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	<title>Comments on: Porta a Porta - inesattezze &#8220;politiche&#8221; sulla questione rifiuti radioattivi</title>
	<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2005/12/16/porta-porta-rifiuti-radioattivi/</link>
	<description>raccolta di news sul nucleare</description>
	<pubDate>Thu, 17 May 2012 16:57:22 +0000</pubDate>
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	<item>
 		<title>Comment on Porta a Porta - inesattezze &#8220;politiche&#8221; sulla questione rifiuti radioattivi by: Daniele</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2005/12/16/porta-porta-rifiuti-radioattivi/#comment-36</link>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2005 10:50:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2005/12/16/porta-porta-rifiuti-radioattivi/#comment-36</guid>
					<description>E' dal 2003, dopo Scanzano, che in Italia non si parla della gestione dei rifiuti nucleari. Eppure se si segna su una cartina le ex centrali, gli ex centri di ricerca e i siti dove sono stipati i rifiuti vedremmo come l'Italia sia una pattumiera radioattiva.
Siamo ancora in emergenza terrorismo e dal 2003 la gestione dei rifiuti Ã¨ affidata ad un generale in pensione Carlo Jean che Ã¨ anche commissario delegato alla sicurezza dei siti ove sorgono le centrali ed il centro di ricerca.
Essendo Jean sia presidente di SOGIN che smantella e anche commissario delegato alla sicurezza dei siti si vede bene come tutto il potere sia nelle mani di una persona che puÃ² derogare a tutte le leggi e i decreti ambientali e che se vuole potrebbe anche decidere adesso che Scanzano Ã¨ il luogo giusto per fare il deposito.

Fortunatamente il decreto di emergenza scadrÃ  il 31 dicembre 2005.
Speriamo che Berlusconio non lo riproroghi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>E&#8217; dal 2003, dopo Scanzano, che in Italia non si parla della gestione dei rifiuti nucleari. Eppure se si segna su una cartina le ex centrali, gli ex centri di ricerca e i siti dove sono stipati i rifiuti vedremmo come l&#8217;Italia sia una pattumiera radioattiva.<br />
Siamo ancora in emergenza terrorismo e dal 2003 la gestione dei rifiuti Ã¨ affidata ad un generale in pensione Carlo Jean che Ã¨ anche commissario delegato alla sicurezza dei siti ove sorgono le centrali ed il centro di ricerca.<br />
Essendo Jean sia presidente di SOGIN che smantella e anche commissario delegato alla sicurezza dei siti si vede bene come tutto il potere sia nelle mani di una persona che puÃ² derogare a tutte le leggi e i decreti ambientali e che se vuole potrebbe anche decidere adesso che Scanzano Ã¨ il luogo giusto per fare il deposito.</p>
	<p>Fortunatamente il decreto di emergenza scadrÃ  il 31 dicembre 2005.<br />
Speriamo che Berlusconio non lo riproroghi!
</p>
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	<item>
 		<title>Comment on Porta a Porta - inesattezze &#8220;politiche&#8221; sulla questione rifiuti radioattivi by: vincenzo_romanello</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2005/12/16/porta-porta-rifiuti-radioattivi/#comment-34</link>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2005 10:59:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2005/12/16/porta-porta-rifiuti-radioattivi/#comment-34</guid>
					<description>Qualche commento.
La questione Ã¨ sicuramente complessa, pertanto andrebbe trattata con competenza e lontano da considerazioni 'politiche', dettate dal 'partito preso'.
Sicuramente (le interviste apparse in televisione lo testimoniano al di lÃ  di ogni margine di ragionevole dubbio) la gente Ã¨ stata colta dalla sindrome NIMBY (Not In My Back Yard), e questo Ã¨ irrazionale e deleterio.
Tuttavia bisogna ammettere che il Governo si Ã¨ mosso con grande imperizia 'politica', cercando di imporre una scelta (necessaria e dibattuta da lunghissimo tempo invero!) che andava ampiamente spiegata e concordata con la popolazione (personalmente conoscendo la tematica accetterei un deposito di scorie sotto casa mia, a patto di poter verificare personalmente l'esecuzione dei lavori ed avere facoltÃ  di interruzione degli stessi, ed a patto che questo vantaggio per tutta la popolazione della nazione si trasformi anche in un mio vantaggio economico, come sempre Ã¨ stato ed Ã¨ giusto che sia).
Bisogna ricordare che gli USA studiano il sito di Yucca Mountain (a 100 miglia da Las Vegas) da oltre ven'anni, con una spesa di miliardi di dollari!
Noi, purtroppo, ancora una volta ho idea che abbiamo fatto un pÃ² all''italiana' (ed Ã¨ cosi che poi nascono le barzellette)...
Ritengo, ed Ã¨ un principio accettato nel mondo, che sia immorale 'esportare' le scorie (anche se a noi converrebbe, in caso di perpetua rinuncia all'opzione nucleare, sulla quale sono molto scettico, anche pagando nazioni povere, come l'Uzbekistan, a peso d'oro - si parla credo di oltre mille euro a Kg). Ma ripeto, lo trovo immorale (ed Ã¨ facile immaginare quali sarebbero le conseguenze in termini di impatto ambientale in questi paesi e di chi dividerebbe gli utili...).
Quanto al deposito geologico non mi preoccuperi troppo della documentazione per le generazioni future: avranno sicuramente tutti i mezzi per accorgersi se e dove sono le nostre scorie, e sicuramente disporranno anche delle tecnologie per distruggerle: tali tecnologie sono infatti studiate giÃ  oggi, con i primi successi, e saranno mature al piÃ¹ fra qualche decina di anni (quindi probabilmente potrebbero essere viste, in un mondo affamato di energia,  addirittura come una risorsa energetica - basti pensare al plutonio sepolto!).</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Qualche commento.<br />
La questione Ã¨ sicuramente complessa, pertanto andrebbe trattata con competenza e lontano da considerazioni &#8216;politiche&#8217;, dettate dal &#8216;partito preso&#8217;.<br />
Sicuramente (le interviste apparse in televisione lo testimoniano al di lÃ  di ogni margine di ragionevole dubbio) la gente Ã¨ stata colta dalla sindrome NIMBY (Not In My Back Yard), e questo Ã¨ irrazionale e deleterio.<br />
Tuttavia bisogna ammettere che il Governo si Ã¨ mosso con grande imperizia &#8216;politica&#8217;, cercando di imporre una scelta (necessaria e dibattuta da lunghissimo tempo invero!) che andava ampiamente spiegata e concordata con la popolazione (personalmente conoscendo la tematica accetterei un deposito di scorie sotto casa mia, a patto di poter verificare personalmente l&#8217;esecuzione dei lavori ed avere facoltÃ  di interruzione degli stessi, ed a patto che questo vantaggio per tutta la popolazione della nazione si trasformi anche in un mio vantaggio economico, come sempre Ã¨ stato ed Ã¨ giusto che sia).<br />
Bisogna ricordare che gli USA studiano il sito di Yucca Mountain (a 100 miglia da Las Vegas) da oltre ven&#8217;anni, con una spesa di miliardi di dollari!<br />
Noi, purtroppo, ancora una volta ho idea che abbiamo fatto un pÃ² all'&#8217;italiana&#8217; (ed Ã¨ cosi che poi nascono le barzellette)&#8230;<br />
Ritengo, ed Ã¨ un principio accettato nel mondo, che sia immorale &#8216;esportare&#8217; le scorie (anche se a noi converrebbe, in caso di perpetua rinuncia all&#8217;opzione nucleare, sulla quale sono molto scettico, anche pagando nazioni povere, come l&#8217;Uzbekistan, a peso d&#8217;oro - si parla credo di oltre mille euro a Kg). Ma ripeto, lo trovo immorale (ed Ã¨ facile immaginare quali sarebbero le conseguenze in termini di impatto ambientale in questi paesi e di chi dividerebbe gli utili&#8230;).<br />
Quanto al deposito geologico non mi preoccuperi troppo della documentazione per le generazioni future: avranno sicuramente tutti i mezzi per accorgersi se e dove sono le nostre scorie, e sicuramente disporranno anche delle tecnologie per distruggerle: tali tecnologie sono infatti studiate giÃ  oggi, con i primi successi, e saranno mature al piÃ¹ fra qualche decina di anni (quindi probabilmente potrebbero essere viste, in un mondo affamato di energia,  addirittura come una risorsa energetica - basti pensare al plutonio sepolto!).
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	<item>
 		<title>Comment on Porta a Porta - inesattezze &#8220;politiche&#8221; sulla questione rifiuti radioattivi by: Giorgio Nebbia</title>
		<link>http://www.archivionucleare.com/index.php/2005/12/16/porta-porta-rifiuti-radioattivi/#comment-33</link>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 22:30:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.archivionucleare.com/index.php/2005/12/16/porta-porta-rifiuti-radioattivi/#comment-33</guid>
					<description>Si fa presto a dire â€œdiecimila anniâ€ (che comunque Ã¨ meno della metÃ  del periodo in cui la radioattivitÃ  del plutonio-239, uno dei prodotti che si formano per attivazione nei reattori nucleari, il piÃ¹ pericoloso per la vita, perde metÃ  della sua radioattivitÃ ), ma in quale maniera sarÃ  possibile avvertire coloro che vivranno fra diecimila anni, accanto ad un deposito di scorie nucleari, che devono continuare a vigilare attentamente perchÃ© il materiale depositato non sia esposto a infiltrazioni di acqua, non venga a contatto con forme viventi.

Il semiologo americano Thomas Sebeok  nel 1984 ha scritto, per conto dellâ€™Office of Nuclear Waste Isolation, un saggio intitolato: â€œPandoraâ€™s box: why and how to communicate 10.000 years into the futureâ€, General Semantics Bulletion, 49, 23-45 (1984), un tema ripreso da Umberto Eco nello scritto: â€œAlla ricerca di una lingua perfettaâ€.

Diecimila anni sono un periodo nel quale possono nascere e scomparire interi imperi; appena pochi secoli dopo la fine dei faraoni era scomparsa anche la conoscenza di come leggere i geroglifici. Se dovessimo mettere un avviso, allâ€™ingresso dei depositi di scorie: â€œAttenzione: non avvicinateviâ€, in quale lingua dovremmo scrivere il messaggio ? con quali segni ? e chi tramanderÃ  la leggibilitÃ  di tale messaggio ?.

Sebeok ha scartato immediatamente la possibilitÃ  dellâ€™uso di qualsiasi tipo di messaggio verbale, o di segnale elettrico che richiederebbe una fonte di elettricitÃ  continua, o messaggio olfattorio, che sarebbe di breve durata, o qualsiasi forma di ideogramma o pittogramma. Sebock ha notato che oggi, quando osserviamo le pitture rupestri delle societÃ  primitive di poche migliaia di anni fa, ci Ã¨ difficile dire se i personaggi stavano cacciando o ballando o combattendo fra loro.

Sebeok ha suggerito che occorrerebbe organizzare una â€œcasta sacerdotale atomicaâ€, un â€œatomic priesthoodâ€, di durata eterna, in grado e col compito di tramandarsi nel corso delle 300 generazioni che si susseguirebbero nei diecimila anni, la lingua e il significato di quel cartello apposto sul cimitero delle scorie radioattive e dei residui delle centrali e degli impianti contenenti materiali radioattivi.

E poi su quale supporto lâ€™eventuale messaggio custodito dai sacerdoti atomici puÃ² essere tramandato a tutti gli abitanti del pianeta per 300 generazioni ? Vari autori hanno trattato, dopo Sebeok, il problema della comunicazione del pericolo a chi vivrÃ  fra migliaia di anni.

 Il 27 settembre 2005 il notiziario telematico â€œApogeonlineâ€, nel citare un progetto inglese di otto miliardi di sterline per un deposito in cui stivare i residui dello smantellamento delle centrali nucleari, si soffermava sul tipo di supporto materiale su cui si dovrebbero depositare, per le generazioni future, le informazioni sulla pericolositÃ  del contenuto del deposito di scorie radioattive, con tanto dei necessari dati, diagrammi e disegni tecnici. Si possono scartare subito i supporti informatici, dal momento che la maggior parte del materiale informatico odierno sarÃ  illeggibile giÃ  fra poche diecine di anni. Qualcuno ha pensato di ricorrere â€¦ ai papiri, i supporti che ci sono pervenuti quasi leggibili, sia pure quasi incomprensibili, a quattromila anni dalla loro redazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[	<p>Si fa presto a dire â€œdiecimila anniâ€ (che comunque Ã¨ meno della metÃ  del periodo in cui la radioattivitÃ  del plutonio-239, uno dei prodotti che si formano per attivazione nei reattori nucleari, il piÃ¹ pericoloso per la vita, perde metÃ  della sua radioattivitÃ ), ma in quale maniera sarÃ  possibile avvertire coloro che vivranno fra diecimila anni, accanto ad un deposito di scorie nucleari, che devono continuare a vigilare attentamente perchÃ© il materiale depositato non sia esposto a infiltrazioni di acqua, non venga a contatto con forme viventi.</p>
	<p>Il semiologo americano Thomas Sebeok  nel 1984 ha scritto, per conto dellâ€™Office of Nuclear Waste Isolation, un saggio intitolato: â€œPandoraâ€™s box: why and how to communicate 10.000 years into the futureâ€, General Semantics Bulletion, 49, 23-45 (1984), un tema ripreso da Umberto Eco nello scritto: â€œAlla ricerca di una lingua perfettaâ€.</p>
	<p>Diecimila anni sono un periodo nel quale possono nascere e scomparire interi imperi; appena pochi secoli dopo la fine dei faraoni era scomparsa anche la conoscenza di come leggere i geroglifici. Se dovessimo mettere un avviso, allâ€™ingresso dei depositi di scorie: â€œAttenzione: non avvicinateviâ€, in quale lingua dovremmo scrivere il messaggio ? con quali segni ? e chi tramanderÃ  la leggibilitÃ  di tale messaggio ?.</p>
	<p>Sebeok ha scartato immediatamente la possibilitÃ  dellâ€™uso di qualsiasi tipo di messaggio verbale, o di segnale elettrico che richiederebbe una fonte di elettricitÃ  continua, o messaggio olfattorio, che sarebbe di breve durata, o qualsiasi forma di ideogramma o pittogramma. Sebock ha notato che oggi, quando osserviamo le pitture rupestri delle societÃ  primitive di poche migliaia di anni fa, ci Ã¨ difficile dire se i personaggi stavano cacciando o ballando o combattendo fra loro.</p>
	<p>Sebeok ha suggerito che occorrerebbe organizzare una â€œcasta sacerdotale atomicaâ€, un â€œatomic priesthoodâ€, di durata eterna, in grado e col compito di tramandarsi nel corso delle 300 generazioni che si susseguirebbero nei diecimila anni, la lingua e il significato di quel cartello apposto sul cimitero delle scorie radioattive e dei residui delle centrali e degli impianti contenenti materiali radioattivi.</p>
	<p>E poi su quale supporto lâ€™eventuale messaggio custodito dai sacerdoti atomici puÃ² essere tramandato a tutti gli abitanti del pianeta per 300 generazioni ? Vari autori hanno trattato, dopo Sebeok, il problema della comunicazione del pericolo a chi vivrÃ  fra migliaia di anni.</p>
	<p> Il 27 settembre 2005 il notiziario telematico â€œApogeonlineâ€, nel citare un progetto inglese di otto miliardi di sterline per un deposito in cui stivare i residui dello smantellamento delle centrali nucleari, si soffermava sul tipo di supporto materiale su cui si dovrebbero depositare, per le generazioni future, le informazioni sulla pericolositÃ  del contenuto del deposito di scorie radioattive, con tanto dei necessari dati, diagrammi e disegni tecnici. Si possono scartare subito i supporti informatici, dal momento che la maggior parte del materiale informatico odierno sarÃ  illeggibile giÃ  fra poche diecine di anni. Qualcuno ha pensato di ricorrere â€¦ ai papiri, i supporti che ci sono pervenuti quasi leggibili, sia pure quasi incomprensibili, a quattromila anni dalla loro redazione.
</p>
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