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	<title>Comments on: Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:41:23 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-585</link>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2006 11:45:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-585</guid>
					<description>Idrogeno da fonti rinnovabili quale l'eolico ed il solare?

QuantitÃ  prodotta/producibile? Costo?

Nessuna barriera culturale, calcoli alla mano: i siti specializzati in barzellette sono altri...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Idrogeno da fonti rinnovabili quale l&#8217;eolico ed il solare?</p>
	<p>QuantitÃ  prodotta/producibile? Costo?</p>
	<p>Nessuna barriera culturale, calcoli alla mano: i siti specializzati in barzellette sono altri&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: Luigi Cimmino</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-583</link>
		<pubDate>Wed, 19 Jul 2006 15:27:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-583</guid>
					<description>&quot;COLLESALVETTI (Livorno) - E' stata inaugurata la prima stazione europea con impianto a idrogeno. Il distributore si trova nell'area di servizio Agip di Grecciano, nel Comune di Collesalvetti, sulla carreggiata nord della Firenze-Pisa-Livorno. ''Con questa iniziativa - ha detto Angelo Taraborrelli, direttore generale della divisione refining e marketing dell'Eni - Eni e' la prima a distribuire da una propria stazione di servizio idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, ottenuto da un sistema integrato che rende anche energeticamente autonoma la stazione di servizio''. Il funzionamento del nuovo impianto di Collesalvetti, attualmente ancora in fase sperimentale, e' reso possibile grazie ad un sistema di produzione energetica derivata dall'eolico e dal solare fotovoltaico. L'impianto di Grecciano e' in grado di produrre idrogeno che consente una percorrenza complessiva annua di circa 40mila chilometri ad una mini flotta di tre veicoli, due Fiat Multipla e un Doblo', tutti veicoli bifuel che possono funzionare a idrogeno o a benzina, messi a disposizione dalla Ilt Technology di Ponsacco, che e' partner dell'iniziativa. (Agr)&quot;

fonte corriere.it - http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={2DA50902-582D-479F-A46D-672E54BC2740}

Questo e' solo l'esempio piu' recente, recentissimo. Ad ogni modo internet gronda di proposte e progetti attuati (e dismessi misteriosamente) ed in fase di attuazione. 

Se il problema e' la bolletta allora le soluzioni ci sono, se invece Ã¨ un problema di principio culturale allora proseguite nella vostra campagna di proliferazione nucleare, poiche' non c'e' bisogno che qualcuno vi istruisca sulle fonti di energia rinnovabile.

Saluti, LC</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>&#8220;COLLESALVETTI (Livorno) - E&#8217; stata inaugurata la prima stazione europea con impianto a idrogeno. Il distributore si trova nell&#8217;area di servizio Agip di Grecciano, nel Comune di Collesalvetti, sulla carreggiata nord della Firenze-Pisa-Livorno. &#8216;&#8217;Con questa iniziativa - ha detto Angelo Taraborrelli, direttore generale della divisione refining e marketing dell&#8217;Eni - Eni e&#8217; la prima a distribuire da una propria stazione di servizio idrogeno prodotto da fonti rinnovabili, ottenuto da un sistema integrato che rende anche energeticamente autonoma la stazione di servizio'&#8217;. Il funzionamento del nuovo impianto di Collesalvetti, attualmente ancora in fase sperimentale, e&#8217; reso possibile grazie ad un sistema di produzione energetica derivata dall&#8217;eolico e dal solare fotovoltaico. L&#8217;impianto di Grecciano e&#8217; in grado di produrre idrogeno che consente una percorrenza complessiva annua di circa 40mila chilometri ad una mini flotta di tre veicoli, due Fiat Multipla e un Doblo&#8217;, tutti veicoli bifuel che possono funzionare a idrogeno o a benzina, messi a disposizione dalla Ilt Technology di Ponsacco, che e&#8217; partner dell&#8217;iniziativa. (Agr)&#8221;</p>
	<p>fonte corriere.it - <a href='http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id=' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id=' rel="nofollow" target="_blank">http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id=</a></a>{2DA50902-582D-479F-A46D-672E54BC2740}</p>
	<p>Questo e&#8217; solo l&#8217;esempio piu&#8217; recente, recentissimo. Ad ogni modo internet gronda di proposte e progetti attuati (e dismessi misteriosamente) ed in fase di attuazione. </p>
	<p>Se il problema e&#8217; la bolletta allora le soluzioni ci sono, se invece Ã¨ un problema di principio culturale allora proseguite nella vostra campagna di proliferazione nucleare, poiche&#8217; non c&#8217;e&#8217; bisogno che qualcuno vi istruisca sulle fonti di energia rinnovabile.</p>
	<p>Saluti, LC
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-579</link>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2006 11:57:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-579</guid>
					<description>No ho mai voluto commentare la 'sindrome cinese', fantasioso effetto paventato nell'omonimo film del 1979 che vedeva protagonisti Jack Lemmon, Jane Fonda e Michael Douglas.

Trattasi di quanto piÃ¹ fantasioso ed antiscientifico si possa immaginare (Ã¨ piÃ¹ credibile Star Trek o Guerre Stellari!!!), e per quanto mi rigurda rappresenta la prova evidente di un vero e proprio complotto mondiale terrorista ai danni dell'utilizzo pacifico dell'energia nucleare (e tutto a favore dei combustibili fossili - leggi petrolieri, che sono in grado di prendere per il naso larga fetta dell'opinione pubblica e convincerla a combattere una sanguinosissima guerra in nome di armi di distruzione di massa inesistenti - di cui ogni superpotenza peraltro dispone come, quando e quanto le pare senza alcun controllo!!! E' leggittimo chiedersi se tale gente non abbia sfruttato tale sconfinato potere anche per altri fini, giÃ  in tempi non sospetti...).

Comunque: oltre all'impossibilitÃ  fisica banale di attraversare il pianeta (come ricordato giustamente da Domenico), poichÃ¨ qualunque corpo si arresterebbe al centro della terra, bisogna notare anche che:

- attraversati i primi 100 km circa di crosta terrestre il corium si scioglierebbe in un materiale molto simile, ovvero la lava che si mantiene fusa per l'80% a causa del calore di decadimento radioattivo degli elementi pesanti contenuti (e che in un sistema gravitazionale finiscono sul fondo). Ebbene si: camminiamo su una enorme fornace nucleare, di cui la crosta terrestre rappresenta solo una sottile pellicola!

-il calore di decadimento si attenuerebbe molto prima di tutto questo

- sarebbe necessaria la totale assenza di qualunque azione umana (incluso il semplice 'annaffiamento' da parte dei pompieri)

- vorrei capire in base a quale principio fisico il materiale fuso, ormai avvelenato da tutti gli assorbitori neutronici, persa la sua integritÃ  geometrica ottimale, potrebbe esplodere come una bomba appena raggiungesse una deposito di acqua (che invece contribuirebbe a raffreddarlo!). Se Ã¨ cosÃ¬ facile fare una bomba, perchÃ¨ a Los Alamos le migliori menti del mondo ci hanno messo 2 anni e mezzo ed hanno speso miliardi di dollari?

Inutile anche continuare questo ameno discorso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>No ho mai voluto commentare la &#8217;sindrome cinese&#8217;, fantasioso effetto paventato nell&#8217;omonimo film del 1979 che vedeva protagonisti Jack Lemmon, Jane Fonda e Michael Douglas.</p>
	<p>Trattasi di quanto piÃ¹ fantasioso ed antiscientifico si possa immaginare (Ã¨ piÃ¹ credibile Star Trek o Guerre Stellari!!!), e per quanto mi rigurda rappresenta la prova evidente di un vero e proprio complotto mondiale terrorista ai danni dell&#8217;utilizzo pacifico dell&#8217;energia nucleare (e tutto a favore dei combustibili fossili - leggi petrolieri, che sono in grado di prendere per il naso larga fetta dell&#8217;opinione pubblica e convincerla a combattere una sanguinosissima guerra in nome di armi di distruzione di massa inesistenti - di cui ogni superpotenza peraltro dispone come, quando e quanto le pare senza alcun controllo!!! E&#8217; leggittimo chiedersi se tale gente non abbia sfruttato tale sconfinato potere anche per altri fini, giÃ  in tempi non sospetti&#8230;).</p>
	<p>Comunque: oltre all&#8217;impossibilitÃ  fisica banale di attraversare il pianeta (come ricordato giustamente da Domenico), poichÃ¨ qualunque corpo si arresterebbe al centro della terra, bisogna notare anche che:</p>
	<p>- attraversati i primi 100 km circa di crosta terrestre il corium si scioglierebbe in un materiale molto simile, ovvero la lava che si mantiene fusa per l&#8217;80% a causa del calore di decadimento radioattivo degli elementi pesanti contenuti (e che in un sistema gravitazionale finiscono sul fondo). Ebbene si: camminiamo su una enorme fornace nucleare, di cui la crosta terrestre rappresenta solo una sottile pellicola!</p>
	<p>-il calore di decadimento si attenuerebbe molto prima di tutto questo</p>
	<p>- sarebbe necessaria la totale assenza di qualunque azione umana (incluso il semplice &#8216;annaffiamento&#8217; da parte dei pompieri)</p>
	<p>- vorrei capire in base a quale principio fisico il materiale fuso, ormai avvelenato da tutti gli assorbitori neutronici, persa la sua integritÃ  geometrica ottimale, potrebbe esplodere come una bomba appena raggiungesse una deposito di acqua (che invece contribuirebbe a raffreddarlo!). Se Ã¨ cosÃ¬ facile fare una bomba, perchÃ¨ a Los Alamos le migliori menti del mondo ci hanno messo 2 anni e mezzo ed hanno speso miliardi di dollari?</p>
	<p>Inutile anche continuare questo ameno discorso&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: domenico</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-577</link>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2006 08:16:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-577</guid>
					<description>sindrome di pechino: non Ã¨ la SARS e nemmeno la febbre dei POLLI, o qualche disturbo somatico che prende agli amici cinesi per il troppo lavoro cui sono sottoposti , almeno cosÃ¬ sembra da quello che dicono in tv e giornali.


mi viene alla mente un film holliwoodiano dove una giornalista impegnata mentre visita una centrale atomica nel momento in cui un terremoto , almeno mi pare, scuote la centrale medesima e i tecnici in sala di controllo non si accorgono che si sta scoprendo il nucleo del reattore ma poi riescono in quel frangente a metterla in sicurezza come va a finire il film lo sappiamo, il fatto che non capisco Ã¨ come un reattore nucleare che fonde vada a finire in cina , ma poi perchÃ¨ proprio in Cina? potrebbe per es finire nel nepal o in mongolia ,ma torniamo a noi


amesso e concesso che il nucleo esca dal contenimento evento assai inprobabile, poi dovrÃ  fondere 6000 Km di pianeta fino al centro anche la parte interna che Ã¨ gia fusa di suo , giunto poi al centro dovrebbe risalire verso la Cina vincendo la forza di gravitÃ ; ma vi rendete conto quale idiozia rappresenta questa diceria della sindrome cinese.

distintamente</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>sindrome di pechino: non Ã¨ la SARS e nemmeno la febbre dei POLLI, o qualche disturbo somatico che prende agli amici cinesi per il troppo lavoro cui sono sottoposti , almeno cosÃ¬ sembra da quello che dicono in tv e giornali.</p>
	<p>mi viene alla mente un film holliwoodiano dove una giornalista impegnata mentre visita una centrale atomica nel momento in cui un terremoto , almeno mi pare, scuote la centrale medesima e i tecnici in sala di controllo non si accorgono che si sta scoprendo il nucleo del reattore ma poi riescono in quel frangente a metterla in sicurezza come va a finire il film lo sappiamo, il fatto che non capisco Ã¨ come un reattore nucleare che fonde vada a finire in cina , ma poi perchÃ¨ proprio in Cina? potrebbe per es finire nel nepal o in mongolia ,ma torniamo a noi</p>
	<p>amesso e concesso che il nucleo esca dal contenimento evento assai inprobabile, poi dovrÃ  fondere 6000 Km di pianeta fino al centro anche la parte interna che Ã¨ gia fusa di suo , giunto poi al centro dovrebbe risalire verso la Cina vincendo la forza di gravitÃ ; ma vi rendete conto quale idiozia rappresenta questa diceria della sindrome cinese.</p>
	<p>distintamente
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-561</link>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2006 08:21:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-561</guid>
					<description>No, non c'Ã¨ un errore, confermo che si tratta di un mille.

Il calcolo vuole tener conto della quantitÃ  di energia prodotta da una centrale in un anno (non in 100), e dedurne quindi di quale quota parte ha bisogno un singolo uomo nel corso della vita.

1000 MW * 1000 KW/MW = 1 000 000 KW, potenza della centrale.

Quanto all'accumulo negli anni da parte dell'umanitÃ  mi sembra una scusa oggettivamente pretestuosa: se si applicasse alla produzione energetica tale principio bisognerebbe applicarlo a tutti gli altri settori industriali, ed il risultato sarebbe il ritorno alle caverne (provate a fare due conti e vedrete!).

Tenete presente poi che l'energia nucleare Ã¨ quella che presenta il minor rapporto energia erogata/rifiuti prodotti (si passa da 10^5 g/KWh per i combustibili fossili a 10^-1 g/KWh per quelli nucleari - 6 ordini di grandezza! - ).

Per risolvere i nostri problemi energetici per il prossimo secolo basterebbe un deposito relativamente piccolo (20 000 m3).

E' ovvio che non Ã¨ la soluzione ottima (ma ripeto, instancabilmente, sono allo studio tecnologie di trasmutazione/bruciamento delle scorie che possono ridurre molto sensibilmente il problema, disponibili in pochi anni),
ma se qualcuno ha proposte OGGETTIVAMENTE migliori lo faccia presente (attendo fiducioso, e non in qualitÃ  di ingegnere nucleare, bensÃ¬ di CITTADINO)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>No, non c&#8217;Ã¨ un errore, confermo che si tratta di un mille.</p>
	<p>Il calcolo vuole tener conto della quantitÃ  di energia prodotta da una centrale in un anno (non in 100), e dedurne quindi di quale quota parte ha bisogno un singolo uomo nel corso della vita.</p>
	<p>1000 MW * 1000 KW/MW = 1 000 000 KW, potenza della centrale.</p>
	<p>Quanto all&#8217;accumulo negli anni da parte dell&#8217;umanitÃ  mi sembra una scusa oggettivamente pretestuosa: se si applicasse alla produzione energetica tale principio bisognerebbe applicarlo a tutti gli altri settori industriali, ed il risultato sarebbe il ritorno alle caverne (provate a fare due conti e vedrete!).</p>
	<p>Tenete presente poi che l&#8217;energia nucleare Ã¨ quella che presenta il minor rapporto energia erogata/rifiuti prodotti (si passa da 10^5 g/KWh per i combustibili fossili a 10^-1 g/KWh per quelli nucleari - 6 ordini di grandezza! - ).</p>
	<p>Per risolvere i nostri problemi energetici per il prossimo secolo basterebbe un deposito relativamente piccolo (20 000 m3).</p>
	<p>E&#8217; ovvio che non Ã¨ la soluzione ottima (ma ripeto, instancabilmente, sono allo studio tecnologie di trasmutazione/bruciamento delle scorie che possono ridurre molto sensibilmente il problema, disponibili in pochi anni),<br />
ma se qualcuno ha proposte OGGETTIVAMENTE migliori lo faccia presente (attendo fiducioso, e non in qualitÃ  di ingegnere nucleare, bensÃ¬ di CITTADINO)&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: Luigi Cimmino</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-559</link>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2006 20:21:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-559</guid>
					<description>Al di la' del facile sarcasmo (di certo non si vince un premio nobel per una addizione in base 8), io posso solo fidarmi di questa stima che per me resta propagandistica poiche' ha il solo scopo di passare una informazione che per quanto riscontrabile dai fatti, cela il probleme principale della quaestione, ovvero non da la misura delle scorie prodotte ogni 100 anni da miliardi di persone, che come dicevo nella mail contestata dovrebbe ammontare (ottimisticamente) ad un volume dell'ordine dei decimi di miliardo di metri cubi. 
Ad ogni modo nel secondo calcolo c'e' a mio parere, ma potrei sbagliarmi, un 1000 che dovrebbe essere 100 (poiche' si sta valutando la produzione in 100 anni di una centrale da 1000MWe, con fattore di utilizzazione), ed in tal caso il calcolo darebbe

1000*100*365*24*0.7 = 613 200 000 KWh

il che porta a un fattore di 1/700 e non 1/7000 che moltiplicato per i 3 m^3 da un diametro di 0,20m. Quindi su quest'ultimo valore la mia stima cresce a 1 miliardo di metri cubi  di scorie (se non pure una decina di miliardi) prodotte in 50 anni, che si vanno ad aggiungere, come precisavo nel commento contestato, a tutto l'inquinamento prodotto dall'industria e dal domestico.

Saluti LC</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Al di la&#8217; del facile sarcasmo (di certo non si vince un premio nobel per una addizione in base <img src='http://www.archivionucleare.com/wp-images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> , io posso solo fidarmi di questa stima che per me resta propagandistica poiche&#8217; ha il solo scopo di passare una informazione che per quanto riscontrabile dai fatti, cela il probleme principale della quaestione, ovvero non da la misura delle scorie prodotte ogni 100 anni da miliardi di persone, che come dicevo nella mail contestata dovrebbe ammontare (ottimisticamente) ad un volume dell&#8217;ordine dei decimi di miliardo di metri cubi.<br />
Ad ogni modo nel secondo calcolo c&#8217;e&#8217; a mio parere, ma potrei sbagliarmi, un 1000 che dovrebbe essere 100 (poiche&#8217; si sta valutando la produzione in 100 anni di una centrale da 1000MWe, con fattore di utilizzazione), ed in tal caso il calcolo darebbe</p>
	<p>1000*100*365*24*0.7 = 613 200 000 KWh</p>
	<p>il che porta a un fattore di 1/700 e non 1/7000 che moltiplicato per i 3 m^3 da un diametro di 0,20m. Quindi su quest&#8217;ultimo valore la mia stima cresce a 1 miliardo di metri cubi  di scorie (se non pure una decina di miliardi) prodotte in 50 anni, che si vanno ad aggiungere, come precisavo nel commento contestato, a tutto l&#8217;inquinamento prodotto dall&#8217;industria e dal domestico.</p>
	<p>Saluti LC
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-558</link>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2006 17:16:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-558</guid>
					<description>Citazione:
'In piuâ€™ aggiungo che la visione propagandistica della â€œsfera di scorie che entra nel palmo della manoâ€ da un lato non corrisponde ad una valutazione verificabile...'

Ma vi rendete conto?
C'Ã¨ gente pronta a confutare le altrui tesi per puro gusto senza alcuna motivazione matematica...

Vado quindi a dimostrare matematicamente quanto asserito (non da me peraltro, l'ho solo ripreso):

Se assumiamo che un cittadino italiano consumi nell'arco della sua vita (PRUDENZIALMENTE assunta pari a 100 anni) una potenza costante di 1 KWh (considerando tutti i servizi al contorno, e considerando, in via semplificativa, che circa 50 milioni di italiani vivono in un paese con una potenza installata inferiore a 50.000 MW), possiamo valutare il consumo totale pari a:

365*24*100= 876 000 KWh

se si considera che un impianto nucleare attuale da 1000 MWe produce annualmente 3 m3 di scorie giÃ  vetrificate, e produce una quantitÃ  di energia pari a (considerando un fattore di utilizzazione di 0.7):

1000*1000*365*24*0.7 = 6 132 000 000 KWh

il rapporto sarÃ  pari a 7000, e quindi 3*1000 dm3 di scorie fratto 7000 sarÃ  pari ad un volume di 0.429 litri, ovvero una sfera del diametro di circa  
9.35 cm, che si puÃ² tenere nel palmo di una mano.

Naturalmente trattasi di un calcolo di massima, ma sicuramente da una idea del problema e non sbaglia di molto.

Adesso se volete continuare a contestare anche questo dato non sprecate il vostro genio: vi consiglio di tentare di dimostrare che 4+4 = 10, per tentare cosÃ¬ la vincita del Nobel...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Citazione:<br />
&#8216;In piuâ€™ aggiungo che la visione propagandistica della â€œsfera di scorie che entra nel palmo della manoâ€ da un lato non corrisponde ad una valutazione verificabile&#8230;&#8217;</p>
	<p>Ma vi rendete conto?<br />
C&#8217;Ã¨ gente pronta a confutare le altrui tesi per puro gusto senza alcuna motivazione matematica&#8230;</p>
	<p>Vado quindi a dimostrare matematicamente quanto asserito (non da me peraltro, l&#8217;ho solo ripreso):</p>
	<p>Se assumiamo che un cittadino italiano consumi nell&#8217;arco della sua vita (PRUDENZIALMENTE assunta pari a 100 anni) una potenza costante di 1 KWh (considerando tutti i servizi al contorno, e considerando, in via semplificativa, che circa 50 milioni di italiani vivono in un paese con una potenza installata inferiore a 50.000 MW), possiamo valutare il consumo totale pari a:</p>
	<p>365*24*100= 876 000 KWh</p>
	<p>se si considera che un impianto nucleare attuale da 1000 MWe produce annualmente 3 m3 di scorie giÃ  vetrificate, e produce una quantitÃ  di energia pari a (considerando un fattore di utilizzazione di 0.7):</p>
	<p>1000*1000*365*24*0.7 = 6 132 000 000 KWh</p>
	<p>il rapporto sarÃ  pari a 7000, e quindi 3*1000 dm3 di scorie fratto 7000 sarÃ  pari ad un volume di 0.429 litri, ovvero una sfera del diametro di circa<br />
9.35 cm, che si puÃ² tenere nel palmo di una mano.</p>
	<p>Naturalmente trattasi di un calcolo di massima, ma sicuramente da una idea del problema e non sbaglia di molto.</p>
	<p>Adesso se volete continuare a contestare anche questo dato non sprecate il vostro genio: vi consiglio di tentare di dimostrare che 4+4 = 10, per tentare cosÃ¬ la vincita del Nobel&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: Marco Calviani</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-553</link>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2006 11:01:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-553</guid>
					<description>Ciao Daniele,
  nel tuo commento tu dici:

&quot; Infine mi dite che come puÃ² essere definito un processo che â€œbruciaâ€ solo una parte del suo propellente perchÃ¨ a un certo punto la fissione si esaurisce acausa dlla saturazione dellâ€™elemento.&quot;

Non so se hai letto il mio commento sul burnup, ma ti invito caldamente a farlo.


ciao,
marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ciao Daniele,<br />
  nel tuo commento tu dici:</p>
	<p>&#8221; Infine mi dite che come puÃ² essere definito un processo che â€œbruciaâ€ solo una parte del suo propellente perchÃ¨ a un certo punto la fissione si esaurisce acausa dlla saturazione dellâ€™elemento.&#8221;</p>
	<p>Non so se hai letto il mio commento sul burnup, ma ti invito caldamente a farlo.</p>
	<p>ciao,<br />
marco
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: Ing. Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-552</link>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2006 10:19:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-552</guid>
					<description>Quali sarebbero le tecnologie che consentono l'eliminazione delle scorie invece?

Che le scorie rappresentino un problema, date le tecnologie (sofisticatissime) attuali, ed ancor piÃ¹ in vista delle nuove tecnologie di bruciamento/trasmutazione (che saranno disponibile in pochi anni), a fronte di miliardi di tonnelate di gas serra, ceneri (a loro volta tossiche e radioattive) emesse dagli impianti convenzionali appare veramente inaudito. Basterebbe leggere un pÃ² di buona letteratura in merito (spassionatamente.

Naturalmenmte potrei rispondere punto per punto, con ben solide argomentazioni tecniche, ma mi pare non serva.

Rispondo con una sola domanda: accantonato l'uso di energia nucleare (meno male che non l'hanno fatto i nostri vicini che ce la vendono, altrimenti il nostro KWh non solo sarebbe inquinante, ma non costerebbe mediamente il 60% in piÃ¹ rispetto alla media europea, ma almeno 2 o 3 volte tanto!), quali sono le SERIE alternative che proponete?

Ripeto: attendiamo risposta da almeno 20 anni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Quali sarebbero le tecnologie che consentono l&#8217;eliminazione delle scorie invece?</p>
	<p>Che le scorie rappresentino un problema, date le tecnologie (sofisticatissime) attuali, ed ancor piÃ¹ in vista delle nuove tecnologie di bruciamento/trasmutazione (che saranno disponibile in pochi anni), a fronte di miliardi di tonnelate di gas serra, ceneri (a loro volta tossiche e radioattive) emesse dagli impianti convenzionali appare veramente inaudito. Basterebbe leggere un pÃ² di buona letteratura in merito (spassionatamente.</p>
	<p>Naturalmenmte potrei rispondere punto per punto, con ben solide argomentazioni tecniche, ma mi pare non serva.</p>
	<p>Rispondo con una sola domanda: accantonato l&#8217;uso di energia nucleare (meno male che non l&#8217;hanno fatto i nostri vicini che ce la vendono, altrimenti il nostro KWh non solo sarebbe inquinante, ma non costerebbe mediamente il 60% in piÃ¹ rispetto alla media europea, ma almeno 2 o 3 volte tanto!), quali sono le SERIE alternative che proponete?</p>
	<p>Ripeto: attendiamo risposta da almeno 20 anni&#8230;
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Gli &#8220;stranded costs&#8221; che pesano sulle bollette della luce e l&#8217; uscita dal nucleare by: DANIELE.41</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-550</link>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2006 09:09:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/28/stranded-costs-bollette-uscita-nucleare/#comment-550</guid>
					<description>Mi sembra che i problemi sull'utilizzo del nucleare siano due: scorie e radiazioni.
La tecnologianucleare Ã¨ l'unica tecnologia per produrre energia che non permette l'eliminazione delle scorie. Possono essere ridotte, condizionate, vetrificate ma alla fine devono essere messe in contenitori e appoggiate da qualche parte. L'unica soluzione Ã¨ stata di pensare a posti isolati o di nasconderle in profonditÃ .
A questo problema si aggiunge quello della comunicazione. Come faremo a dire ai nostri pronipoti dopo 4 secoli che chi vÃ  a vivere in quel posto muore? (e non mi dite che con i modelli matematici si puÃ² sapere cosa succederÃ  tra 5 secoli ad un territorio). 

Condizionamento.
L'unico processo per riutilizzare il combustibile irraggiato Ã¨ separare le componenti con un procedimento chimico, che ha degli scarti di processo altamente radioattivi (III cat.) per usare l'Uranio da solo o con il plutonio (MOX). Quello che rimane deve essere stoccato da qualche parte.
Le scorie vetrificate devono comunque essere messe in cask e anche se vetrificate e chiuse nei cask emettono calore. Nessuno sÃ  cosa puÃ² succedere, anche a grandi profondita, con il calore prodotto dai centinaia di cask stoccati assieme.

Infine mi dite che come puÃ² essere definito un processo che &quot;brucia&quot; solo una parte del suo propellente perchÃ¨ a un certo punto la fissione si esaurisce acausa dlla saturazione dell'elemento. E' come se un ciocco di legno bruciasse solo per 1/4 ed il resto del ciocco non fose piÃ¹ utilizzabile. Ha senso?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Mi sembra che i problemi sull&#8217;utilizzo del nucleare siano due: scorie e radiazioni.<br />
La tecnologianucleare Ã¨ l&#8217;unica tecnologia per produrre energia che non permette l&#8217;eliminazione delle scorie. Possono essere ridotte, condizionate, vetrificate ma alla fine devono essere messe in contenitori e appoggiate da qualche parte. L&#8217;unica soluzione Ã¨ stata di pensare a posti isolati o di nasconderle in profonditÃ .<br />
A questo problema si aggiunge quello della comunicazione. Come faremo a dire ai nostri pronipoti dopo 4 secoli che chi vÃ  a vivere in quel posto muore? (e non mi dite che con i modelli matematici si puÃ² sapere cosa succederÃ  tra 5 secoli ad un territorio). </p>
	<p>Condizionamento.<br />
L&#8217;unico processo per riutilizzare il combustibile irraggiato Ã¨ separare le componenti con un procedimento chimico, che ha degli scarti di processo altamente radioattivi (III cat.) per usare l&#8217;Uranio da solo o con il plutonio (MOX). Quello che rimane deve essere stoccato da qualche parte.<br />
Le scorie vetrificate devono comunque essere messe in cask e anche se vetrificate e chiuse nei cask emettono calore. Nessuno sÃ  cosa puÃ² succedere, anche a grandi profondita, con il calore prodotto dai centinaia di cask stoccati assieme.</p>
	<p>Infine mi dite che come puÃ² essere definito un processo che &#8220;brucia&#8221; solo una parte del suo propellente perchÃ¨ a un certo punto la fissione si esaurisce acausa dlla saturazione dell&#8217;elemento. E&#8217; come se un ciocco di legno bruciasse solo per 1/4 ed il resto del ciocco non fose piÃ¹ utilizzabile. Ha senso?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
</channel>
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