<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/1.5.2" -->
<rss version="2.0" 
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
<channel>
	<title>Comments on: Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 19:05:18 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=1.5.2</generator>

	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: Claudio Pipitone</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-31418</link>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 16:30:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-31418</guid>
					<description>SI’ AL NUCLEARE, MA AD UNA CONDIZIONE!

Sono personalmente convinto che da parte delle popolazioni non sia più ulteriormente accettabile il criterio di costruire le centrali nucleari “a cielo aperto” così come si è fatto un po’ dovunque fino ad oggi, mentre la costruzione di nuove centrali potrebbe essere agevolmente accettata dalla generalità delle popolazioni e prescindere dalle speculazioni politiche sull’imponderabile loro pericolosità sociale, qualora esse fossero costruite in “bunkers sotterranei” dove, già fin nella fase iniziale di progetto e costruzione, fosse previsto un protocollo di procedure atte all’ermetico sigillamento della centrale in un “sarcofago” impermeabile alle radiazioni (&lt;em&gt;entombment decommissioning&lt;/em&gt;), al fine di contenere la radioattività al suo interno a fine ciclo vita della centrale oppure nel deprecato caso, impossibile da escludere a priori, di un atto ostile di tipo terroristico, di guerra asimmetrica o sabotaggio posto in essere dall’interno della centrale stessa, volutamente mirato a ricercare l’obiettivo di provocare deliberatamente una fuoriuscita di radioattività nell’ambiente esterno.

Esiste inoltre anche un rilevante aspetto economico da considerare: costruendo le centrali in bunkers sotterranei già predisposti per l’ermetico sigillamento, emergono anche costi certi per la futura dismissione della centrale a fine ciclo vita, consentendo fin dall’inizio di stabilire in modo onnicomprensivo il costo finale del kilowatt/ora prodotto, evitando di scaricare sulle generazioni future (la vita media di una moderna centrale è di circa 60 anni) gli esorbitanti costi che oggi tutti indicano per lo smantellamento finale delle centrali attualmente già costruite a cielo aperto.

I tempi ed i costi iniziali della costruzione di un apposito “bunker-sarcofago” sotterraneo al posto dell’attuale guscio a cielo aperto, più quelli finali relativi all’ermetico e veloce sigillamento di un sito già perfettamente predisposto per tale operazione, sarebbero sicuramente di gran lunga inferiori ai costi ed ai tempi oggi necessari per l’entombment decommissioning di fine ciclo vita realizzato con lo smantellamento e la decontaminazione pezzo per pezzo degli impianti a cielo aperto (anche oltre 500$/kWe e decenni di lavoro): la Word Nuclear Association calcola in diverse centinaia di bilioni di dollari (anno 2001) la sola operazione di dismissione finale del parco di centrali nucleari a cielo aperto già costruite negli U.S.A., cifra che appare enorme rispetto ai costi di un apposito bunker-sarcofago sotterraneo, dei relativi apparati per il sigillamento e della sua attuazione finale.

La proposta di eliminare le centrali a cielo aperto costruendole in bunker sotterranei non è nuova ed ha anzi dei padri illustri: il Premio Nobel Sacharov ed in Italia il Prof. Mario Silvestri che nel suo libro “Il futuro dell’Energia” (edizioni Bollati-Boringhieri) già nel 1988 ne sottolinea la validità.
Da quegli anni ad oggi le tecniche costruttive hanno fatto passi da gigante e la complessità ingegneristica della gestione sotterranea di un impianto nucleare è assai simile a quella già ottimamente risolta nei sottomarini nucleari che gestiscono un reattore nucleare nella profondità degli abissi marini e quindi le odierne tecnologie sono ormai pienamente in grado di supportare la gestione sotterranea di una centrale nucleare.

La ragione per cui a mio modesto parere le centrali nucleari non debbono più essere costruite a cielo aperto, non è da ricercarsi in un timore derivante da un eventuale guasto tecnico al reattore, poiché oggigiorno questi impianti hanno raggiunto una tolleranza ai guasti ed una sicurezza intrinseca talmente elevata da indurre ad una ragionevole esclusione delle probabilità di una fuoriuscita radioattiva all’esterno della centrale esclusivamente per causa di un guasto od un malfunzionamento tecnico.
La ragione grave, invece, risiede nella necessità di garantire la sicurezza proprio nel deprecato caso di un disastro fatale ed irreparabile voluto e deliberatamente provocato alla centrale, ad esempio, da un commando suicida di terroristi che riesca in qualche modo ad infiltrarsi all’interno della centrale con esplosivo ad alto potenziale posizionandolo ed esplodendolo con modalità idonee a determinare la fuoriuscita di radioattività all’esterno della centrale, oppure per effetto di una deliberata azione esterna di guerriglia che nei prossimi decenni (la vita di una centrale è di circa 60 anni) sarà sempre più guerra atipica ed asimmetrica, assumendo quindi in futuro forme, modalità, armamenti oggi del tutto impensabili.

Tutte le nazioni già oggi si vedono esposte al pericolo di azioni di guerra atipica e lo saranno ancor più nel corso dei prossimi decenni, al punto che anche l’Italia mantiene proprie forze militari all’estero nel tentativo di eradicare questi fenomeni fintantoché essi si generano ancora lontano da noi, nella speranza di riuscirvi prima che possano arrivare a colpire anche in Italia, ma il caso di un attacco portato con successo alle centrali nucleari è ben più temibile di quello tradizionale portato alle risorse energetiche di un paese, come ad esempio una diga, un deposito petrolifero, un rigassificatore, una superpetroliera, perché nel caso di obiettivi convenzionali si deve combattere contro acqua, fuoco, inquinamento petrolifero e/o chimico, elementi che storicamente conosciamo meglio e con i quali siamo meglio addestrati ed attrezzati a confrontarci rispetto alla contaminazione radioattiva.

Nessuno è in grado di escludere che la buona dose di fantasia e di fortuna che hanno caratterizzato il pieno successo dell’azione terroristica dell’11 settembre 2001, non possano nuovamente replicarsi con pari successo verso le centrali nucleari attraverso strumenti e modalità le più diverse ed impensate, difficilmente prevedibili oggi nel momento in cui ci accingiamo a costruire le nostre centrali, ma che però in un futuro potrebbero in qualche modo riuscire a vanificare e superare le barriere di sicurezza attiva e passiva attualmente disposte.

A questo proposito occorre considerare che poiché una centrale costruita oggi proietta il suo ciclo di vita lungo l’arco temporale dei prossimi 50/60anni, in quell’epoca futura il naturale evolversi del progresso tecnologico potrebbe aver messo a disposizione di eventuali mani ostili strumenti bellici offensivi di gran lunga più efficaci di quelli oggi ipotizzabili e verso i quali sono oggi previste e dimensionate le barriere di difesa dei reattori nucleari.

Con questo non si chiede di cercare di rendere le centrali nucleari inespugnabili od anche solo altamente resistenti ad eventuali attacchi per tentare in qualche modo di vanificarli e di renderli inoffensivi qualora essi si verificassero: lo scopo è invece quello opposto e cioè di limitare al minimo possibile i danni nell’infausto caso in cui, a prescindere dalle difese adottate, ciononostante una mano ostile riesca ugualmente a realizzare un attacco con pieno successo provocando all’esterno della centrale costruita a cielo aperto, quella fuoriuscita di radioattività sul territorio e sulle popolazioni circostanti che oggi tutti incautamente paiono tranquillamente escludere a priori che possa mai più accadere nei decenni futuri.

Si tratta dunque di accettare il criterio per cui, ad esempio, pur ritenendo che una nave sia sicura ed “inaffondabile”, si prevede ugualmente una sufficiente dotazione di scialuppe di salvataggio qualora un imprevedibile infausto evento provocasse ugualmente l’affondamento della nave.
Nel caso delle centrali nucleari il criterio analogo è di munire gli impianti non tanto di superbe barriere di difesa e di un’imponente e costosissima sorveglianza militare, quanto d’installare apparati disponibili in ogni momento e predisposti a garantire la rapida, sicura, efficace ed efficiente applicazione di prefissati protocolli di sigillamento della centrale in un impermeabile sarcofago all’interno del bunker sotterraneo in cui essa già si trova collocata.

Da un punto di vista politico mi pare inoltre un’imperdonabile imprudenza da parte dei Governi escludere che in un futuro vicino o lontano non si verificheranno mai degli attacchi terroristici, di guerra asimmetrica o di sabotaggio, contro delle centrali nucleari e soprattutto che qualcuno di questi non possa essere portato con pieno successo raggiungendo l’obiettivo della fuoriuscita di radioattività dal guscio esterno di contenimento di una centrale a cielo aperto, contaminando aria, acqua, territorio, popolazioni, animali e coltivazioni alimentari.
Le centrali nucleari, specialmente quelle a cielo aperto, nel lungo periodo saranno inevitabilmente obiettivi terroristici e/o militari estremamente ambiti per il fatto che offrono la possibilità di causare, in un sol colpo, un duplice ingentissimo danno: il primo, nell’immediatezza dell’evento, costituito dal venir meno sull’intero territorio irrorato dalla centrale, dell’energia elettrica che rappresenta l’elemento essenziale per il funzionamento dei sistemi di comunicazione, di produzione e di organizzazione sociale e, nello stesso tempo, possono infliggere un secondo ingentissimo danno di lungo periodo, certamente assai superiore al primo per gravità, nel riuscire ad ottenere la fuoriuscita di radioattività nell’ambiente, contaminando popolazioni, aria, acqua, terreno e cibo, con le ben note conseguenze che si protraggono per molti decenni dopo il compimento dell’atto ostile.

Ora vedendo riproporsi da parte del Governo l’intenzione di costruire centrali nucleari in Italia, vorrei riuscire a richiamare l’attenzione su questo particolare aspetto del problema della sicurezza esponendo le ragioni che a mio parere dovrebbero imporre la messa al bando delle attuali centrali nucleari “a cielo aperto” e la costruzione delle future nuove centrali in speciali “sarcofaghi-bunker” sotterranei già perfettamente predisposti per essere rapidamente ed ermeticamente sigillati non solo a fine ciclo vita, ma in qualsiasi momento questa operazione si rendesse precocemente inevitabile.

Su Internet alla pagina web http://www.claudiopipitone.it/ipotesi_nucleare.htm si trovano le principali motivazioni, fra cui quelle sopra riportate, che a mio avviso conducono alla scelta obbligata di costruire le nuove centrali nucleari in bunkers sotterranei pronti in qualsiasi momento per il loro sigillamento in un ermetico sarcofago.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>SI’ AL NUCLEARE, MA AD UNA CONDIZIONE!</p>
	<p>Sono personalmente convinto che da parte delle popolazioni non sia più ulteriormente accettabile il criterio di costruire le centrali nucleari “a cielo aperto” così come si è fatto un po’ dovunque fino ad oggi, mentre la costruzione di nuove centrali potrebbe essere agevolmente accettata dalla generalità delle popolazioni e prescindere dalle speculazioni politiche sull’imponderabile loro pericolosità sociale, qualora esse fossero costruite in “bunkers sotterranei” dove, già fin nella fase iniziale di progetto e costruzione, fosse previsto un protocollo di procedure atte all’ermetico sigillamento della centrale in un “sarcofago” impermeabile alle radiazioni (<em>entombment decommissioning</em>), al fine di contenere la radioattività al suo interno a fine ciclo vita della centrale oppure nel deprecato caso, impossibile da escludere a priori, di un atto ostile di tipo terroristico, di guerra asimmetrica o sabotaggio posto in essere dall’interno della centrale stessa, volutamente mirato a ricercare l’obiettivo di provocare deliberatamente una fuoriuscita di radioattività nell’ambiente esterno.</p>
	<p>Esiste inoltre anche un rilevante aspetto economico da considerare: costruendo le centrali in bunkers sotterranei già predisposti per l’ermetico sigillamento, emergono anche costi certi per la futura dismissione della centrale a fine ciclo vita, consentendo fin dall’inizio di stabilire in modo onnicomprensivo il costo finale del kilowatt/ora prodotto, evitando di scaricare sulle generazioni future (la vita media di una moderna centrale è di circa 60 anni) gli esorbitanti costi che oggi tutti indicano per lo smantellamento finale delle centrali attualmente già costruite a cielo aperto.</p>
	<p>I tempi ed i costi iniziali della costruzione di un apposito “bunker-sarcofago” sotterraneo al posto dell’attuale guscio a cielo aperto, più quelli finali relativi all’ermetico e veloce sigillamento di un sito già perfettamente predisposto per tale operazione, sarebbero sicuramente di gran lunga inferiori ai costi ed ai tempi oggi necessari per l’entombment decommissioning di fine ciclo vita realizzato con lo smantellamento e la decontaminazione pezzo per pezzo degli impianti a cielo aperto (anche oltre 500$/kWe e decenni di lavoro): la Word Nuclear Association calcola in diverse centinaia di bilioni di dollari (anno 2001) la sola operazione di dismissione finale del parco di centrali nucleari a cielo aperto già costruite negli U.S.A., cifra che appare enorme rispetto ai costi di un apposito bunker-sarcofago sotterraneo, dei relativi apparati per il sigillamento e della sua attuazione finale.</p>
	<p>La proposta di eliminare le centrali a cielo aperto costruendole in bunker sotterranei non è nuova ed ha anzi dei padri illustri: il Premio Nobel Sacharov ed in Italia il Prof. Mario Silvestri che nel suo libro “Il futuro dell’Energia” (edizioni Bollati-Boringhieri) già nel 1988 ne sottolinea la validità.<br />
Da quegli anni ad oggi le tecniche costruttive hanno fatto passi da gigante e la complessità ingegneristica della gestione sotterranea di un impianto nucleare è assai simile a quella già ottimamente risolta nei sottomarini nucleari che gestiscono un reattore nucleare nella profondità degli abissi marini e quindi le odierne tecnologie sono ormai pienamente in grado di supportare la gestione sotterranea di una centrale nucleare.</p>
	<p>La ragione per cui a mio modesto parere le centrali nucleari non debbono più essere costruite a cielo aperto, non è da ricercarsi in un timore derivante da un eventuale guasto tecnico al reattore, poiché oggigiorno questi impianti hanno raggiunto una tolleranza ai guasti ed una sicurezza intrinseca talmente elevata da indurre ad una ragionevole esclusione delle probabilità di una fuoriuscita radioattiva all’esterno della centrale esclusivamente per causa di un guasto od un malfunzionamento tecnico.<br />
La ragione grave, invece, risiede nella necessità di garantire la sicurezza proprio nel deprecato caso di un disastro fatale ed irreparabile voluto e deliberatamente provocato alla centrale, ad esempio, da un commando suicida di terroristi che riesca in qualche modo ad infiltrarsi all’interno della centrale con esplosivo ad alto potenziale posizionandolo ed esplodendolo con modalità idonee a determinare la fuoriuscita di radioattività all’esterno della centrale, oppure per effetto di una deliberata azione esterna di guerriglia che nei prossimi decenni (la vita di una centrale è di circa 60 anni) sarà sempre più guerra atipica ed asimmetrica, assumendo quindi in futuro forme, modalità, armamenti oggi del tutto impensabili.</p>
	<p>Tutte le nazioni già oggi si vedono esposte al pericolo di azioni di guerra atipica e lo saranno ancor più nel corso dei prossimi decenni, al punto che anche l’Italia mantiene proprie forze militari all’estero nel tentativo di eradicare questi fenomeni fintantoché essi si generano ancora lontano da noi, nella speranza di riuscirvi prima che possano arrivare a colpire anche in Italia, ma il caso di un attacco portato con successo alle centrali nucleari è ben più temibile di quello tradizionale portato alle risorse energetiche di un paese, come ad esempio una diga, un deposito petrolifero, un rigassificatore, una superpetroliera, perché nel caso di obiettivi convenzionali si deve combattere contro acqua, fuoco, inquinamento petrolifero e/o chimico, elementi che storicamente conosciamo meglio e con i quali siamo meglio addestrati ed attrezzati a confrontarci rispetto alla contaminazione radioattiva.</p>
	<p>Nessuno è in grado di escludere che la buona dose di fantasia e di fortuna che hanno caratterizzato il pieno successo dell’azione terroristica dell’11 settembre 2001, non possano nuovamente replicarsi con pari successo verso le centrali nucleari attraverso strumenti e modalità le più diverse ed impensate, difficilmente prevedibili oggi nel momento in cui ci accingiamo a costruire le nostre centrali, ma che però in un futuro potrebbero in qualche modo riuscire a vanificare e superare le barriere di sicurezza attiva e passiva attualmente disposte.</p>
	<p>A questo proposito occorre considerare che poiché una centrale costruita oggi proietta il suo ciclo di vita lungo l’arco temporale dei prossimi 50/60anni, in quell’epoca futura il naturale evolversi del progresso tecnologico potrebbe aver messo a disposizione di eventuali mani ostili strumenti bellici offensivi di gran lunga più efficaci di quelli oggi ipotizzabili e verso i quali sono oggi previste e dimensionate le barriere di difesa dei reattori nucleari.</p>
	<p>Con questo non si chiede di cercare di rendere le centrali nucleari inespugnabili od anche solo altamente resistenti ad eventuali attacchi per tentare in qualche modo di vanificarli e di renderli inoffensivi qualora essi si verificassero: lo scopo è invece quello opposto e cioè di limitare al minimo possibile i danni nell’infausto caso in cui, a prescindere dalle difese adottate, ciononostante una mano ostile riesca ugualmente a realizzare un attacco con pieno successo provocando all’esterno della centrale costruita a cielo aperto, quella fuoriuscita di radioattività sul territorio e sulle popolazioni circostanti che oggi tutti incautamente paiono tranquillamente escludere a priori che possa mai più accadere nei decenni futuri.</p>
	<p>Si tratta dunque di accettare il criterio per cui, ad esempio, pur ritenendo che una nave sia sicura ed “inaffondabile”, si prevede ugualmente una sufficiente dotazione di scialuppe di salvataggio qualora un imprevedibile infausto evento provocasse ugualmente l’affondamento della nave.<br />
Nel caso delle centrali nucleari il criterio analogo è di munire gli impianti non tanto di superbe barriere di difesa e di un’imponente e costosissima sorveglianza militare, quanto d’installare apparati disponibili in ogni momento e predisposti a garantire la rapida, sicura, efficace ed efficiente applicazione di prefissati protocolli di sigillamento della centrale in un impermeabile sarcofago all’interno del bunker sotterraneo in cui essa già si trova collocata.</p>
	<p>Da un punto di vista politico mi pare inoltre un’imperdonabile imprudenza da parte dei Governi escludere che in un futuro vicino o lontano non si verificheranno mai degli attacchi terroristici, di guerra asimmetrica o di sabotaggio, contro delle centrali nucleari e soprattutto che qualcuno di questi non possa essere portato con pieno successo raggiungendo l’obiettivo della fuoriuscita di radioattività dal guscio esterno di contenimento di una centrale a cielo aperto, contaminando aria, acqua, territorio, popolazioni, animali e coltivazioni alimentari.<br />
Le centrali nucleari, specialmente quelle a cielo aperto, nel lungo periodo saranno inevitabilmente obiettivi terroristici e/o militari estremamente ambiti per il fatto che offrono la possibilità di causare, in un sol colpo, un duplice ingentissimo danno: il primo, nell’immediatezza dell’evento, costituito dal venir meno sull’intero territorio irrorato dalla centrale, dell’energia elettrica che rappresenta l’elemento essenziale per il funzionamento dei sistemi di comunicazione, di produzione e di organizzazione sociale e, nello stesso tempo, possono infliggere un secondo ingentissimo danno di lungo periodo, certamente assai superiore al primo per gravità, nel riuscire ad ottenere la fuoriuscita di radioattività nell’ambiente, contaminando popolazioni, aria, acqua, terreno e cibo, con le ben note conseguenze che si protraggono per molti decenni dopo il compimento dell’atto ostile.</p>
	<p>Ora vedendo riproporsi da parte del Governo l’intenzione di costruire centrali nucleari in Italia, vorrei riuscire a richiamare l’attenzione su questo particolare aspetto del problema della sicurezza esponendo le ragioni che a mio parere dovrebbero imporre la messa al bando delle attuali centrali nucleari “a cielo aperto” e la costruzione delle future nuove centrali in speciali “sarcofaghi-bunker” sotterranei già perfettamente predisposti per essere rapidamente ed ermeticamente sigillati non solo a fine ciclo vita, ma in qualsiasi momento questa operazione si rendesse precocemente inevitabile.</p>
	<p>Su Internet alla pagina web <a href='http://www.claudiopipitone.it/ipotesi_nucleare.htm' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.claudiopipitone.it/ipotesi_nucleare.htm' rel="nofollow" target="_blank">http://www.claudiopipitone.it/ipotesi_nucleare.htm</a></a> si trovano le principali motivazioni, fra cui quelle sopra riportate, che a mio avviso conducono alla scelta obbligata di costruire le nuove centrali nucleari in bunkers sotterranei pronti in qualsiasi momento per il loro sigillamento in un ermetico sarcofago.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: lcimmin</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20767</link>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 19:07:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20767</guid>
					<description>Capisco e sono d'accordo... sia sul mettere davanti al nucleare questioni non attinenti come l'uranio impoverito, sia sul fatto che riguardo alle scorie gia' ne abbiamo dette tante.

Speriamo solo che si siano chiarite agli occhi dei partecipanti le nostre ragioni.

A presto, gigi</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Capisco e sono d&#8217;accordo&#8230; sia sul mettere davanti al nucleare questioni non attinenti come l&#8217;uranio impoverito, sia sul fatto che riguardo alle scorie gia&#8217; ne abbiamo dette tante.</p>
	<p>Speriamo solo che si siano chiarite agli occhi dei partecipanti le nostre ragioni.</p>
	<p>A presto, gigi
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20764</link>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 17:02:33 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20764</guid>
					<description>Dalle informazioni che ho risulta anche a me che la sindrome dei balcani sia dovuta all'uranio impoverito, nel modo che ho detto però (particolato fine). Ma non mi sono documentato più di tanto. Ma l'uranio impoverito non è qualcosa che deve essere mangiato o respirato. E' come il mercurio, è pericoloso e cancerogeno, eppure ci facciamo gli esperimenti a scuola coi ragazzi: se lo ingersci però...

Il discorso che contesto è che si usa l'argomento dell'uranio impoverito  per concludere che non dovremmo più fare centrali nucleari in italia. Ma perchè? Cosa centra?

Sulle scorie abbiamo discusso qui tante volte: non me la sento di entrare ora in una discussione di quel genere.

Cordialmente</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Dalle informazioni che ho risulta anche a me che la sindrome dei balcani sia dovuta all&#8217;uranio impoverito, nel modo che ho detto però (particolato fine). Ma non mi sono documentato più di tanto. Ma l&#8217;uranio impoverito non è qualcosa che deve essere mangiato o respirato. E&#8217; come il mercurio, è pericoloso e cancerogeno, eppure ci facciamo gli esperimenti a scuola coi ragazzi: se lo ingersci però&#8230;</p>
	<p>Il discorso che contesto è che si usa l&#8217;argomento dell&#8217;uranio impoverito  per concludere che non dovremmo più fare centrali nucleari in italia. Ma perchè? Cosa centra?</p>
	<p>Sulle scorie abbiamo discusso qui tante volte: non me la sento di entrare ora in una discussione di quel genere.</p>
	<p>Cordialmente
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: lcimmin</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20761</link>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 16:33:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20761</guid>
					<description>No, hai ragione, pero' concordi che se mangio una quantita' di insalata che mi fornisca l'equivalente di radiazione di qualche granello di uranio impoverito, crepo prima di indigestione??? E cmnq sulla pericolosita' dell'uranio ritorno a dirti che sono state stilate moltissime relazioni che la vedono come principale causa della sindrome dei balcani. 

Ad ogni modo ripeto per i meno attenti che l'aspetto che maggiormente mi inetressa riguardo al nucleare civile e' il fatto che c'e' una produzione di scorie. Il fatto che oggi ce ne siano &quot;poche&quot; non significa che siamo autorizzati a produrne quante ne vogliamo e quindi torno sulla questione della necessita' di una agenzia europea che in virtu' degli impianti disponibili metta a disposizione di tutti l'energia di cui si necessita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>No, hai ragione, pero&#8217; concordi che se mangio una quantita&#8217; di insalata che mi fornisca l&#8217;equivalente di radiazione di qualche granello di uranio impoverito, crepo prima di indigestione??? E cmnq sulla pericolosita&#8217; dell&#8217;uranio ritorno a dirti che sono state stilate moltissime relazioni che la vedono come principale causa della sindrome dei balcani. </p>
	<p>Ad ogni modo ripeto per i meno attenti che l&#8217;aspetto che maggiormente mi inetressa riguardo al nucleare civile e&#8217; il fatto che c&#8217;e&#8217; una produzione di scorie. Il fatto che oggi ce ne siano &#8220;poche&#8221; non significa che siamo autorizzati a produrne quante ne vogliamo e quindi torno sulla questione della necessita&#8217; di una agenzia europea che in virtu&#8217; degli impianti disponibili metta a disposizione di tutti l&#8217;energia di cui si necessita.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20760</link>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 16:23:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20760</guid>
					<description>No no. E' esattamente così. L'uranio impoverito non è per niente pericoloso. La radioattività è sempre quella: non ce n'è una buona, quella naturale del carbonio, e una cattiva (guarda caso quella legata a tutto ciò che ha a che fare direttamente o indirettamente con le fonti di energia concorrenti al gas e col petrolio). Fa tutta male ad alte dosi (a basse non è dimostrabile che faccia male). L'uranio impoverito, se non lo mangi o non lo respiri, non fa praticamente niente. La tossicità pare che dipenda dalla &quot;chimica&quot; dell'uranio, cioè dal fatto che forma polveri sottili, come quelle del carbone, ma cosa centra con l'energia atomica? L'aspetto radioattivo dell'uranio impoverito è insignificante (viene solo usato per spaventare la gente).

Se è per quello allora anche il piombo che si usa per fare i proiettili delle pistole uccide. E una bomba al fosforo non è che faccia del bene. Ciò che è sbagliato è fare la guerra, non dare la colpa a una materiale perchè uccide. Cosa facciamo aboliamo il piombo? Il fosoforo? Tuute le industrie chimiche? Escluse quelle petrolifere?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>No no. E&#8217; esattamente così. L&#8217;uranio impoverito non è per niente pericoloso. La radioattività è sempre quella: non ce n&#8217;è una buona, quella naturale del carbonio, e una cattiva (guarda caso quella legata a tutto ciò che ha a che fare direttamente o indirettamente con le fonti di energia concorrenti al gas e col petrolio). Fa tutta male ad alte dosi (a basse non è dimostrabile che faccia male). L&#8217;uranio impoverito, se non lo mangi o non lo respiri, non fa praticamente niente. La tossicità pare che dipenda dalla &#8220;chimica&#8221; dell&#8217;uranio, cioè dal fatto che forma polveri sottili, come quelle del carbone, ma cosa centra con l&#8217;energia atomica? L&#8217;aspetto radioattivo dell&#8217;uranio impoverito è insignificante (viene solo usato per spaventare la gente).</p>
	<p>Se è per quello allora anche il piombo che si usa per fare i proiettili delle pistole uccide. E una bomba al fosforo non è che faccia del bene. Ciò che è sbagliato è fare la guerra, non dare la colpa a una materiale perchè uccide. Cosa facciamo aboliamo il piombo? Il fosoforo? Tuute le industrie chimiche? Escluse quelle petrolifere?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: lcimmin</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20759</link>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 16:00:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20759</guid>
					<description>Ing. Pietruccio, certo le soluzioni si trovano. 

Permettimi di dissentire sul commento alla descrizione dell'incidente, ci saranno con agni probabilita' degli errori ma non sono quelli che hai segnalato. Inoltre per quanto nel carbonio, essendo così come si trova in natura e quindi nell'uomo, sotto forma di C12, C13 e C14, di cui quest' ultimo che compare circa nell'1% per mole è radia ttivo, non ha niente a che vedere con un materiale, l'uranio impoverito, che è riconosciuto dalla comunita' europea come fortemente inquinante tanto e' vero che e' stato bandito dalle armi permesse ai membri. Ti prego di esprimerti nel modo piu' accurato possibile equando nelle tue affermazioni esprimi una tua opinione semmai citalo come faccio io quando esprimo le mie. Il rischio e' che le persone credano che la radiazione emessa dal corpo umano e quella dell'uranio impoverito siano confrontabili quando invece ci passano diversi ordini di grandezza per lo mezzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Ing. Pietruccio, certo le soluzioni si trovano. </p>
	<p>Permettimi di dissentire sul commento alla descrizione dell&#8217;incidente, ci saranno con agni probabilita&#8217; degli errori ma non sono quelli che hai segnalato. Inoltre per quanto nel carbonio, essendo così come si trova in natura e quindi nell&#8217;uomo, sotto forma di C12, C13 e C14, di cui quest&#8217; ultimo che compare circa nell&#8217;1% per mole è radia ttivo, non ha niente a che vedere con un materiale, l&#8217;uranio impoverito, che è riconosciuto dalla comunita&#8217; europea come fortemente inquinante tanto e&#8217; vero che e&#8217; stato bandito dalle armi permesse ai membri. Ti prego di esprimerti nel modo piu&#8217; accurato possibile equando nelle tue affermazioni esprimi una tua opinione semmai citalo come faccio io quando esprimo le mie. Il rischio e&#8217; che le persone credano che la radiazione emessa dal corpo umano e quella dell&#8217;uranio impoverito siano confrontabili quando invece ci passano diversi ordini di grandezza per lo mezzo.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20757</link>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 15:17:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20757</guid>
					<description>x Lcimmin

Non mi permetterei mai di darti del &quot;disfattista&quot;. E' quel tipo di ragionamento che mi fanno in tanti ad avere queste caratteristiche. Inutile negare che un problema di fondo c'è anche se non credo che arrvi a intaccare la sicurezza (uno sarebbe matto se speculasse su quella, ma in Italia quanti matti ci sono?). Ritengo che questo sia l'aspetto su cui maggiormente si debba insistere se l'Italia si decidesse, una buona volta, a entrare nel ramo nucleare: la trasparenza, il &quot;controllo&quot; esteso al massimo possibile fino a coinvolgere, in ultima analisi, la popolazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>x Lcimmin</p>
	<p>Non mi permetterei mai di darti del &#8220;disfattista&#8221;. E&#8217; quel tipo di ragionamento che mi fanno in tanti ad avere queste caratteristiche. Inutile negare che un problema di fondo c&#8217;è anche se non credo che arrvi a intaccare la sicurezza (uno sarebbe matto se speculasse su quella, ma in Italia quanti matti ci sono?). Ritengo che questo sia l&#8217;aspetto su cui maggiormente si debba insistere se l&#8217;Italia si decidesse, una buona volta, a entrare nel ramo nucleare: la trasparenza, il &#8220;controllo&#8221; esteso al massimo possibile fino a coinvolgere, in ultima analisi, la popolazione.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20754</link>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 14:34:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20754</guid>
					<description>x Lcimmin

L'articolo inizia con
&quot;...Con quale coraggio torneremo a comprare la macchina o le lamette da barba?...&quot;

Semplice. Un dosimetro ormai costa poche centiania di euro. Sono pubblicizzati anche su questo sito. Puoi procurartene uno e poi misurare tutto quello che ti sta intorno: avrai delle sorprese. Vedrai anche che sono dosi tutte molto basse.

In ogni caso il problema è noto e la radioattività di tutti gli acciai da costruzione in ingresso in italia viene controllata (ci era arrivata una informativa dall'ordine degli ingegneri già parecchio tempo fa: non mi ricordo se era una circolare del ministero o quale altro tipo di documento).

Sia chiaro però che l'utilizzo e il commercio di tali materiali è un atto criminale. Cosa centra col nucleare civile in Italia? Oltretutto come vedi c'è chi commercia in queste cose anche se l'Italia non ha il nucleare, quindi non farlo qui non serve a niente per i tuoi scopi. 

E poi, perchè non chiedi di tornare all'età della pietra: se non ci fosse il ferro non si farebbero coltelli e pistole e certa gente non potrebbe più fare le rapine in banca, no? Ecc...

L'articolo citato sembra confondere poi l'uso dell'uranio impoverito, che non è una scoria e ha una radioattività del tutto trascurabile (ti ricordo che anche tu sei radioattivo perchè il carbonio è un materiale radioattivo, nelle ossa hai anche uranio e una buona parte della dose radioattiva la prendi dal potassio senza il quale non vivresti) con lo smaltimento illegale di materiali pericolosi ed è a questo modo scorretto che mi riferisco quando dico che sul nucleare è stato montato un pregiudizio che sono convinto nasconda interessi altrettanto poco puliti.

Riguardo alla descrizione dell'incidente di Chernobyl mi sembra che ci siano degli errori, in particolare una certa confusione sul funzionamento di quel tipo di reattore che in alcuni punti viene descritto come se fosse uno dei nostri, però sono cose complicate e non credo interessino a nessuno... men che meno a me (mi occupavo per l'appunto della reattività del nocciolo ma i reattori russi di quella generazione francamente non mi entusiasmano, me li voglio solo dimenticare e per quel che mi riguarda andrebbero chiusi tutti e subito).</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>x Lcimmin</p>
	<p>L&#8217;articolo inizia con<br />
&#8220;&#8230;Con quale coraggio torneremo a comprare la macchina o le lamette da barba?&#8230;&#8221;</p>
	<p>Semplice. Un dosimetro ormai costa poche centiania di euro. Sono pubblicizzati anche su questo sito. Puoi procurartene uno e poi misurare tutto quello che ti sta intorno: avrai delle sorprese. Vedrai anche che sono dosi tutte molto basse.</p>
	<p>In ogni caso il problema è noto e la radioattività di tutti gli acciai da costruzione in ingresso in italia viene controllata (ci era arrivata una informativa dall&#8217;ordine degli ingegneri già parecchio tempo fa: non mi ricordo se era una circolare del ministero o quale altro tipo di documento).</p>
	<p>Sia chiaro però che l&#8217;utilizzo e il commercio di tali materiali è un atto criminale. Cosa centra col nucleare civile in Italia? Oltretutto come vedi c&#8217;è chi commercia in queste cose anche se l&#8217;Italia non ha il nucleare, quindi non farlo qui non serve a niente per i tuoi scopi. </p>
	<p>E poi, perchè non chiedi di tornare all&#8217;età della pietra: se non ci fosse il ferro non si farebbero coltelli e pistole e certa gente non potrebbe più fare le rapine in banca, no? Ecc&#8230;</p>
	<p>L&#8217;articolo citato sembra confondere poi l&#8217;uso dell&#8217;uranio impoverito, che non è una scoria e ha una radioattività del tutto trascurabile (ti ricordo che anche tu sei radioattivo perchè il carbonio è un materiale radioattivo, nelle ossa hai anche uranio e una buona parte della dose radioattiva la prendi dal potassio senza il quale non vivresti) con lo smaltimento illegale di materiali pericolosi ed è a questo modo scorretto che mi riferisco quando dico che sul nucleare è stato montato un pregiudizio che sono convinto nasconda interessi altrettanto poco puliti.</p>
	<p>Riguardo alla descrizione dell&#8217;incidente di Chernobyl mi sembra che ci siano degli errori, in particolare una certa confusione sul funzionamento di quel tipo di reattore che in alcuni punti viene descritto come se fosse uno dei nostri, però sono cose complicate e non credo interessino a nessuno&#8230; men che meno a me (mi occupavo per l&#8217;appunto della reattività del nocciolo ma i reattori russi di quella generazione francamente non mi entusiasmano, me li voglio solo dimenticare e per quel che mi riguarda andrebbero chiusi tutti e subito).
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: lcimmin</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20753</link>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 14:12:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20753</guid>
					<description>Intervengo sull'ultimo post di Pietruccio, dicendo che sono parole sante ed i dati di fatto ci sono. Non concordo su questa visione di Italia competitiva (basti vedere le pubblicazioni in campo tecnologicoe scientifico, che fatta ecezione della Medicina, ci collocano tra gli ultimi posti al mondo) ma sono quisquiglie e pinzillaccherere queste!!!

La cosa che voglio constatare è (e se qualcuno mi da del disfattista fa bene) che effettivamente questo paese non e' per la gente onesta, indipendentemente dalla posizione sul nucleare o dalle tendenze politiche. Questo e' un posto per &quot;Fannulloni di Maria De Filippi&quot; e per &quot;Chi vuol essere milionario alla Briatore&quot;. Qui nn si discute la competenza e l'impegno dei tecniici di alto livello. Qui si discute la capacita' dei dirigenti ad amministrare i progetti e la competenza del terzo livello. Piccole e medie imprese che non sono in grado di portare a termine i loro oneri contrattuali con grandi aziende private e statali sono all'ordine del giorno nelle preture italiane, così come manager arrivisti e sfaccendati sono la norma nei consigli di amministrazione. 

Ripeto la constatazione che questo non e' un posto per la gente onesta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Intervengo sull&#8217;ultimo post di Pietruccio, dicendo che sono parole sante ed i dati di fatto ci sono. Non concordo su questa visione di Italia competitiva (basti vedere le pubblicazioni in campo tecnologicoe scientifico, che fatta ecezione della Medicina, ci collocano tra gli ultimi posti al mondo) ma sono quisquiglie e pinzillaccherere queste!!!</p>
	<p>La cosa che voglio constatare è (e se qualcuno mi da del disfattista fa bene) che effettivamente questo paese non e&#8217; per la gente onesta, indipendentemente dalla posizione sul nucleare o dalle tendenze politiche. Questo e&#8217; un posto per &#8220;Fannulloni di Maria De Filippi&#8221; e per &#8220;Chi vuol essere milionario alla Briatore&#8221;. Qui nn si discute la competenza e l&#8217;impegno dei tecniici di alto livello. Qui si discute la capacita&#8217; dei dirigenti ad amministrare i progetti e la competenza del terzo livello. Piccole e medie imprese che non sono in grado di portare a termine i loro oneri contrattuali con grandi aziende private e statali sono all&#8217;ordine del giorno nelle preture italiane, così come manager arrivisti e sfaccendati sono la norma nei consigli di amministrazione. </p>
	<p>Ripeto la constatazione che questo non e&#8217; un posto per la gente onesta.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Una panoramica sul nucleare e i possibili sviluppi della tecnologia nucleare by: Pietruccio</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20752</link>
		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 13:53:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/06/25/panoramica-nucleare-sviluppi-tecnologia-nucleare/#comment-20752</guid>
					<description>x Alex

Vedi il problema, per quanto mi riguarda, è che lavoro e famiglia non mi lasciano molto tempo. Avrei almeno una trentina di interventi da fare sugli ultimi post ma non ce la faccio proprio.

Riprenderò brevemente solo una questione che ricorre abbastanza spesso e cioè il dubbio che l'Italia possa essere in grado di affrontare una tecnologia avanzata come il nucleare, considerando i problemi che ha mostrato fino adesso questo nostro paese (monnezza, infrastrutture ecc…)

Premetto che non tutto va male, come diceva anche Enrico B. in alcuni campi della tecnologia siamo i primi al mondo, e non c'è motivo per pensare che in media, potenzialmente, siamo come tutti gli altri paesi, quindi allineabili anche coi migliori.

Detto questo vorrei far notare una cosa di cui in questo sito si parla poco e cioè il fatto che nel ramo nucleare si lavora in modo completamente diverso da quello adottato in altre attività: si lavora in GARANZIA DELLA QUALITA', il che comporta una struttura complessa di controlli e documentazione che consente di responsabilizzare ogni attore del processo in quanto si conosce la provenienza di ogni pezzo e chi ha fatto ogni lavorazione e anche chi, quando, come, dove e perchè lo ha controllato. Non solo, ma la struttura delle aziende coinvolte deve essere modificata in modo da non essere organizzata in forma rigidamente gerarchica perchè questo renderebbe possibile il mancato afflusso delle informazioni a tutti i livelli di responsabilità e competenza del processo produttivo. A fianco va prevista una struttura di controlli interni che riferisca direttamente ai più alti livelli e possa dare un quadro costantemente aggiornato della “qualità” dell'intero ciclo produttivo (con la parola qualità si intende la rispondenza alle specifiche che in questo caso comprende anche e soprattutto l’affidabilità). Ovvio poi che il sistema deve essere esteso anche a tutti i subappalti e che il tutto viene controllato dall'ente statale adibito alla sicurezza. Ovvio, anche, che venga mantenuta traccia sull'affidabilità mostrata da tutte le aziende coinvolte nel processo di produzione degli impianti nucleari (se volete pensatelo come un libro nero su cui va a finire chi non rispetta le regole). Alla fine, lo stesso pezzo, prodotto in garanzia della qualità, finirà per costare qualcosa come 5 volte tanto: giusto! Non è il prezzo l'obiettivo principale, ma la sicurezza, cosa a cui, nel ramo nucleare, ci si pensa infinitamente più di quanto la gente immagini.

Credo che la complicazione del processo e l'ossessività dei controlli rendono ben poco appetibile questo tipo di attività agli &quot;speculatori&quot;.

Ma c'è anche un'altro aspetto da considerare nell'atteggiamento un po' disfattista di dire: &quot;qui in Italia non siamo in grado di fare il nucleare&quot;. Allora cosa facciamo? Ci occupiamo solo di attività banali su cui è facile rubare o speculare in qualche modo, tanto così anche se qualcuno imbroglia non può fare danni più di tanto? Quale spazio lasciamo a tutti quegli italiani onesti e capaci che vorrebbero impegnarsi in qualcosa che abbia un valore e che vogliono far crescere il paese?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>x Alex</p>
	<p>Vedi il problema, per quanto mi riguarda, è che lavoro e famiglia non mi lasciano molto tempo. Avrei almeno una trentina di interventi da fare sugli ultimi post ma non ce la faccio proprio.</p>
	<p>Riprenderò brevemente solo una questione che ricorre abbastanza spesso e cioè il dubbio che l&#8217;Italia possa essere in grado di affrontare una tecnologia avanzata come il nucleare, considerando i problemi che ha mostrato fino adesso questo nostro paese (monnezza, infrastrutture ecc…)</p>
	<p>Premetto che non tutto va male, come diceva anche Enrico B. in alcuni campi della tecnologia siamo i primi al mondo, e non c&#8217;è motivo per pensare che in media, potenzialmente, siamo come tutti gli altri paesi, quindi allineabili anche coi migliori.</p>
	<p>Detto questo vorrei far notare una cosa di cui in questo sito si parla poco e cioè il fatto che nel ramo nucleare si lavora in modo completamente diverso da quello adottato in altre attività: si lavora in GARANZIA DELLA QUALITA&#8217;, il che comporta una struttura complessa di controlli e documentazione che consente di responsabilizzare ogni attore del processo in quanto si conosce la provenienza di ogni pezzo e chi ha fatto ogni lavorazione e anche chi, quando, come, dove e perchè lo ha controllato. Non solo, ma la struttura delle aziende coinvolte deve essere modificata in modo da non essere organizzata in forma rigidamente gerarchica perchè questo renderebbe possibile il mancato afflusso delle informazioni a tutti i livelli di responsabilità e competenza del processo produttivo. A fianco va prevista una struttura di controlli interni che riferisca direttamente ai più alti livelli e possa dare un quadro costantemente aggiornato della “qualità” dell&#8217;intero ciclo produttivo (con la parola qualità si intende la rispondenza alle specifiche che in questo caso comprende anche e soprattutto l’affidabilità). Ovvio poi che il sistema deve essere esteso anche a tutti i subappalti e che il tutto viene controllato dall&#8217;ente statale adibito alla sicurezza. Ovvio, anche, che venga mantenuta traccia sull&#8217;affidabilità mostrata da tutte le aziende coinvolte nel processo di produzione degli impianti nucleari (se volete pensatelo come un libro nero su cui va a finire chi non rispetta le regole). Alla fine, lo stesso pezzo, prodotto in garanzia della qualità, finirà per costare qualcosa come 5 volte tanto: giusto! Non è il prezzo l&#8217;obiettivo principale, ma la sicurezza, cosa a cui, nel ramo nucleare, ci si pensa infinitamente più di quanto la gente immagini.</p>
	<p>Credo che la complicazione del processo e l&#8217;ossessività dei controlli rendono ben poco appetibile questo tipo di attività agli &#8220;speculatori&#8221;.</p>
	<p>Ma c&#8217;è anche un&#8217;altro aspetto da considerare nell&#8217;atteggiamento un po&#8217; disfattista di dire: &#8220;qui in Italia non siamo in grado di fare il nucleare&#8221;. Allora cosa facciamo? Ci occupiamo solo di attività banali su cui è facile rubare o speculare in qualche modo, tanto così anche se qualcuno imbroglia non può fare danni più di tanto? Quale spazio lasciamo a tutti quegli italiani onesti e capaci che vorrebbero impegnarsi in qualcosa che abbia un valore e che vogliono far crescere il paese?
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
</channel>
</rss>

