Centro Comune di Ricerca CCR di Ispra - giornata porte aperte
29 Maggio 2006 di AmministratoreUna gentile lettrice ci ha inviato un breve resoconto della visita effettuata sabato 13 maggio presso il “Centro Comune di Ricerca - CCR” di Ispra in provincia di Varese (detto anche in inglese “Joint Research Centre - JRC”) in occasione di una giornata “porte aperte” in cui era possibile visitare l’ impianto.
Riportiamo il resoconto:
In occasione del 56° anno della dichiarazione di Schuman, considerata punto di partenza dell’ unione europea, il Centro Comune di Ricerche di Ispra ha organizzato una giornata “Porte Aperte” per sensibilizzare il pubblico sulle ricerche effettuate al suo interno.
L’ organizzazione impeccabile ci ha permesso di lasciare l’ auto nei parcheggi predisposti e di accomodarci sul pullman che ci avrebbe portato all’ ingresso del centro. La fase di accreditamento è stata velocissima ed in un attimo ci siamo trovati al di là del famoso cancello del centro di Ispra.
Il programma della giornata lasciava liberi i visitatori di organizzarsi come meglio preferivano. Le attività erano molteplici e tutte rivolte a far conoscere alla gente comune le svariate tipologie di ricerca svolte nei diversi campi di applicazione. Numerose erano anche le attività per i bambini.
Personalmente ho assistito alla presentazione riguardante la sicurezza dei contenitori alimentari, effettuato visite ai laboratori delle energie rinnovabili, al ciclotrone ed al laboratorio per le verifiche strutturali utile a valutare le resistenze sismiche degli edifici. Ma molto altro era proposto. Oltre ad un tour in pullman nella zona del reattore “Essor”.
Proprio quest’ ultimo mi ha entusiasmato, insieme alla visita al ciclotrone. La visita durava all’ incirca 20-30 minuti. Seduti all’ interno del pullman (ci è stato detto che per ragioni burocratiche era impossibile scendere dal mezzo) ci siamo addentrati nella zona dove un tempo si svolgevano ricerche nucleari. Il primo edificio che abbiamo visto è stato la torre piezometrica per il rifornimento dell’ acqua.
Poco distante appariva il reattore “Essor” e il reattore Ispra 1, fermo dal 1987 anno del referendum. Ci è stato detto che le barre di uranio sono state restituite nel 2000 al Canada, da dove provenivano.
C’è anche un altro reattore (Ispra 2) ma non sono riuscita a scorgerlo tra i boschi ed un altro ancora che non è mai entrato in funzione.Una parte dell’ isola nucleare è destinata allo stoccaggio delle scorie radioattive.
Gli edifici opportunamente schermati hanno un aspetto spettrale: ormai pochissime persone lavorano all’ interno della zona “Essor”.
Sebbene ci sia il progetto legislativo per creare un sito unico di smaltimento a livello nazionale, il centro ha cominciato a crearne uno proprio all’ interno per garantire la totale messa in sicurezza dei rifiuti.L’ altra visita che mi ha colpito è stata quella al ciclotrone.
Divisi in piccoli gruppi e dopo una breve panoramica sui tre tipi di radiazioni (alpha, beta e gamma) siamo entrati nella zona che ospita la macchina ed i laboratori.
Subito ci hanno fornito di un dosimetro per monitorare i livelli di radiazione, anche se nei giorni non lavorativi la macchina non è in funzione e quindi erano pari a zero.
Il ciclotrone si trova in una stanza altamente schermata e lo si può notare anche dallo spessore dell’ apertura per accedervi: circa 2,5 metri ed una porta che pesa 70 tonnellate.
La macchina è capace di accelerare protoni, deuteroni e nuclei di elio ad energia variabile fino a 40 MeV. Questo è utile per produrre radioisotopi adatti alla ricerca medica per lo sviluppo di nuovi radio-farmaci. I radio-farmaci sono utilizzati sia in campo diagnostico che terapeutico.
Ad esempio il ciclotrone di Ispra in collaborazione con la “General Electric Healthcare” produce il 18F-FDG, radio-farmaco usato soprattutto per la diagnosi tumorale tramite PET, per la distribuzione commerciale ad ospedali e centri sanitari.
Ma ci sono altri impieghi possibili dei radioisotopi prodotti dal ciclotrone, come i traccianti in materiali bio-medici con lo scopo di studiare, il rilascio metallico da materiali per protesi mediche.Alla fine del giro abbiamo ridato i dosimetri per verificare la nostra esposizione alle radiazioni, che è stata nulla. La visita comunque era vietata a donne incinta e minorenni.
Il personale del centro ricerche è stato veramente affabile e disponibile, e dopo numerose altre visite ai laboratori, stanchi ma soddisfatti, abbiamo ripreso i pullman per raggiungere le nostre auto.