¨ manca di questa parte e non sono nemmeno 4  volumi, ma bensÃ¬ 1. VedrÃ² di trovare l'edizione originale.

Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Grazie della risposta, comunque &#8220;appunti di impianti nucleari&#8221; che ho io deve essere un&#8217;estratto poichÃ¨ manca di questa parte e non sono nemmeno 4  volumi, ma bensÃ¬ 1. VedrÃ² di trovare l&#8217;edizione originale.</p>
	<p>Saluti.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-632</link>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2006 00:14:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-632</guid>
					<description>Si, il piano nucleare non era male, ma quello che il prof. Silvestri contestava era la maniera arruffona in cui si fanno le cose in Italia. Si voleva fare di tutto e di piÃ¹ (i cicli al torio negli anni '60, come dire che oggivogliamo fare i personal computer per la grande distribuzione al superconduttore!) - come poi sia andata a finire l'abbiamo visto tutti.

CiÃ² detto il nostro programma nucleare era di tutto rispetto, ed anche la preparazione dei nostri tecnici aveva ben poco da invidiare (e ribadisco che Ã¨ ancora cosÃ¬ in buona parte, nonostante tutto, prova ne Ã¨ il numero di assunzioni in campo nucleare dell'Ansaldo).

Ti devo corregere; ra gli appunti di impianti (4 libri in tutto) nucleari c'Ã¨ 'essons of nuclear plants -Part IIB: Advanced Reactors', B. Guerrini, S. Paci - Edizioni SEU. E' in inglese, ma sono trattate tutte le filiere innovative

Quanto ai reattori sovietici qui in Italia, almeno nei corsi universitari, non si studiano piÃ¹ di tanto (perchÃ¨ non hanno niente a che fare con gli impianti occidentali - anche se ci si comincia ad interessare alla filiera VVER).
Comunque potresti guardare qualcosa su 'Nuclear Reactor Engineering', di S. Glasstone and A. Sesonske (per molte cose Ã¨ stato la mia bibbia)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Si, il piano nucleare non era male, ma quello che il prof. Silvestri contestava era la maniera arruffona in cui si fanno le cose in Italia. Si voleva fare di tutto e di piÃ¹ (i cicli al torio negli anni &#8216;60, come dire che oggivogliamo fare i personal computer per la grande distribuzione al superconduttore!) - come poi sia andata a finire l&#8217;abbiamo visto tutti.</p>
	<p>CiÃ² detto il nostro programma nucleare era di tutto rispetto, ed anche la preparazione dei nostri tecnici aveva ben poco da invidiare (e ribadisco che Ã¨ ancora cosÃ¬ in buona parte, nonostante tutto, prova ne Ã¨ il numero di assunzioni in campo nucleare dell&#8217;Ansaldo).</p>
	<p>Ti devo corregere; ra gli appunti di impianti (4 libri in tutto) nucleari c&#8217;Ã¨ &#8216;essons of nuclear plants -Part IIB: Advanced Reactors&#8217;, B. Guerrini, S. Paci - Edizioni SEU. E&#8217; in inglese, ma sono trattate tutte le filiere innovative</p>
	<p>Quanto ai reattori sovietici qui in Italia, almeno nei corsi universitari, non si studiano piÃ¹ di tanto (perchÃ¨ non hanno niente a che fare con gli impianti occidentali - anche se ci si comincia ad interessare alla filiera VVER).<br />
Comunque potresti guardare qualcosa su &#8216;Nuclear Reactor Engineering&#8217;, di S. Glasstone and A. Sesonske (per molte cose Ã¨ stato la mia bibbia)&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: Vittorio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-631</link>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2006 09:34:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-631</guid>
					<description>Gentile ing. Vincenzo Romanello,

voglio ringraziarti per la tempestiva risposta, Ã¨ veramente un piacere parlare con persone preparate su questo argomento, anche se almeno in italia sono molto rare!  
Se Ã¨ possibile vorrei sapere, visto che hai a che fare con l'UniversitÃ  di Pisa, se c'Ã¨ del materiale sul funzionamento dei reattori ABWR e magari anche sui reattori di tipo sovietico, ti chiedo questo perchÃ¨ ho letto: &quot;Appunti di impianti nucleari&quot; della stessa UniversitÃ  e sono veramente ben fatti, anche se purtroppo non sono riportate le tipologie suddette.
CercherÃ² di reperire il libro che hai indicato, anche se secondo me il programma nucleare dell'ENEL non era affatto male, anzi finche non Ã¨ stato fermato molti obbiettivi erano stati raggiunti, basti pensare a Montalto di Castro con 4 unitÃ  BWR_6 fermato con uno stato di avanzamento lavori oltre l'80% e a  Trino 2.

Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Gentile ing. Vincenzo Romanello,</p>
	<p>voglio ringraziarti per la tempestiva risposta, Ã¨ veramente un piacere parlare con persone preparate su questo argomento, anche se almeno in italia sono molto rare!<br />
Se Ã¨ possibile vorrei sapere, visto che hai a che fare con l&#8217;UniversitÃ  di Pisa, se c&#8217;Ã¨ del materiale sul funzionamento dei reattori ABWR e magari anche sui reattori di tipo sovietico, ti chiedo questo perchÃ¨ ho letto: &#8220;Appunti di impianti nucleari&#8221; della stessa UniversitÃ  e sono veramente ben fatti, anche se purtroppo non sono riportate le tipologie suddette.<br />
CercherÃ² di reperire il libro che hai indicato, anche se secondo me il programma nucleare dell&#8217;ENEL non era affatto male, anzi finche non Ã¨ stato fermato molti obbiettivi erano stati raggiunti, basti pensare a Montalto di Castro con 4 unitÃ  BWR_6 fermato con uno stato di avanzamento lavori oltre l&#8217;80% e a  Trino 2.</p>
	<p>Saluti.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-629</link>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2006 23:26:57 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-629</guid>
					<description>1) Si, i guanti, i soprascarpe, ecc. di carta che vengono utilizzati durante una visita ad un impianto nucleare divengono anch'essi una scoria radioattiva.
Trattasi perÃ² di scorie di IÂ° categoria: presentano una radioattivitÃ  bassissima, e raggiungono livelli non pericolosi per decadimento (il grande vantaggio delle scorie nucleari!) entro pochi mesi o al piÃ¹ qualche anno.
Basta tenerli al sicuro da qualche parte per questo breve lasso di tempo e poi smaltirli come normale rifiuto.
In altri termini: non possono rappresentare un problema!

2) Utilizzo il millirem perchÃ¨ cito fonti di letteratura che utilizzano tale misura (e non ho volutamente fatto la conversione). Peraltro molti ottimi articoli/testi riportano le grandezze in Rem (e quindi la loro interpretazione risulta piÃ¹ semplice, anche se, giustamente ma lentamente, stiamo passando al sistema SI)

3) Non ho notizie specifiche su come sono state esercite le centrali nucleari italiane: del resto il nucleare in Italia Ã¨ stato gestito come sappiamo...
Certo Ã¨ perÃ² che negli anni '60 l'Italia aveva ambizioni fantascientifiche in tale settore: voleva realizzare cicli al plutonio, reattori ad organico, cicli al torio (!!!) - il famoso PRO PCUT EUREX IBI RAPTUS, come indicato dal bel libro del Prof. Silvestri 'Il costo della menzogna - Italia nucleare al 1945 al 1968'.

Nel mondo il plutonio viene utilizzato (in Francia ad esempio) in combustibili MOX al 30% (laggiÃ¹ viene consderato un combustibile , ovvero una ricchezza). Molti sono i progetti nel mondo atti a bruciare tale nuclide (producendo energia e riducendo drasticamente il problema delle scorie).</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>1) Si, i guanti, i soprascarpe, ecc. di carta che vengono utilizzati durante una visita ad un impianto nucleare divengono anch&#8217;essi una scoria radioattiva.<br />
Trattasi perÃ² di scorie di IÂ° categoria: presentano una radioattivitÃ  bassissima, e raggiungono livelli non pericolosi per decadimento (il grande vantaggio delle scorie nucleari!) entro pochi mesi o al piÃ¹ qualche anno.<br />
Basta tenerli al sicuro da qualche parte per questo breve lasso di tempo e poi smaltirli come normale rifiuto.<br />
In altri termini: non possono rappresentare un problema!</p>
	<p>2) Utilizzo il millirem perchÃ¨ cito fonti di letteratura che utilizzano tale misura (e non ho volutamente fatto la conversione). Peraltro molti ottimi articoli/testi riportano le grandezze in Rem (e quindi la loro interpretazione risulta piÃ¹ semplice, anche se, giustamente ma lentamente, stiamo passando al sistema SI)</p>
	<p>3) Non ho notizie specifiche su come sono state esercite le centrali nucleari italiane: del resto il nucleare in Italia Ã¨ stato gestito come sappiamo&#8230;<br />
Certo Ã¨ perÃ² che negli anni &#8216;60 l&#8217;Italia aveva ambizioni fantascientifiche in tale settore: voleva realizzare cicli al plutonio, reattori ad organico, cicli al torio (!!!) - il famoso PRO PCUT EUREX IBI RAPTUS, come indicato dal bel libro del Prof. Silvestri &#8216;Il costo della menzogna - Italia nucleare al 1945 al 1968&#8242;.</p>
	<p>Nel mondo il plutonio viene utilizzato (in Francia ad esempio) in combustibili MOX al 30% (laggiÃ¹ viene consderato un combustibile , ovvero una ricchezza). Molti sono i progetti nel mondo atti a bruciare tale nuclide (producendo energia e riducendo drasticamente il problema delle scorie).
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: Vittorio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-628</link>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2006 18:52:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-628</guid>
					<description>Gentile Ing. Vincenzo Romanello,

ho letto l'articolo sulla sistemazione delle scorie, per quanto riguarda i rifiuti di terza categoria ok, quelli di seconda forse, ma qelli di prima categoria che fine fanno? Mica vengono inviati nei siti per lo stoccaggio?
Sarebbe uno spreco inutile! In occasione di una mia visita ad un ex impianto italiano la guida mi fece notare che l'abbigliamento in tyrek monouso ed i relativi accessori venivano considerati scorie nucleari, io rimasi perplesso e mi sentii anche in colpa per aver creato dei rifiuti nucleari solo per fare una passeggiata nella zona controllata! Se non sbaglio mi pare di ricordare che addirittura la carta con cui ci si asciuga le mani dopo averle lavate all'uscita della zona viena considerato rifiuto di prima categoria. Le sarei grato se potesse illuminarmi sulla fine che fanno questi rifiuti!         
 PerchÃ¨ nell'articolo Ã¨ stata utilizzata come unitÃ  di misura il &quot;rem&quot; e non invece i Sievert che oggi Ã¨ l'unitÃ  di misura di riferimento per l'esposizione umana alle radiazioni?
Un'altra domanda, ho letto delle pubblicazioni ENEL in cui si riportava che l'azienda in questione aveva avviato fin dal 1966 un programma per il riciclo del plutonio nei reattori di potenza(in quanto il plutonio possiede proprietÃ  nucleari che lo rendono sostitutivo dell'uranio 235 quale isotopo fissile negli elementi di combustibile). Si riporta anche: 

&quot;Tale programma, giunto oggi alla maturitÃ  industriale con l'utilizzazione di intere ricariche di combustibile arricchito al plutonio, pone l'ENEL in una netta posizione di avangurdia tecnologica, quale primo esercente di centrali nucleari al mondo ad avere lanciato e positivamente concluso una simile esperienza.  In collaborazione con l'EURATOM, si avvio nel 1966 uno studio di fattibilitÃ  e di convenienza di un tale riciclo; lo studio si concluse con la scelta del reattore bwr del Garigliano quale strumento di prova sperimentale. Furono quindi iniziati gli studi teorico-sperimentali volti a determinare tutti i parametri necessari per la progettazionedi elementi di combustibile arricchiti al plutonio.
La parte sperimentale di tali studi fu condotta in collaborazione con l'Ente Atomico Britannico (UKAEA) che realizzÃ² alcune esperienze nei propri laboratori. A conclusione di tali studi si decise la realizzazione di 12 elementi di combustibile al plutonio, progettati in collaborazione tra l'ENEL, l'UKAEA e la General Electric Company, costruttrice del reattore.
Questi 12 elementi furono inseriti nel reattore del Gariglianonel 1968 seguiti da altri 4 elementi nel1970.
Il comportamento di tali elementi Ã¨ stato costantemente seguito con: misure di scansione gamma tendenti a verificare la distribuzione di potenza  con il progredire dell'irraggiamento, verifiche di integritÃ  fisica e dimensionale degli elementi, asportazione di alcune barrette selezionateper esami distruttivi volti a verificare la metamorfosi del combustibile e le sue interazioni fisico-chimiche con la guaina.
Nel 1971 si decise di alimentare in via definitiva il reattore del Garigliano con elementi di combustibile arricchiti al 2% in plutonio; una prima ricarica, costituita da 46 elementi, verra inserita nel reattore in occasione della prossima fermata programmata per l'estate 1975.
I positivi risultati ottenuti con l'esperienza del garigliano hanno inoltre indotto l'ENEL ad effettuare il riciclo del plutonio anche nel reattore di Trino Vercellese.
Date le diverse caratteristiche di un reattore pwr rispetto al bwr, le ricariche di Trino saranno costituite sia da elementi di combustibile arricchiti in uranio 235 e sia da elementi arricchiti in plutonio. La prima partita di 8 elementi al plutonio verrÃ  inserita in via sperimentale durante la ricarica del 1976&quot;

Sai dirmi come Ã¨ andata a finire? Gli elementi arricchiti al plutonio vengono ancora utilizzati al giorno d'oggi? Sono stati utilizzati anche nella centrale di Caorso?

Ti ringrazio anticipatamente.
           
          Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Gentile Ing. Vincenzo Romanello,</p>
	<p>ho letto l&#8217;articolo sulla sistemazione delle scorie, per quanto riguarda i rifiuti di terza categoria ok, quelli di seconda forse, ma qelli di prima categoria che fine fanno? Mica vengono inviati nei siti per lo stoccaggio?<br />
Sarebbe uno spreco inutile! In occasione di una mia visita ad un ex impianto italiano la guida mi fece notare che l&#8217;abbigliamento in tyrek monouso ed i relativi accessori venivano considerati scorie nucleari, io rimasi perplesso e mi sentii anche in colpa per aver creato dei rifiuti nucleari solo per fare una passeggiata nella zona controllata! Se non sbaglio mi pare di ricordare che addirittura la carta con cui ci si asciuga le mani dopo averle lavate all&#8217;uscita della zona viena considerato rifiuto di prima categoria. Le sarei grato se potesse illuminarmi sulla fine che fanno questi rifiuti!<br />
 PerchÃ¨ nell&#8217;articolo Ã¨ stata utilizzata come unitÃ  di misura il &#8220;rem&#8221; e non invece i Sievert che oggi Ã¨ l&#8217;unitÃ  di misura di riferimento per l&#8217;esposizione umana alle radiazioni?<br />
Un&#8217;altra domanda, ho letto delle pubblicazioni ENEL in cui si riportava che l&#8217;azienda in questione aveva avviato fin dal 1966 un programma per il riciclo del plutonio nei reattori di potenza(in quanto il plutonio possiede proprietÃ  nucleari che lo rendono sostitutivo dell&#8217;uranio 235 quale isotopo fissile negli elementi di combustibile). Si riporta anche: </p>
	<p>&#8220;Tale programma, giunto oggi alla maturitÃ  industriale con l&#8217;utilizzazione di intere ricariche di combustibile arricchito al plutonio, pone l&#8217;ENEL in una netta posizione di avangurdia tecnologica, quale primo esercente di centrali nucleari al mondo ad avere lanciato e positivamente concluso una simile esperienza.  In collaborazione con l&#8217;EURATOM, si avvio nel 1966 uno studio di fattibilitÃ  e di convenienza di un tale riciclo; lo studio si concluse con la scelta del reattore bwr del Garigliano quale strumento di prova sperimentale. Furono quindi iniziati gli studi teorico-sperimentali volti a determinare tutti i parametri necessari per la progettazionedi elementi di combustibile arricchiti al plutonio.<br />
La parte sperimentale di tali studi fu condotta in collaborazione con l&#8217;Ente Atomico Britannico (UKAEA) che realizzÃ² alcune esperienze nei propri laboratori. A conclusione di tali studi si decise la realizzazione di 12 elementi di combustibile al plutonio, progettati in collaborazione tra l&#8217;ENEL, l&#8217;UKAEA e la General Electric Company, costruttrice del reattore.<br />
Questi 12 elementi furono inseriti nel reattore del Gariglianonel 1968 seguiti da altri 4 elementi nel1970.<br />
Il comportamento di tali elementi Ã¨ stato costantemente seguito con: misure di scansione gamma tendenti a verificare la distribuzione di potenza  con il progredire dell&#8217;irraggiamento, verifiche di integritÃ  fisica e dimensionale degli elementi, asportazione di alcune barrette selezionateper esami distruttivi volti a verificare la metamorfosi del combustibile e le sue interazioni fisico-chimiche con la guaina.<br />
Nel 1971 si decise di alimentare in via definitiva il reattore del Garigliano con elementi di combustibile arricchiti al 2% in plutonio; una prima ricarica, costituita da 46 elementi, verra inserita nel reattore in occasione della prossima fermata programmata per l&#8217;estate 1975.<br />
I positivi risultati ottenuti con l&#8217;esperienza del garigliano hanno inoltre indotto l&#8217;ENEL ad effettuare il riciclo del plutonio anche nel reattore di Trino Vercellese.<br />
Date le diverse caratteristiche di un reattore pwr rispetto al bwr, le ricariche di Trino saranno costituite sia da elementi di combustibile arricchiti in uranio 235 e sia da elementi arricchiti in plutonio. La prima partita di 8 elementi al plutonio verrÃ  inserita in via sperimentale durante la ricarica del 1976&#8243;</p>
	<p>Sai dirmi come Ã¨ andata a finire? Gli elementi arricchiti al plutonio vengono ancora utilizzati al giorno d&#8217;oggi? Sono stati utilizzati anche nella centrale di Caorso?</p>
	<p>Ti ringrazio anticipatamente.</p>
	<p>          Saluti.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: DANIELE.41</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-623</link>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2006 10:27:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-623</guid>
					<description>Per tutti.
Se dalle frasi fatte si passa a dati tecnici ok. Comunque a questo punto questo fine settimana mi informerÃ² su Garigliano e risponderÃ². Certo a leggere che centrali come il Garigliano sono poi state costruite con modifiche al progetto giÃ  dice qualcosa. Per quanto riguarda l'architettura vieni a Firenze a vedere lo stadio comunale. Le scale elicoidali esterne sono letteratura... perÃ² si parla di palla non di barre radioattive.

Vorrei che tutti, Eva compresa, si collegassero a questo indirizzo

http://www.carta.org/cartamondo/archivio/oceania/040430australia.htm

parla delle miniere uranifere in Austrialia e dell'inquinamento che questa estrazione comporta.

Vi riporto anche uno stralcio

Australia. Lâ€™uranio non Ã¨ potabile

Eâ€™ la terza compagnia mineraria del mondo, i suoi interessi si estendono dallâ€™alluminio ai diamanti, dal carbone allâ€™oro, dal rame allâ€™uranio. Sono anni che lâ€™australiana Rio Tinto trova sulla propria strada le proteste degli indigeni, degli ambientalisti e degli attivisti dei diritti umani che denunciano i gravi danni ambientali e sulla salute delle sue attivitÃ , oltre alle violazioni dei diritti umani e di quelli dei lavoratori della stessa multinazionale. Un caso emblematico Ã¨ quello di Freeport, il piÃ¹ grande giacimento aurifero del pianeta, in Papua occidentale. Ma anche in Australia la Rio Tinto non scherza: le attivitÃ  estrattive di uranio nelle miniere di Ranger e Jabiluka, nei territori del nord abitati dagli aborigeni Mirrar, hanno avvelenato lâ€™acqua potabile con livelli di uranio che superano di 400 volte quelli consentiti dalla legislazione australiana. Almeno 24 lavoratori della miniera di Ranger hanno riportato gravi forme di intossicazione con malattie della pelle e problemi muscolari. Il 22 aprile i Mirrar, insieme con gli attivisti australiani e un gruppo di persone della Papua occidentale, si sono dati appuntamento a Brisbane in occasione dellâ€™Assemblea generale della Rio Tinto. Hanno chiesto che le miniere di Ranger e Jabiluka vengano chiuse, che la terra sia liberata dai veleni e restituita alla comunitÃ  indigena, e che le attivitÃ  estrattive di uranio della compagnia cessino in tutto il mondo. [A.M.]

A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per tutti.<br />
Se dalle frasi fatte si passa a dati tecnici ok. Comunque a questo punto questo fine settimana mi informerÃ² su Garigliano e risponderÃ². Certo a leggere che centrali come il Garigliano sono poi state costruite con modifiche al progetto giÃ  dice qualcosa. Per quanto riguarda l&#8217;architettura vieni a Firenze a vedere lo stadio comunale. Le scale elicoidali esterne sono letteratura&#8230; perÃ² si parla di palla non di barre radioattive.</p>
	<p>Vorrei che tutti, Eva compresa, si collegassero a questo indirizzo</p>
	<p><a href='http://www.carta.org/cartamondo/archivio/oceania/040430australia.htm' rel="nofollow" target="_blank">carta.org/cartamondo/archivio/oceania/040430australia.htm</a></p>
	<p>parla delle miniere uranifere in Austrialia e dell&#8217;inquinamento che questa estrazione comporta.</p>
	<p>Vi riporto anche uno stralcio</p>
	<p>Australia. Lâ€™uranio non Ã¨ potabile</p>
	<p>Eâ€™ la terza compagnia mineraria del mondo, i suoi interessi si estendono dallâ€™alluminio ai diamanti, dal carbone allâ€™oro, dal rame allâ€™uranio. Sono anni che lâ€™australiana Rio Tinto trova sulla propria strada le proteste degli indigeni, degli ambientalisti e degli attivisti dei diritti umani che denunciano i gravi danni ambientali e sulla salute delle sue attivitÃ , oltre alle violazioni dei diritti umani e di quelli dei lavoratori della stessa multinazionale. Un caso emblematico Ã¨ quello di Freeport, il piÃ¹ grande giacimento aurifero del pianeta, in Papua occidentale. Ma anche in Australia la Rio Tinto non scherza: le attivitÃ  estrattive di uranio nelle miniere di Ranger e Jabiluka, nei territori del nord abitati dagli aborigeni Mirrar, hanno avvelenato lâ€™acqua potabile con livelli di uranio che superano di 400 volte quelli consentiti dalla legislazione australiana. Almeno 24 lavoratori della miniera di Ranger hanno riportato gravi forme di intossicazione con malattie della pelle e problemi muscolari. Il 22 aprile i Mirrar, insieme con gli attivisti australiani e un gruppo di persone della Papua occidentale, si sono dati appuntamento a Brisbane in occasione dellâ€™Assemblea generale della Rio Tinto. Hanno chiesto che le miniere di Ranger e Jabiluka vengano chiuse, che la terra sia liberata dai veleni e restituita alla comunitÃ  indigena, e che le attivitÃ  estrattive di uranio della compagnia cessino in tutto il mondo. [A.M.]</p>
	<p>A presto.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: eva</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-622</link>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2006 09:59:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-622</guid>
					<description>Domenico, credo di doverti correggere riguardo i pannelli solari: una cella fotovoltaica di dimensioni 10x10 cm si comporta come una minuscola batteria, e nelle condizioni di soleggiamento tipiche dell'Italia (1 kW/m2), alla temperatura di 25Â°C fornisce una corrente di 3 A, con una tensione di 0,5 V e una potenza pari a 1,5-1,7 Watt di picco. PiÃ¹ celle costituiscono un modulo e piÃ¹ moduli collegati in serie costituiscono formano un pannello! La durata dell'impianto Ã¨ solitamente considerata superiore ai 30 anni e non 5!!!!!! Per questo impiato il costo del chilowattora Ã¨ di circa 0,34euro, IVA esclusa. Costo ancora troppo alto per poter competere con quello da fonti fossili. A parte questo io rimango del parere di incentivare le fonti alternative e di migliorare gli impianti nucleari...per sostituire i combustibili fossili!!! Ma cosa costerebbe allo stato contribuire nel mettere pannelli sugli edifici pubblici almeno????
Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Domenico, credo di doverti correggere riguardo i pannelli solari: una cella fotovoltaica di dimensioni 10&#215;10 cm si comporta come una minuscola batteria, e nelle condizioni di soleggiamento tipiche dell&#8217;Italia (1 kW/m2), alla temperatura di 25Â°C fornisce una corrente di 3 A, con una tensione di 0,5 V e una potenza pari a 1,5-1,7 Watt di picco. PiÃ¹ celle costituiscono un modulo e piÃ¹ moduli collegati in serie costituiscono formano un pannello! La durata dell&#8217;impianto Ã¨ solitamente considerata superiore ai 30 anni e non 5!!!!!! Per questo impiato il costo del chilowattora Ã¨ di circa 0,34euro, IVA esclusa. Costo ancora troppo alto per poter competere con quello da fonti fossili. A parte questo io rimango del parere di incentivare le fonti alternative e di migliorare gli impianti nucleari&#8230;per sostituire i combustibili fossili!!! Ma cosa costerebbe allo stato contribuire nel mettere pannelli sugli edifici pubblici almeno????<br />
Saluti.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: domenico</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-621</link>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2006 06:44:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-621</guid>
					<description>non entro nemmeno di striscio in certi commenti che precedono, secondo me non degni di essere cestinati?

ma vi rendete conto? in Italia il nucleare Ã¨ un via , assolutamente, obbligata; si puÃ² fare ora o tra qualche anno, ma non ci piove andrÃ  fatto costi quel che scosti o saranno danni seri molto seri dalle conseguenze nefaste, il difficile Ã¨ dire quanto questa nazione arretrerÃ , mi vien in mente l' argantina o peggio, forse ci stabilizzeremo con un'economia tipo anni 50.

due divagazioni sulle energie alternative:
mi pare che giÃ  il nome alternative  fa pensare che vadano pene per gli alternativi che conosciamo bene........................................................

pannelli fotovoltaici

sono la fonte piÃ¹ inquinante e dispendiosa; con il loro rendimento che non raggiunge il 10% senza contare lo smaltimanto degli stessi dentro ai pannelli c'Ã¨ silicio iperpuro ossido di berilio arseniuro di gallio e dopo 5 anni vanno cambiati, senza contare ,poi, che generano corrente continua in una scala di grandezza paragonabile a quella delle pile, per cui ne servono tantissimi in prallelo per ottenere un po' di ampere serve poi un survolatore che alzi la tensione da 20-30 volt a 400 volt alternati trifase per poter mettere in rete questo pizzico di energia che ben inteso c'Ã¨ solo con il sole , qundi niente di notte e quando c'Ã¨ nuvolo, non voglio nemeno pensare cosa succederebbe ai tanto osannati pannelli nel caso di una bella grandinata con chicchi grossi come uova Ã¨ proprio alternativa e anche fantasiosa , evviva la fantasia al potere! , Ã¨ solo la mia opinione,


areogeneratori:

qui sembra che le cose vadano meglio, ma riscontri ogettivi che ho avuto modo di constatare mi fanno pensare il contrario, qua vicino dove abito Ã¨ istallato un areogeneratore e piÃ¹ volte sono andato a vedere come funziona, invitato dai tecnici

orbene secondo me quei cosi non vanno es. in effetti appena c'Ã¨ vento si nette a girare e gira per un po' a vuoto poi quando Ã¨ ora ,in atomatico, viene messo in prallelo alla rete e a quel punto si ferma sotto il carico cui dovrebbe rispondere da aggiungere ,inoltre, che Ã¨ quasi sempre fermo , non c'Ã¨ vento in quella zona ma questo Ã¨ un altro discorso.

 Non so cosa vogliamo fare ma queste due ipotesi mi sembrano da scartare come ampiamente  motivato 

si attendono ovviamente le solite critiche retoriche e manichee.

distintamente</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>non entro nemmeno di striscio in certi commenti che precedono, secondo me non degni di essere cestinati?</p>
	<p>ma vi rendete conto? in Italia il nucleare Ã¨ un via , assolutamente, obbligata; si puÃ² fare ora o tra qualche anno, ma non ci piove andrÃ  fatto costi quel che scosti o saranno danni seri molto seri dalle conseguenze nefaste, il difficile Ã¨ dire quanto questa nazione arretrerÃ , mi vien in mente l&#8217; argantina o peggio, forse ci stabilizzeremo con un&#8217;economia tipo anni 50.</p>
	<p>due divagazioni sulle energie alternative:<br />
mi pare che giÃ  il nome alternative  fa pensare che vadano pene per gli alternativi che conosciamo bene&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
	<p>pannelli fotovoltaici</p>
	<p>sono la fonte piÃ¹ inquinante e dispendiosa; con il loro rendimento che non raggiunge il 10% senza contare lo smaltimanto degli stessi dentro ai pannelli c&#8217;Ã¨ silicio iperpuro ossido di berilio arseniuro di gallio e dopo 5 anni vanno cambiati, senza contare ,poi, che generano corrente continua in una scala di grandezza paragonabile a quella delle pile, per cui ne servono tantissimi in prallelo per ottenere un po&#8217; di ampere serve poi un survolatore che alzi la tensione da 20-30 volt a 400 volt alternati trifase per poter mettere in rete questo pizzico di energia che ben inteso c&#8217;Ã¨ solo con il sole , qundi niente di notte e quando c&#8217;Ã¨ nuvolo, non voglio nemeno pensare cosa succederebbe ai tanto osannati pannelli nel caso di una bella grandinata con chicchi grossi come uova Ã¨ proprio alternativa e anche fantasiosa , evviva la fantasia al potere! , Ã¨ solo la mia opinione,</p>
	<p>areogeneratori:</p>
	<p>qui sembra che le cose vadano meglio, ma riscontri ogettivi che ho avuto modo di constatare mi fanno pensare il contrario, qua vicino dove abito Ã¨ istallato un areogeneratore e piÃ¹ volte sono andato a vedere come funziona, invitato dai tecnici</p>
	<p>orbene secondo me quei cosi non vanno es. in effetti appena c&#8217;Ã¨ vento si nette a girare e gira per un po&#8217; a vuoto poi quando Ã¨ ora ,in atomatico, viene messo in prallelo alla rete e a quel punto si ferma sotto il carico cui dovrebbe rispondere da aggiungere ,inoltre, che Ã¨ quasi sempre fermo , non c&#8217;Ã¨ vento in quella zona ma questo Ã¨ un altro discorso.</p>
	<p> Non so cosa vogliamo fare ma queste due ipotesi mi sembrano da scartare come ampiamente  motivato </p>
	<p>si attendono ovviamente le solite critiche retoriche e manichee.</p>
	<p>distintamente
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: Vittorio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-620</link>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2006 00:24:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-620</guid>
					<description>Caro Daniele,

Forse non mi sono spiegato bene.....(poiche non Ã¨ educato dire ad una persona che non ha capito) Il reattore RBMK non era affatto un prototipo i progettisti sovietici all'epoca conoscevano bene i limiti di quel tipo di reattore! Il fatto Ã¨ che non gli interessava molto della sicurezza o quantomeno gli interessava meno del fatto che questo tipo di reattore serviva anche per la produzione di plutonio che come saprai durante la guerra fredda aveva un suo utilizzo e non Ã¨ difficile capire quale sia. E con la frase &quot;oggi non si costruiscono piu reattori del genere, quindi puoi stare tranquilla&quot; mi riferivo a questo specifico tipo di reattore e non volevo assolutamente generalizzare.

Sul reattore del Garigliano credimi non credo che tu possa saperne piu di me!  Almeno ci sei stato?  Prima cosa non Ã¨ il primo reattore italiano!
Il primo Ã¨ quello di Latina la cui costruzione Ã¨ iniziata il 01/11/1958 e la prima criticitÃ  Ã¨ avvenuta il 27/12/1962.  Invece i lavori al Garigliano sono iniziati il 01/11/1959 e la prima criticitÃ  Ã¨ avvenuta il 05/06/1963 quella con cui indichi la costruzione(1957)Ã¨ in realtÃ  l'anno di fondazione della societÃ  SENN (SocietÃ  Elettro Nucleare Nazionale) del gruppo IRI. La centrale del Garigliano Ã¨ progettualmente riconducibile a Dresden_1 entrambi gli impianti sono a ciclo duale per far fronte a variazioni di carico esterno vi sono perÃ² alcune differenze per i due impianti, nella centrale di Dresden vi sono 4 generatori di vapore secondari mentre in quella del Garigliano 2. Nella centrale di Dresden l combustibile Ã¨ leggermente piu sfruttato, ma una grande differenza riguarda l'elemento di combustibile che nella centrale del Garigliano Ã¨ formato da 81 barrette (elemento 9x9) mentre in quella di Dresden Ã¨ formato da 36 barrette (elemento 6x6). Tale modifica ha comportato la soluzione di alcuni problemi.  Non Ã¨ vero che non sono state piu costruite centrali di questo tipo! La centrale di  Grundremingen rispetto al Garigliano si hanno delle modifiche come la separazione del vapore interna al recipiente in pressione, nella centrale di Tarapur(in funzione) vengono mantenute le stesse caratteristiche ma viene adottato il contenimento a soppressione di pressione abbandonando il caratteristico contenimento cilindrico che caratterizza esteticamente la centrale del garigliano. Bisogna aspettare  la centrale di Oyster Creek (in funzione)per avere il passaggio da ciclo duale a ciclo singolo. A partire da Dresden_2 cio Ã¨ stato reso possibile grazie all'adozione delle pompe a getto per la ricircolazionedell'acqua primaria che non avviena piu in modo naturale come nella centrale del garigliano. Ora mi sto dilungando troppo....
Comunque l'arresto della centrale del Garigliano  Ã¨ stato causato nel 1978 dalla presenza di cricche, anche passanti, in un generatore secondario, l'unico componente del ciclo vapore non costruito in Italia, ma bensÃ¬ in Svezia! Il guasto era stato risolto Bypassando il circuito del generatore e la centrale doveva essere riavviata nel 1980, cio non avvenne a causa del terremoto dell'Irpinia dello stesso anno che con la conseguente riclassificazione sismica del territorio su cui sorge la centrale avrebbe comportato l'esecuzione di adeguamenti delle strutture non sostenibili calcolando la vita utile dell'impianto e soprattutto l'esigua capacitÃ  elettrica del reattore.(e non come dici tu a causa del costo di sostituzione del generatore secondario)           Se non hai visionato la centrale non puoi criticare nemmeno il design di altissimo livello, ad esempio la scala interna, incernierata in soli due punti per tre rampe Ã¨ un vero e proprio capolavoro progettato dall'architetto Morandi ed anche l' edificio turbina era considerato tra i piu belli in europa!
Quindi ti consiglio di documentarti da fonti certe.
Se hai ancora dubbi fammi sapere!


Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Caro Daniele,</p>
	<p>Forse non mi sono spiegato bene&#8230;..(poiche non Ã¨ educato dire ad una persona che non ha capito) Il reattore RBMK non era affatto un prototipo i progettisti sovietici all&#8217;epoca conoscevano bene i limiti di quel tipo di reattore! Il fatto Ã¨ che non gli interessava molto della sicurezza o quantomeno gli interessava meno del fatto che questo tipo di reattore serviva anche per la produzione di plutonio che come saprai durante la guerra fredda aveva un suo utilizzo e non Ã¨ difficile capire quale sia. E con la frase &#8220;oggi non si costruiscono piu reattori del genere, quindi puoi stare tranquilla&#8221; mi riferivo a questo specifico tipo di reattore e non volevo assolutamente generalizzare.</p>
	<p>Sul reattore del Garigliano credimi non credo che tu possa saperne piu di me!  Almeno ci sei stato?  Prima cosa non Ã¨ il primo reattore italiano!<br />
Il primo Ã¨ quello di Latina la cui costruzione Ã¨ iniziata il 01/11/1958 e la prima criticitÃ  Ã¨ avvenuta il 27/12/1962.  Invece i lavori al Garigliano sono iniziati il 01/11/1959 e la prima criticitÃ  Ã¨ avvenuta il 05/06/1963 quella con cui indichi la costruzione(1957)Ã¨ in realtÃ  l&#8217;anno di fondazione della societÃ  SENN (SocietÃ  Elettro Nucleare Nazionale) del gruppo IRI. La centrale del Garigliano Ã¨ progettualmente riconducibile a Dresden_1 entrambi gli impianti sono a ciclo duale per far fronte a variazioni di carico esterno vi sono perÃ² alcune differenze per i due impianti, nella centrale di Dresden vi sono 4 generatori di vapore secondari mentre in quella del Garigliano 2. Nella centrale di Dresden l combustibile Ã¨ leggermente piu sfruttato, ma una grande differenza riguarda l&#8217;elemento di combustibile che nella centrale del Garigliano Ã¨ formato da 81 barrette (elemento 9&#215;9) mentre in quella di Dresden Ã¨ formato da 36 barrette (elemento 6&#215;6). Tale modifica ha comportato la soluzione di alcuni problemi.  Non Ã¨ vero che non sono state piu costruite centrali di questo tipo! La centrale di  Grundremingen rispetto al Garigliano si hanno delle modifiche come la separazione del vapore interna al recipiente in pressione, nella centrale di Tarapur(in funzione) vengono mantenute le stesse caratteristiche ma viene adottato il contenimento a soppressione di pressione abbandonando il caratteristico contenimento cilindrico che caratterizza esteticamente la centrale del garigliano. Bisogna aspettare  la centrale di Oyster Creek (in funzione)per avere il passaggio da ciclo duale a ciclo singolo. A partire da Dresden_2 cio Ã¨ stato reso possibile grazie all&#8217;adozione delle pompe a getto per la ricircolazionedell&#8217;acqua primaria che non avviena piu in modo naturale come nella centrale del garigliano. Ora mi sto dilungando troppo&#8230;.<br />
Comunque l&#8217;arresto della centrale del Garigliano  Ã¨ stato causato nel 1978 dalla presenza di cricche, anche passanti, in un generatore secondario, l&#8217;unico componente del ciclo vapore non costruito in Italia, ma bensÃ¬ in Svezia! Il guasto era stato risolto Bypassando il circuito del generatore e la centrale doveva essere riavviata nel 1980, cio non avvenne a causa del terremoto dell&#8217;Irpinia dello stesso anno che con la conseguente riclassificazione sismica del territorio su cui sorge la centrale avrebbe comportato l&#8217;esecuzione di adeguamenti delle strutture non sostenibili calcolando la vita utile dell&#8217;impianto e soprattutto l&#8217;esigua capacitÃ  elettrica del reattore.(e non come dici tu a causa del costo di sostituzione del generatore secondario)           Se non hai visionato la centrale non puoi criticare nemmeno il design di altissimo livello, ad esempio la scala interna, incernierata in soli due punti per tre rampe Ã¨ un vero e proprio capolavoro progettato dall&#8217;architetto Morandi ed anche l&#8217; edificio turbina era considerato tra i piu belli in europa!<br />
Quindi ti consiglio di documentarti da fonti certe.<br />
Se hai ancora dubbi fammi sapere!</p>
	<p>Saluti.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Bersani - nessuna scelta di fare un piano per il nucleare by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-619</link>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2006 22:37:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/07/01/bersani-scelta-piano-nucleare/#comment-619</guid>
					<description>Ringrazio per i saluti e contraccambio.

Ma non accetto lezioni di umiltÃ ...

Certo abbiamo molto da imparare, ed ogni buon consiglio Ã¨ piÃ¹ che ben accetto, ma da chi puÃ² insegnarci qualcosa su questo argomento, non da chi assume posizioni prettamente ideologiche (che, mi dispiace, non mi interessano)...

Del resto molte volte ho chiesto quali sono le alternative (ripeto: SERIE) al nucleare, senza ottenere risposta...

Attendo umilmente notizie dai sapienti (mentre i prezzi dei prodotti petroliferi continuano nella loro vertiginosa impennata!)...

P.S.
Invece di discutere a vanvera sulle scorie documentatevi un minimo
(es.: il mio articolo spiega alcune cose, MA SOLO ALCUNE:
http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicurezza%20delle%20scorie%20nucleari.pdf)</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ringrazio per i saluti e contraccambio.</p>
	<p>Ma non accetto lezioni di umiltÃ &#8230;</p>
	<p>Certo abbiamo molto da imparare, ed ogni buon consiglio Ã¨ piÃ¹ che ben accetto, ma da chi puÃ² insegnarci qualcosa su questo argomento, non da chi assume posizioni prettamente ideologiche (che, mi dispiace, non mi interessano)&#8230;</p>
	<p>Del resto molte volte ho chiesto quali sono le alternative (ripeto: SERIE) al nucleare, senza ottenere risposta&#8230;</p>
	<p>Attendo umilmente notizie dai sapienti (mentre i prezzi dei prodotti petroliferi continuano nella loro vertiginosa impennata!)&#8230;</p>
	<p>P.S.<br />
Invece di discutere a vanvera sulle scorie documentatevi un minimo<br />
(es.: il mio articolo spiega alcune cose, MA SOLO ALCUNE:<br />
<a href='http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicurezza%20delle%20scorie%20nucleari.pdf' rel="nofollow" target="_blank">www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/La%20sistemazione%20in%20sicur...</a>)
</p>
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