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	<title>Comments on: Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 18:36:33 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel by: Amministratore</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-12748</link>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 18:45:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-12748</guid>
					<description>Salve sig. Enrico Barberis,
provi a contattare l' ENEL via mail. 
Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Salve sig. Enrico Barberis,<br />
provi a contattare l&#8217; ENEL via mail.<br />
Saluti.
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel by: Enrico Barberis</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-12732</link>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 08:17:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-12732</guid>
					<description>Sono Ingegnere Meccanico ad Indirizzo Nucleare, desidererei entrare in contatto con Ing. Giancarlo Acquilanti

possibilmente via e-mail

mi potete aiutare? grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Sono Ingegnere Meccanico ad Indirizzo Nucleare, desidererei entrare in contatto con Ing. Giancarlo Acquilanti</p>
	<p>possibilmente via e-mail</p>
	<p>mi potete aiutare? grazie
</p>
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				</item>
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 		<title>Comment on Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel by: Edoardo Trevisiol</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-344</link>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 11:22:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-344</guid>
					<description>Per quel che riguarda l'ormai ribattezzato &quot;agguerrito ufficio stampa&quot;, sono d'accordo sul fatto che molto probabilmente non si può prescindere da un confronto con l'opinione pubblica/enti locali ma l'ingentilimento del mostro deve passare anche da un aumento dell'informazione in possesso dell'uomo della strada... Questa è la parte veramente difficile. La gente prima del 1986 non si poneva in modo così negativo nei confronti del nucleare pur essendoci il timore innato nei confronti delle invisibili radiazioni, semplicemente ignorava tutto ciò che non la riguardava direttamene come avviene generalmene nei confronti degli altri processi di produzione di energia (basta poter accendere la lampadina alla sera). Dopo il 1986 nel pensiero delle stesse persone ci sono le immagini che tutti conosciamo (cfr SuperQuark et similia). Ovviamente a questo si uniscono campagne di informazione approssimative e, spesso, scientificamente scorrette (altrimenti non mi spiego il motivo per cui questo rifiuto a 360° sia una prerogativa italiana). Il problema è che cancellare questo shock dalla memoria collettiva è un azione quasi disperata, me ne accorgo lavorando tutti i giorni in medicina nucleare... l'unico modo forse sarebbe quello di coinvolgere chi è meno vincolato dai preconcetti ed in questo sono d'accordo con chi  punta soprattutto sui giovani (scienziati e non) per una rilettura libera da vincoli e, soprattutto per proporre nuove soluzioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Per quel che riguarda l&#8217;ormai ribattezzato &#8220;agguerrito ufficio stampa&#8221;, sono d&#8217;accordo sul fatto che molto probabilmente non si può prescindere da un confronto con l&#8217;opinione pubblica/enti locali ma l&#8217;ingentilimento del mostro deve passare anche da un aumento dell&#8217;informazione in possesso dell&#8217;uomo della strada&#8230; Questa è la parte veramente difficile. La gente prima del 1986 non si poneva in modo così negativo nei confronti del nucleare pur essendoci il timore innato nei confronti delle invisibili radiazioni, semplicemente ignorava tutto ciò che non la riguardava direttamene come avviene generalmene nei confronti degli altri processi di produzione di energia (basta poter accendere la lampadina alla sera). Dopo il 1986 nel pensiero delle stesse persone ci sono le immagini che tutti conosciamo (cfr SuperQuark et similia). Ovviamente a questo si uniscono campagne di informazione approssimative e, spesso, scientificamente scorrette (altrimenti non mi spiego il motivo per cui questo rifiuto a 360° sia una prerogativa italiana). Il problema è che cancellare questo shock dalla memoria collettiva è un azione quasi disperata, me ne accorgo lavorando tutti i giorni in medicina nucleare&#8230; l&#8217;unico modo forse sarebbe quello di coinvolgere chi è meno vincolato dai preconcetti ed in questo sono d&#8217;accordo con chi  punta soprattutto sui giovani (scienziati e non) per una rilettura libera da vincoli e, soprattutto per proporre nuove soluzioni.
</p>
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	<item>
 		<title>Comment on Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel by: Edoardo Trevisiol</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-342</link>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 10:30:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-342</guid>
					<description>Sono andato a vedere i link proposti: direi che mostrano un elevato livello scientifico unito, mi riferisco al terzo link, alla capacità di rendere comprensibile anche a chi non opera nel vostro stesso campo (io mi occupo di fisica sanitaria e radioprotezione in ambito medicale) concetti interessanti e, spero, utili in tempi non biblici... Sicuramente questa è la strada da seguire e da incrementare. Buon lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Sono andato a vedere i link proposti: direi che mostrano un elevato livello scientifico unito, mi riferisco al terzo link, alla capacità di rendere comprensibile anche a chi non opera nel vostro stesso campo (io mi occupo di fisica sanitaria e radioprotezione in ambito medicale) concetti interessanti e, spero, utili in tempi non biblici&#8230; Sicuramente questa è la strada da seguire e da incrementare. Buon lavoro.
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel by: Giuseppe Cornacchia</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-340</link>
		<pubDate>Fri, 19 May 2006 00:20:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-340</guid>
					<description>Un'altra questione sull'aspetto informativo, anche secondo quanto riferisce Aquilanti a proposito dei siti papabili bocciati dalle sollevazioni popolari. Bisogna tutti disporsi all'idea che, data la continua penetrazione delle forme di democrazia partecipata in materia di pianificazione territoriale e ambientale (esempio in voga: &quot;Agenda 21&quot;, dal livello planetario a quello nazionale a quello locale), risulta strategicamente errato calare decisioni dall'alto, come è accaduto nel caso di Scanzano. L'agguerrito ufficio stampa di cui sopra dovrebbe dunque non solo insistere sull'efficacia/efficienza tecnico-economica comparativa, che è un prerequisito indispensabile, ma soprattutto &quot;ingentilire&quot; il mostro che viene percepito a livello popolare. E' un discorso culturale e di immaginario che, in tempi di non emergenza (come sarebbe invece un black-out che ci lasciasse al buio un mese), precede tutto il resto. Esiste gente nel nucleare in Italia che ha la percezione di questo tipo di necessità  comunicativa e il potere decisionale per agire di conseguenza?</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Un&#8217;altra questione sull&#8217;aspetto informativo, anche secondo quanto riferisce Aquilanti a proposito dei siti papabili bocciati dalle sollevazioni popolari. Bisogna tutti disporsi all&#8217;idea che, data la continua penetrazione delle forme di democrazia partecipata in materia di pianificazione territoriale e ambientale (esempio in voga: &#8220;Agenda 21&#8243;, dal livello planetario a quello nazionale a quello locale), risulta strategicamente errato calare decisioni dall&#8217;alto, come è accaduto nel caso di Scanzano. L&#8217;agguerrito ufficio stampa di cui sopra dovrebbe dunque non solo insistere sull&#8217;efficacia/efficienza tecnico-economica comparativa, che è un prerequisito indispensabile, ma soprattutto &#8220;ingentilire&#8221; il mostro che viene percepito a livello popolare. E&#8217; un discorso culturale e di immaginario che, in tempi di non emergenza (come sarebbe invece un black-out che ci lasciasse al buio un mese), precede tutto il resto. Esiste gente nel nucleare in Italia che ha la percezione di questo tipo di necessità  comunicativa e il potere decisionale per agire di conseguenza?
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel by: Vincenzo Romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-339</link>
		<pubDate>Thu, 18 May 2006 22:12:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-339</guid>
					<description>Noi, nei limiti delle nostre possibilità , abbiamo continuato a lavorare con serietà  ed in silenzio, facendo ricerca anche se stiamo in Italia (e pubblicando i nostri lavori a livello internazionale: es. http://www.nea.fr/html/science/meetings/ARWIF2004/6.02.pdf ), producendo un codice unico nel suo genere messo a disposizione della comunità  internazionale nel database della NEA ( http://www.nea.fr/abs/html/nea-1735.html ) e pubblicando anche una serie di articoli divulgativi in merito ai temi riguardanti le scorie, i costi, la sicurezza, ecc. ( http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/gcir.htm ).

Credo che se c'è l'entusiasmo e la buona volontà si possa continuare a lavorare comunque, anche se fra mille difficoltà ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Noi, nei limiti delle nostre possibilità , abbiamo continuato a lavorare con serietà  ed in silenzio, facendo ricerca anche se stiamo in Italia (e pubblicando i nostri lavori a livello internazionale: es. <a href='http://www.nea.fr/html/science/meetings/ARWIF2004/6.02.pdf' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.nea.fr/html/science/meetings/ARWIF2004/6.02.pdf' rel="nofollow" target="_blank">http://www.nea.fr/html/science/meetings/ARWIF2004/6.02.pdf</a></a> ), producendo un codice unico nel suo genere messo a disposizione della comunità  internazionale nel database della NEA ( <a href='http://www.nea.fr/abs/html/nea-1735.html' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www.nea.fr/abs/html/nea-1735.html' rel="nofollow" target="_blank">http://www.nea.fr/abs/html/nea-1735.html</a></a> ) e pubblicando anche una serie di articoli divulgativi in merito ai temi riguardanti le scorie, i costi, la sicurezza, ecc. ( <a href='http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/gcir.htm' rel="nofollow" target="_blank"><a href='http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/gcir.htm' rel="nofollow" target="_blank">http://www2.ing.unipi.it/~d0728/GCIR/gcir.htm</a></a> ).</p>
	<p>Credo che se c&#8217;è l&#8217;entusiasmo e la buona volontà si possa continuare a lavorare comunque, anche se fra mille difficoltà &#8230;
</p>
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				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel by: Giuseppe Cornacchia</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-335</link>
		<pubDate>Thu, 18 May 2006 19:46:40 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-335</guid>
					<description>Non sarebbe male un ufficio stampa attrezzato per combattere la guerra dell'informazione sui media (valga magari come proposta all'Associazione Italiana Nucleare). Un grosso problema sarà  senz'altro &quot;coinvolgere&quot; la popolazione: pregiudizi ideologici a parte, non c'è dubbio che il business sia per pochi e molto molto grandi. Insomma, per il peggio del turbocapitalismo: multinazionali del settore + grandi erogatori di capitale. Voglio dire, non c'è la minima possibilità che gente comune possa inventarcisi un reddito, al contrario di altre fonti energetiche, per le quali i finanziamenti a pioggia ammortizzano a basso know-how intellettuale la povertà stagnante e consentono la sopravvivenza di numerose piccole aziende di montatori-installatori-progettisti. E' questo un grosso ostacolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Non sarebbe male un ufficio stampa attrezzato per combattere la guerra dell&#8217;informazione sui media (valga magari come proposta all&#8217;Associazione Italiana Nucleare). Un grosso problema sarà  senz&#8217;altro &#8220;coinvolgere&#8221; la popolazione: pregiudizi ideologici a parte, non c&#8217;è dubbio che il business sia per pochi e molto molto grandi. Insomma, per il peggio del turbocapitalismo: multinazionali del settore + grandi erogatori di capitale. Voglio dire, non c&#8217;è la minima possibilità che gente comune possa inventarcisi un reddito, al contrario di altre fonti energetiche, per le quali i finanziamenti a pioggia ammortizzano a basso know-how intellettuale la povertà stagnante e consentono la sopravvivenza di numerose piccole aziende di montatori-installatori-progettisti. E&#8217; questo un grosso ostacolo.
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
 		<title>Comment on Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel by: Edoardo Trevisiol</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-327</link>
		<pubDate>Thu, 18 May 2006 11:51:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-327</guid>
					<description>Tra i gruppi di lavoro se ne potrebbe proporre anche uno che si occupi di preparare e diffondere a livello nazionale materiale informativo che spieghi ed aggiorni costantemente l'opinione pubblica sui risultati raggiunti dalla ricerca (purtroppo quasi completamene svolta fuori Italia) in modo da dissipare inutili paure e consentire una scelta obiettiva nei confronti della risorsa nucleare. Rendere l'opinione pubblica edotta sui reali rischi legati all'uso del nucleare con le recenti tecnologie, gli attuali sistemi di sicurezza e le nuove prospettive riguardo il trattamento delle scorie richiederè  un tempo altrettanto lungo rispetto al tornare competitivi da un punto di vista energetico a livello internazionale. Mi sembra impensabile impostare un lavoro di ricerca di questa portata senza l'appoggio dell'opinione pubblica che purtroppo è rimasta ferma alle immagini del 1986 ed è perciò facilmente influenzabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Tra i gruppi di lavoro se ne potrebbe proporre anche uno che si occupi di preparare e diffondere a livello nazionale materiale informativo che spieghi ed aggiorni costantemente l&#8217;opinione pubblica sui risultati raggiunti dalla ricerca (purtroppo quasi completamene svolta fuori Italia) in modo da dissipare inutili paure e consentire una scelta obiettiva nei confronti della risorsa nucleare. Rendere l&#8217;opinione pubblica edotta sui reali rischi legati all&#8217;uso del nucleare con le recenti tecnologie, gli attuali sistemi di sicurezza e le nuove prospettive riguardo il trattamento delle scorie richiederè  un tempo altrettanto lungo rispetto al tornare competitivi da un punto di vista energetico a livello internazionale. Mi sembra impensabile impostare un lavoro di ricerca di questa portata senza l&#8217;appoggio dell&#8217;opinione pubblica che purtroppo è rimasta ferma alle immagini del 1986 ed è perciò facilmente influenzabile.
</p>
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				</item>
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 		<title>Comment on Giancarlo Aquilanti - breve intervista al responsabile del nucleare Enel by: Giuseppe Cornacchia</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-312</link>
		<pubDate>Wed, 17 May 2006 12:18:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2006/05/15/giancarlo-aquilanti-intervista-responsabile-nucleare-enel/#comment-312</guid>
					<description>Non sarebbe male organizzare anche gruppi di lavoro autonomi: la materia è davvero vasta e c'è possibilità di crescere costantemente per poi lavorare magari in proprio. Le fonti informative sono in gran parte reperibili tramite un uso intelligente di Internet, il resto è prassi politico-commerciale, buona pratica ingegneristica ed esercizio di lobby. Passa anche da qui il nuovo rafforzamento del settore in Italia: va bene recuperare le risorse disperse dopo il referendum, ma il futuro sono i giovani, la nuova generazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Non sarebbe male organizzare anche gruppi di lavoro autonomi: la materia è davvero vasta e c&#8217;è possibilità di crescere costantemente per poi lavorare magari in proprio. Le fonti informative sono in gran parte reperibili tramite un uso intelligente di Internet, il resto è prassi politico-commerciale, buona pratica ingegneristica ed esercizio di lobby. Passa anche da qui il nuovo rafforzamento del settore in Italia: va bene recuperare le risorse disperse dopo il referendum, ma il futuro sono i giovani, la nuova generazione.
</p>
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